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- di Matteo Tencaioli

Il pagellone della stagione del Milan


I rossoneri sono i campioni d'Italia 2021-2022. What else?


Battendo il Sassuolo con un secco 3-0 al Mapei, il Milan s’è aggiudicato il diciannovesimo scudetto della sua storia, agganciando i “cugini” nerazzurri che a lungo avevano coronato il sogno della seconda stella, dalla prossima stagione alla portata anche dei rossoneri.

Un testa a testa entusiasmante, nel quale ha provato ad intromettersi soltanto il Napoli di Spalletti, che a conti fatti ha visto la squadra di Pioli condurre la classifica per quasi tutta la stagione, contro i pronostici che vedevano favorita l’Inter in coppia con la Juventus, che dopo un avvio shock non è mai stata in grado di rendersi protagonista per conquistare il massimo trofeo nazionale.

Scudetto vinto meritatamente dal Milan, che ha potuto contare su alcuni giocatori attesi al salto di qualità, ma anche su qualche sorpresa e che il prossimo anno sarà chiamato a fare un nuovo step di livello anche in Champions League, forte di quel ruolo da testa di serie che dovrebbe garantire un girone meno duro di quello in cui era capitato nella stagione appena conclusa.

Proviamo a dare un voto a tutti i componenti della rosa rossonera, in rigoroso ordine di numero di maglia.

Tatarusanu 6 – Nel periodo di indisponibilità di Maignan ha fatto il suo, con giusto qualche incertezza a Firenze. Non dimentichiamo però, anche il decisivo rigore parato a Lautaro Martinez nel derby di andata. Affidabile;

Calabria 6.5 – Il terzino destro non ha disputato la sua migliore stagione, dopo quella scorsa in cui aveva dato l’impressione di poter diventare una colonna della squadra, ma giocando su una fascia senza un vero proprietario ha sempre dato il massimo;

Bennacer 6.5 – Tenendo conto di vari infortuni e l’assenza forzata per disputare la Coppa d’Africa, il centrocampista rossonero ha disputato una stagione più che positiva, con qualche picco di rendimento in cui siamo tornati ad apprezzare il miglior Bennacer. Sicuramente un punto fermo di questa rosa, dal quale ora ci si aspetta maggiore continuità;

Ballo-Touré 4.5 – Un oggetto misterioso, arrivato per far provare a Theo la sensazione di avere concorrenza, ma rivelatosi inadeguato quando chiamato in causa. Quel poco di buono che ha fatto vedere è stato in fase offensiva, ma l’impressione di mancanza di personalità è totale;

Castillejo 6- Voto di stima per l’uomo. Praticamente fuori rosa, ha dimostrato un grande attaccamento alla maglia quando c’è stato bisogno di lui, prima di tornare nell’anonimato;

Tonali 8 – Voto pari al suo numero di maglia, per il giocatore maggiormente cresciuto in stagione (stagione iniziata con un taglio allo stipendio auto-inferto per non essersi sentito ancora all’altezza). Sono lontani i tempi in cui veniva accostato, incomprensibilmente a Pirlo: parliamo di un centrocampista moderno, con caratteristiche totalmente diverse, capace di coprire tutto il campo, dalla fase difensiva a quella d’inserimento. Rappresenta alla perfezione lo spirito di questo gruppo;

Giroud 7 – Un giocatore di grande esperienza, chiamato nel difficile ruolo di vice-Ibrahimovic (col quale c’entra poco, a dirla tutta) e rivelatosi decisivo a suon di goal pesanti, proprio come i due di ieri sera;

Diaz 5 – Una delle delusioni della stagione, partito fortissimo e mai ritrovatosi dopo il Covid. C’è chi dice che sia troppo leggero, chi troppo lezioso, chi sia un giocatore buono come subentrante. Fatto sta che non è riuscito a trovare quel posto da giocatore determinante che ci si aspettava si sarebbe preso quest’anno;

Ibrahimovic S.V. – Non è una provocazione. Se dovessimo dare un voto puramente “calcistico” allo svedese, non potrebbe essere positivo, dato che ha passato più tempo in infermeria, che in campo. Il punto è che il suo apporto è stato fondamentale per la rinascita rossonera fin dallo scorso anno e non c’è intervista in cui i suoi compagni non ne riconoscano l’importante ruolo di leader dello spogliatoio. Lasciamolo lì, senza voto, soltanto con le parole ad accompagnarlo;

Rebic 5 – Lo scorso anno era stato spesso l’uomo della provvidenza, quest’anno ha giocato poco e senza incidere;

Romagnoli 6 – Il teorico capitano rossonero ha perso il posto da titolare, ma non ha mai detto una parola fuori posto. Ha lavorato e giocato con grande applicazione quando c’è stato bisogno di lui e questo gli vale la sufficienza piena;

Maignan 8.5  - Quanti avrebbero scommesso che il Milan non avrebbe avuto rimpianti, dopo l’avvio di Donnarumma? Ma soprattutto, quanti avrebbero scommesso che si sarebbe trovato un portiere più forte di lui, sicuro tra i pali e abilissimo coi piedi? Una grossa fetta di scudetto è di questo ragazzone francese, arrivato da vincente e rimasto tale;

Leao 7.5 – Se avesse messo per tutta la stagione la testa con cui l’abbiamo visto in campo negli ultimi due mesi, sarebbe stato da premiare come il migliore. Un diamante grezzo, che forse ha capito quanto può essere importante giocando per la squadra, oltre che per divertirsi, con ancora enormi margini di progresso;

Per palati fini...

Theo Hernandez 7.5 – Altro giocatore cresciutissimo in stagione, soprattutto in termini di continuità. Restano le incertezze in fase difensiva e il troppo amore per il pallone, ma la fascia sinistra con lui e il portoghese è una delle chiavi del successo di questo Milan;

Kalulu 7 – Devo stare in panchina? No problem. Servo come terzino? Eccomi. Manca un centrale? Lo faccio e mi prendo il posto da titolare. Se pensiamo che è arrivato come giovane a parametro zero, probabilmente va considerato il più grande affare dell’attuale dirigenza;

Lazetic S.V. – Da valutare quando giocherà

Tomori 7.5 – Pilastro della difesa, soprattutto dopo l’infortunio di Kjaer, fa della velocità il suo punto forte e da qualche mese ha cominciato a limitare le sbavature che lo costringevano a qualche recupero di troppo. Fondamentale;

Kjaer 6.5 – Finché c’era ha fatto il suo. Il Milan spera possa tornare sui propri livelli migliori dopo il grave infortunio;

Florenzi 6 – Dopo un inizio di stagione “ectoplasmico”, l’esterno si è mostrato utile in varie occasioni, sia giocando basso, che alto, coronando la stagione con il goal al Verona. Utile e da riscattare;

D. Maldini 5.5 – Nonostante una rete importante, ora come ora non pare adatto a giocare a certi livelli. Sarebbe il momento di darlo in prestito. Per il suo bene;

Messias 6 – La favola della stagione. Un grande lavoratore, sempre generoso in campo, difficile da collocare nello scacchiere tattico di Pioli. La pagnotta se l’è guadagnata, ma la fascia destra merita qualcosa di più;

7 anni fa con il Casale in Eccellenza. Oggi campione d'Italia.

Krunic 6 – Il classico giocatore che piace agli allenatori. Non appariscente, ma utile e umile, oltre che piuttosto duttile per essere schierato nei vari ruoli del centrocampo. Ha dato il suo contributo;

Bakayoko 4.5 – Il parente lontano del “primo” Bakayoko rossonero. Sparito dai radar dopo qualche pessima prestazione;

Gabbia 5.5 - Impiegato pochissimo. Non si può dire che sia scarso, ma forse meriterebbe di andare a giocarsi un posto da titolare in una squadra con ambizioni diverse;

Saelemaekers 6 – Ci si sarebbe aspettato il salto di qualità da parte sua, che invece non è arrivato. I segni di risveglio nel finale di stagione fanno sperare che la panchina gli abbia fatto bene, ma resta qualche dubbio. Utile nel ruolo di equilibratore sulla fascia destra, ma potrebbe fare il salto di qualità giocando più basso;

Kessié 6.5 – Nonostante il contratto in scadenza, Pioli ha intelligentemente continuato ad impiegarlo e l’ivoriano ha disputato un ottimo girone di ritorno. Il rischio che diventi un rimpianto c’è;

Mirante S.V. – Arrivato in un momento di emergenza, non è mai stato impiegato;

All. Stefano Pioli 8 – Chi scrive è stato molto critico nei confronti dell’allenatore rossonero, durante la stagione. Non amo salire su alcun carro e continuo ad avere le mie perplessità su alcune sue scelte e tempi nel farle, ma portare a casa un trofeo così importante con la rosa a disposizione, soprattutto facendo crescere molti singoli (che, a mio modo di vedere, è compito principale di un allenatore) non può che valergli un voto altissimo. Per quanto riguarda le coppe, se in Champions non gli si poteva chiedere molto di più, qualcosa da ridire ci sarebbe sull’approccio del Derby perso malamente in Coppa Italia.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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