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7 min

- di Simone Renza

121 Años de River


121 anni. Questi gli anni da quando nel barrio Boca (sì, esatto proprio lì) è nato il River la squadra che ha regalato al Fùtbol La Màquina, Pedernera, Enzo Francescoli e tante altre grandi storie.


Dopo l'approdo di svariati equipaggi inglesi agli inizi del '900 e con la presenza già massiccia, sin dagli ultimi anni dell'800, di italiani e spagnoli, il Fùtbol iniziò a diffondersi tra i porteños.

Da quel momento iniziarono a sfidarsi locali contro i marinai inglesi. Le prime squadre amatoriali videro la luce tra cui la Juventud Boquense ("Gioventù della Boca"). Questo nome, però, non venne immediatamente accettato da tutti. Una parte, infatti, volle chiamarlo Rosales, in omaggio ad un veliero che era affondato in quei giorni.

In qualche altra starda un gruppo di genovesi fondarono un altro equipo: il Santa Rosa (perché il giorno in cui lo fondarono era il 30 agosto, ricorrenza di Santa Rosa).

Le due squadre decisero, poco dopo, di fondersi. Quindi il Rosales e il Santa Rosa si unirono in un'unica società e decisero, su proposta del socio Livio Ratto, di chiamarla River Plate: la leggenda narra che uno dei fondatori (Martínez) stesse guardando dei marinai giocare a pallone nel porto della Boca, quando notò delle casse ammassate vicino agli inglesi, con sopra scritto The River Plate (trasposizione inglese di Rio de la Plata).

Nacque così il River Plate, che secondo la targa posta nel portico della chiesa di San Juan alla Boca, fu fondato il 25 maggio 1901 da E. Salvarezza, E. Balza, L. Bard, G. Pita, L. Ratto, P. Martinez, E. Zanni e G. Bonino. Da quel momento in poi, il River si trasferì prima nel barrio Palermo, zona di immigrati italiani, poi, nel 1923, nel ricco quartiere di Belgrano dove ha la sede tuttora.

Nella formazione di cui alla foto ci sono ben 6 giocatori di origine genovese. Fun fact: quattro anni dopo, nel 1905, proprio alla Boca, venne fondato il Boca Juniors. Le due più grandi rivali sudamericane sono nate nello stesso quartiere ed entrambe da emigranti genovesi non curanti che stessero dando vita al derby più acceso. Al Superclasico. Ad una partita che una volta nella vita deve essere vista.

Venendo ai giorni nostri, sulla sponda milionaria del Rio de la Plata sono stati giorni tumultuosi. Sono in corso, infatti, alcuni cambiamenti di paradigma impensabili sino a qualche tempo fa al River ma a tutto il calcio argentino. Parliamo, sostanzialmente, di tre eventi: cambio del nome dello stadio, arresti massicci tra i membri della Barra Brava e dell'impulso femminile all'interno dell'establishment del club.

Andiamo, però, in ordine temporale.

Projecto feminino

Agosto 2020. Il Consiglio di amministrazione del club ha approvato il progetto per una quota obbligatoria del 20% femminile in tutti gli organi di governo del club.

Prima di questa riforma, le donne che facevano parte della vita quotidiana del club, con un'anzianità sufficiente per ricoprire incarichi, costituivano poco meno del 16%. Un deciso innalzamento e questa volta per propria legge interna. Non la sola novità in questo senso.

Il Consiglio di Amministrazione ha anche approvato un Protocollo di Azione per la Prevenzione e l'Intervento in Situazioni di Discriminazione e/o Violenza di Genere, che "ha come principale obiettivo quello di facilitare una rapida, efficace e concreta risposta alle situazioni di violenza e/o discriminazione che si verificano all'interno dell'ente nei confronti di soci e/o lavoratori, o all'esterno della società, ma esercitate da un suo dipendente o atleta”.

Il precedente Presidente D'Onofrio, all'atto dell'approvazione, disse: "La quota femminile non vuole essere il tetto, ma il pavimento da cui si proietta la partecipazione delle donne alla gestione del nostro ente. Sappiamo che la quota è più di una soluzione, è un percorso e crediamo che funzionerà anche come spinta affinché le questioni di genere abbiano maggiore rilevanza nell'intera vita istituzionale del club". Jorge Brito, vice di D'Onofrio, ha anche aggiunto "Riteniamo che non sia possibile proiettare il club nel futuro, come un'istituzione equa, inclusiva e diversificata, senza un'equa rappresentanza nei suoi vari organi di governo".

Non il primo club argentino a muoversi in prima linea sulle questioni di uguaglianza di genere. Il San Lorenzo, la squadra papalina per intenderci, è stato il primo dei club ad avere nelle proprie liste una quota femminile, che venne applicata nelle elezioni che nel dicembre 2019.

D'Onofrio, prima di dimettersi lasciando questa eredità, ha concluso: “Con queste riforme, il River continua il suo percorso nella ricerca di essere un club più egualitario per i suoi membri e accompagna una necessaria trasformazione nella sua vita politica e democratica. Un percorso che si è riconfermato anche con il consolidamento del calcio professionistico femminile, con 20 contratti firmati per la stagione 2020-2021. Pertanto, il club continua a promuovere lo sviluppo dell'attività e rafforzare il suo impegno per la parità di genere sia in materia sportiva che istituzionale”.

Attualmente sono cinque le donne ai massimi vertici del club, proprio in forza di questa novità: Carolina Avalis, Clara D’Onofrio, Gabriela Cenoz, Marcela Mallet y Verónica Villar. Molto significativa l'intervista che hanno rilasciato le cinque a Infobae.

El "Mas" Monumental

Lo stadio tra i più significativi, capienti e iconici del calcio mondiale è senza alcun dubbio il Monumental. Non solo la storia del River ha solcato il capo verde, ma anche quella dell'Albiceleste e sociale di Buenos Aires.

Il River, sotto moltissimi aspetti, è un club europeo. Per fama, grandezza e da oggi anche per il nome del proprio tempio associato ad un marchio. Il trend è ormai non invertibile. I club, con lo stadio di proprietà, necessitano di entrate sempre maggiori e per questo stiamo assistendo ad una commercializzazione delle chiese laiche del nostro tempo.

La catena di supermercati Changomas darà il nome all'Antonio Vespucio Liberti che diverrà il Mas Monumental. Non il primo club in Argentina a fare ciò: già nel 2018, l'Argentinos Juniors è stato il primo con il Diego Maradona Self-Credit.

Il quesito è, quindi, quanto incasserà il River? L'accordo firmato sarà di 20 milioni di dollari per sette stagioni. Questo introito sarà utilizzato per finanziare le due fasi di ristrutturazione del Monumental, che, complessivamente, costeranno 45 milioni di dollari. Data per il completamento è per la metà del 2024.

I nuovi lavori nel Monumental de River: due fasi

FASE 1

Nuove tribune inferiori inferiori: Sívori, San Martín e Centenario.
Cambio sedili: rimozione sedili esistenti, impermeabilizzazione, nuova circolazione e posizionamento di nuovi sedili a scomparsa di prima classe, secondo gli standard FIFA, nelle tribune inferiore, superiore, media e dell'ospitalità San Martín; Belgrano low top, middle, hospitality e box. Per questa fase saranno completati un totale di 17.157 nuovi posti.
Settore Stampa: nuovi banchi in tribuna centrale Belgrano (247 posti).
30 box media e un ristorante di 700 metri quadrati, aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 con vista sul quartiere River e sul campo di gioco, con nuove tirature e coperture.
Nuova tiratura e coperture in palchetti: in tribuna Belgrano.
Nuovi garage: nuovo livello di parcheggio e accesso pedonale coperto al piano terra allo Stadio. Saranno aggiunti 227 garage.
Ampliamento del Paddock San Martín: nuovi servizi igienici e cucina con vista sul nuovo tunnel unico per l'uscita delle squadre sul campo di gioco. Passerà da 200 a 500 mq.
Nuovo spogliatoio degli arbitri.
Nuovo settore del controllo antidoping.
Espansione del settore gastronomico a San Martín media: miglioramenti nell'offerta gastronomica nei giorni delle partite.
Nuovo impianto audio nello Stadio.
Nuovo Reparto Medico al piano terra della tribuna Centenario.

FASE 2

Nuova Tribuna Belgrano.
Cambio sedili. Verranno cambiati in totale 40.565 posti, completando l'intero Stadio.
46 palchi in tribuna Sívori: nuove tirature e coperture.
Realizzazione di ulteriori due livelli di parcheggio: 402 nuove autorimesse, a completamento dei cinque livelli di parcheggio e un nuovo ponte pedonale al livello superiore, con collegamento a livello box. Avrà una capacità finale di 1.141 auto.
Nuova area mista al piano terra della tribuna Belgrano.

Barra Brava

Non troppe settimane fa è successo qualcosa che non accadeva da molto tempo.

Centinaia di arrestati a terra a Buenos Aires prima dell'incontro tra Millionarios e Argentinos Juniors. 253 per la precisione, incluso il loro capo "Caverna" Godoy.

Perché tutto ciò così improvvisamente? La Polizia ha spiegato che è vicino il mondiale in Qatar: “C'è un bottino da distribuire e quando arriva il Mondiale le barras vogliono viaggiare per continuare la loro attività lì".

In altre parole, è stato messo agli arresti uno dei più violenti boss del calcio argentino: "Caverna" Godoy.

Il Procuratore di Buenos Aires, Juan Bautista Mahiques, quando entrò in carica, inizio 2020, aveva promesso questo pugno duro: "Voglio mettermi la coccarda per aver messo fine alla barras bravas nel mio mandato".

Non la prima volta che viene detto ciò. Ma, a conti fatti e ad oggi, forse l'unico che si sta muovendo in questa direzione mettendo di fatto agli arresti una delle fazioni più articolate e pericolose argentine con una metodologia "spettacolare" poiché ha fatto compiere l'arresto allo stadio poco prima della partita.

La motivazione specifica dell'arresto di Godoy e soci è stata motivata, oltre che per il timore per il prossimo mondiale, soprattutto "Per attacco e resistenza all'autorità e disobbedienza. Quando sono stati fermati la maggior parte tentava la fuga. Hanno anche violato la legge sulla droga, perché trasportavano marijuana e armi, oltre a materiale pirotecnico come razzi di segnalazione", come conferma il Ministero degli Interni.

Ma perché adesso? Stando a quanto El Clarìn ha raccolto da fonti interne: "E' intenzione politica della Giustizia di Buenos Aires andare abbattere determinate barriere. Da quando Mahiques è entrato in carica fino ad oggi, i club devono affrontare incursioni, inchieste - sia giocatori, sia tifosi che consigli di amministrazione".

"C'è una decisione politica del ministro D'Alessandro di lasciare le barras fuori e le famiglie dentro gli stadi. Si stanno lavorando affinché non ci siano barras sugli spalti. Né del River né di nessun club", hanno spiegato dall'assessorato della Sicurezza e della Giustizia del Comune.

In Comune le indagini si stanno indirizzando anche verso altre tifoserie: già si stanno analizzando, infatti, i passi da seguire con altri barras bravas di grandi squadre, che sono stati più tranquilli e hanno cambiato comportamento nelle ultime settimane.

La situazione a Buenos Aires, ad ora, pare tranquilla ma in molti temono che sia la quiete prima della tempesta perché di certo le barras non si faranno certamente da parte così facilmente, né tantomeno decideranno di lasciare campo così facilmente.

ll River, dunque, sta vivendo un periodo di cambiamenti epocali e che sicuramente porteranno ad una nuova prospettiva. Un cambiamento radicale sia al suo interno che sugli spalti. I prossimi mesi saranno decisivi per capire, quindi, se tutto ciò permetterà un altro respiro al calcio rioplatense o se, invece, sarà solo una minima deviazione che ripoterà allo status quo.

Mutamenti radicali. Impattanti non solo nel calcio argentino ma, si spera, in tutto quello mondiale. Nella speranza che il modello possa essere preso ad esempio, ma, nel frattempo, Que tengas un feliz cumpleaños River!


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Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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