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2 min

- di Lorenzo Lari

Considerazioni sparse post Sassuolo-Milan (0-3)


Il Milan vince strameritatamente il diciannovesimo scudetto della sua storia. 


- Nella “città del tricolore” il Milan va in caccia aperta dello Scudetto numero 19 della sua storia. La metafora della caccia è estremamente calzante perché fin dai primi secondi in campo sembrano esserci un predatore e una preda, con quest’ultima che finisce sbranata dai rossoneri, che una volta di più confermano di essere una squadra ingiustamente sottovalutata mediaticamente sul piano della personalità. Vittoria schiacciante per i ragazzi di Pioli, che va a legittimare uno scudetto vinto con grande merito;

- I primi 45 minuti e il 3-0 maturato e portato nello spogliatoio sono un microcosmo perfetto della stagione del Milan di Pioli, alchimista finissimo che si lancia con quest’impresa nel gotha degli allenatori europei. In rampa di lancio con lui e grazie a lui c’è Rafael Leao, anni 22, in giornate come queste il calciatore più dominante della Serie A e probabilmente l’unica grande “next big thing” del nostro calcio allo stato attuale;

- A proposito di Leão, tre assist nei primi 45 minuti gentilmente offerti a noi esseri umani per ribadire con convinzione chi è stato - ad avviso di chi scrive - il giocatore migliore della Serie A 2021/2022. La stagione del portoghese è stata un continuo crescendo e si è andata a concludere con due mesi sontuosi, dove ha semplicemente fatto quello che voleva contro chi voleva. Tecnica, gamba, capacità coordinative e di dribbling semplicemente irreali. Parliamo di uno dei pochi giocatori semplicemente troppo grandi per il nostro campionato; 

- Purtroppo, bisogna ammetterlo: la bellezza dell’ultimo turno di Premier League, con City-Aston Villa e Liverpool-Wolverhampton capaci di offrire uno spettacolo epico e al cardiopalma, stride un pochino con quanto visto sui nostri campi. Magari è solo un caso, magari no. Resta il fatto che vedere squadre come l’Aston Villa giocare con il coltello fra i denti fino all’ultimo minuto di gioco, seppur senza più obiettivi stagionali, è stata una figata. Oggettivamente, qua da noi non si è vista la stessa cosa. La prestazione del Sassuolo non ci è piaciuta per nulla (Consigli a parte). E basta rivedersi l’approccio alla gara e i primi 10 minuti giocati dai neroverdi - dove tra l’altro non avevano ancora miracolosamente subito gol - per capire il perché;   

- Considerazione finale che vogliamo dedicare a Paolo Maldini, uno dei più grandi giocatori della storia del calcio italiano. Forse il più grande difensore della storia. Sicuramente un calciatore che ha inciso in maniera fondamentale su tantissime vittorie del Milan. Ecco, il modo in cui ha è riuscito ad incidere da dirigente è se vogliamo ancora più sconvolgente. Un percorso iniziato solo 2 anni fa, tra le critiche e i mugugni di tanti, e che oggi culmina con il diciannovesimo scudetto della storia rossonera, a certificare l’intelligenza e la competenza di quella che è a tutti gli effetti una leggenda universale. 

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Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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