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3 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Sampdoria-Fiorentina (4-1)


La Fiorentina cade fragorosamente a Marassi contro la Samp già salva, fallendo l'ennesima e forse ultima prova di maturità stagionale. E per l'Europa, ora i viola dovranno passare dalla Juventus.


- "Il peggior primo tempo della storia del calcio". Questo è stato l'approccio della Fiorentina di Italiano, che si presentava a Marassi per cercare una vittoria valevole per la qualificazione matematica all'Europa. Approccio mai cambiato nell'arco dei novanta minuti, che ha visto i toscani letteralmente travolti dalla marea blucerchiata. I viola (il cui rendimento lontano dal Franchi è sempre stato modesto) scendono in campo contratti a livelli mai visti, probabilmente schiacciati dalla pressione di una partita che non si poteva non vincere, contro un avversario che non aveva più niente da chiedere. E invece, anche stavolta le trame che si formano nella mente dei giocatori prendono vie ai più sconosciuti, che portano i doriani a scendere in campo leggere e sul velluto, in barba alle storture del calendario spezzatino e della non contemporaneità;

- Va dato il giusto merito ai blucerchiati, che non è quello di aver "onorato l'impegno" (dovrebbe esser scontato), bensì di aver fatto una partita propositiva, soprattutto nella prima metà di gara. Il sollievo per la salvezza già raggiunta ha sbloccato risorse mentali importanti per i doriani, non timorosi nel tentare le giocate e nel portare una pressione in avanti aggressiva e con tanti uomini. Ma, almeno per quanto riguarda la larghezza del risultato, tanto è poi dipeso dallo sgretolamento della Fiorentina, mai veramente entrata in partita;

- La non-prova della Fiorentina è stata la sublimazione di tante occasioni fallite nell'arco della stagione. Il percorso annuale dei viola è stato qualcosa di eccezionale considerando il punto di partenza (ovvero tre annate in lotta per la salvezza), ma i fantasmi e i limiti del passato sono sempre riemersi in tanti possibili momenti-chiave, sia negli scontri diretti sia in partite dove apparivano come favoriti. Alla fine, più che un fattore di qualità, il limite della Fiorentina sembra esser quello della personalità dei suoi uomini, discorso che a questo punto forse andrebbe esteso anche all'allenatore, sotto altri aspetti decisivo nel ridare un senso a questa squadra dopo anni;

- Sdrammatizzando, la cabala ci ha messo del suo. Il gol dell'1-0 doriano porta la firma di Ferrari, due reti in Serie A ed entrambe alla Fiorentina. Mentre il raddoppio arriva per mano dell'inesorabile Quagliarella, quarto centro stagionale e 14esimo in carriera ai viola, squadra dove militò nel lontano 2002 nell'allora Serie C2. Thorsby, più banalmente, non segnava da novembre, mentre la Samp non metteva a referto quattro reti dalla gara contro il Sassuolo, la seconda di Marco Giampaolo dal suo ritorno sulla panchina doriana;

- E ora? In attesa di Juventus-Lazio, e mentre i tifosi doriani si godono la salvezza in un Marassi gremito di lunedì, alla Fiorentina rimane ancora una chance per qualificarsi alle coppe. Chanche che passa proprio dalla sfida con i bianconeri al Franchi prevista per sabato prossimo. La vittoria infatti ancora vale il settimo posto, se per la Conference o per l'Europa League poi lo deciderà la Roma a Tirana. E, va ricordato, nell'arco della stagione i viola hanno dimostrato di sapersi inaspettatamente rialzare nei momenti peggiori. Ma se la vittoria con la Roma sembrava voler dire aver passato lo scoglio più grande, questa pesante sconfitta (la quarta in un mese) potrebbe aver minato in maniera definitiva l'entusiasmo e le speranze per la corsa al settimo posto.

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