
Considerazioni sparse post Salernitana-Udinese (0-4)
Darwin Award per la squadra di casa, venuta a mancare all'appuntamento più importante della vita.
- In un Arechi gremito all'inverosimile é solo una squadra a scendere in campo: quella allenata da Cioffi. L'approccio dei giocatori di casa é molle e terrorizzato, tanto che il vantaggio friulano al sesto minuto sembra la cosa piú naturale del mondo;
- L'Udinese si limita a fare densitá in zona centrale e giocare di ripartenza mandando Udogie nell'uno contro uno su Mazzocchi e Deulofeu contro i marcantoni centrali granata. Poche mosse, ma superefficaci perché di fronte si sta vivendo una sorta di psicodramma;
- Nel corso dell'ultimo mese gli elogi per la Salernitana si sono sprecati, e a ragion veduta: una salvezza in partenza impossibile era giunta a portata di mano. Difficile determinare con precisione cosa sia scattato nella testa dei giocatori e quale sia stato il punto di rottura nelle ultime due settimane, se il pareggio subito da Altare, il rigore sbagliato a Empoli o la troppa pressione ambientale. Fatto sta che la prestazione offerta oggi é stata indegna;
- La ripresa é stata ancora più surreale della prima frazione: subíto il quarto gol dopo l'ennesima ripartenza, la partita é sostanzialmente finita a mezz'ora dal fischio dell'arbitro. Pubblico e panchina si sono rivolti altrove, verso Venezia, dove lo stato catatonico del Cagliari ha deciso la corsa salvezza in senso favorevole ai campani;
- Ora che il tanto evocato miracolo in stile Crotone é stato compiuto, Davide Nicola é atteso a piedi nello Stato Vaticano. Spero che non le abbia scagliate tutte addosso ai suoi uomini, ne servirá un paio buono: di scarpe, intendo.
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