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- di Federico Castiglioni

Il pagellone di Juventus-Inter (2-4)


L'Inter di Inzaghi segna quattro reti nell'ennesima serata abulica dei suoi attaccanti. Perisic monumentale, Handanovic fa e disfa. Vlahovic torna al gol ma non basta, Allegri con i suoi dogmi affonda ancora contro l'Inter.


JUVENTUS

Perin 6: prende quattro gol all'incrocio dei pali, di cui due su rigore. Quando intervenire è nello scibile umano, si fa trovare pronto.

Danilo 5.5: parte male da terzino destro, subito in sofferenza su Perisic. Nel momento in cui iniziava a dare segnali di ripresa, è costretto ad uscire per infortunio. (dal 40' Morata 6.5: è la riserva strategica, da buttare dentro per riprendere le partite. E la fa riprendere, alzando il baricentro bianconero pur stando decentrato e con grossi compiti di copertura. Mette lo zampino sull'1-1, avvia il contropiede del 2-1. Forse è entrato troppo presto, o forse serviva da subito.)

Chiellini 7: ne ha ancora per annullare Dzeko o chiunque altro passi dalle sue parti negli ultimi 25 metri. Un veterano, di una grande armata che non esiste più. (dall'83' Arthur 5.5: tanti palloni toccati, ma mai in verticale. Sul pari, era forse semplicemente un giocatore non spendibile.)

De Ligt 5: sul rigore del 2-3 è troppo grave l'ingenuità, troppo evidente la goffaggine, troppo pesante l'episodio nell'economia della partita. Con il fallo su De Vrij sciupa irrimediabilmente una partita dove aveva ben svolto il compito di spaventare Lautaro, quasi mai vivo in area fino proprio all'altro rigore, quello del 2-2.

Alex Sandro 6: può strappare la sufficienza perché l'ennesima papera di Handanovic - con la collaborazione di Morata - gli fa mettere la firma su quello che sembrava il gol della riscossa. Per il resto, un primo tempo modestissimo su una fascia dove l'Inter incide pure poco, un po' meglio nella ripresa. (dal 91' Pellegrini 5.5: vorrebbe, ma non può.)

Zakaria 6: parte male, svagato sullo 0-1 di Barella. Ma gioca un'ora piena di sostanza, passata a rattoppare le lunghissime distanze del campo bianconero. (dal 66' Locatelli 5: ha l'alibi di esser decisamente fuori condizione, ma l'Inter con lui si riprende rapidamente il dominio del centrocampo.)

Rabiot 6: come il collega, aiuta la Juve a risalire il campo a colpi di progressioni e duelli. Forse uno dei pochi bianconeri non in sofferenza nella prima mezz'ora. Nei supplementari rimane a secco di benzina.

Cuadrado 4,5: da esterno alto si fa asfaltare da Barella, da terzino si fa asfaltare da Perisic. Pochi dribbling riusciti, pochi sviluppi sulla sua fascia. Evanescente.

Bernardeschi 6: divide con Zakaria la responsabilità di non aver rotto la linea, quando Barella al pronti-via la mette all'incrocio. Però è fra i bianconeri più in partita fino alla sostituzione, con spirito di iniziativa e buoni spunti in entrambe le fasi di gioco. (dal 66' Bonucci 5.5: difficile dargli vere responsabilità sul rigore del 2-2. Ma se l'idea di Allegri era di dar certezze al reparto difensivo con il suo ingresso, l'operazione fallisce in maniera clamorosa.)

Dybala 6.5: sottoporta è insidioso ma trova lo specchio con efficacia. Quando riesce a ricevere tra le linee, crea fuori sempre qualcosa di raffinato e pericoloso, cosa non da poco nella confusione della fase offensiva bianconera. Innesca seriamente due volte Vlahovic, uno dei quali vale il momentaneo vantaggio. (dal 99' Kean 5: mai visto, mai sentito. Quindi alla fine meglio che a Genova).

Vlahovic 6: sembrava la solita partita difficile, sarà la solita partita difficile. Eppure, nel mezzo, il ritorno al gol che poteva valere la vittoria, condito con un'esultanza plateale, scenografica, che sa di sfogo verso i tifosi e verso l'universo. Ma gli dei del calcio non devono aver gradito. Spesso abbandonato nei meandri della difesa avversaria, prima il portere gli nega il gol con una gran parata, poi a sportellate innesca in qualche modo l'1-1 di Alex Sandro, infine trova il 2-1 su contropiede, ribadendo in porta una sua conclusione respinta di volto da Handanovic. Eppure, nel complesso della gara, sembra aver perso quell'aura di onnipotenza nei confronti degli avversari. De Vrij lo prende a duello, disinnescandolo fin troppe volte.

Allegri 4,5: nelle Considerazioni Sparse Matteo Orlandi ha ricordato una delle massime del tecnico livornese, "gli allenatori non vincono le partite, al massimo le perdono". Frase che calza a pennello su Allegri, almeno per questa finale che fa da pietra tombale della stagione bianconera. Il suo 4-4-2 conservativo salta subito e lascia la Juve per quasi un tempo completamente slegata. Spariglia con l'infortunio di Danilo, mettendo Morata già prima dell'intervallo, ma quando prova a metterla in ghiaccio con gli ingressi di Bonucci e Locatelli, regala fatalmente l'ultima mezz'ora all'Inter. Chiude la partita espulso, litigando a ripetizione con la panchina nerazzurra dopo il rigore del pari. Mentre la barca juventina affonda, lui è già disperso in mare.

INTER

Handanovic 5.5: mezzo voto in più perché la coppa la alza lui. Per il resto, bravissimo su Vlahovic nel primo tempo, ok la precisione e la personalità con cui gioca in fase di costruzione - cosa non da poco in questi tempi per i portieri -, passi la respinta di volto che è comunque una parata, ma sul gol dell'1-1 ha ricordato Dida vs Cambiasso in un derby meneghino di parecchi anni fa. Serve essere più espliciti?

D'Ambrosio 5.5: tiene botta dietro, ma non si concede mai a supporto in avanti insieme al compagno di catena Darmian. Totalmente fuorifase sul 2-1 bianconero. (dal 63' Dimarco 7: entra a fare il terzo di difesa, ma con l'obbligo di condurre palla in avanti. Non sempre precisissimo, ma è fondamentale nel rimettere l'iniziativa del gioco in mano all'Inter. Dal 115' Bastoni sv)

De Vrij 6.5: Vlahovic gli scappa due volte, sulla prima Handanovic mette la pezza, sulla seconda è drammatica l'intera retroguardia nerazzurra. Ma il suo duello con il centravanti serbo è vinto ai punti, fattore decisivo che oltrettutto spegne le residue velleità di uscita dei bianconeri. Decisivo quasi quanto il rigore del 2-3 che si procura, in posizione da torre aggiunta.

Skriniar 5.5: dirottato a sinistra non è completamente a suo agio. Malissimo nelle preventive sul gol di Vlahovic. Fa il pretoriano per De Vrij, ma non è stata la sua partita migliore.

Darmian 5: scelta un po' a sorpresa di Inzaghi, non granché ripagata. Seppur Alex Sandro rifugga dal creargli preoccupazioni, spinge pochissimo e mai con efficacia. Tagliato fuori dal filtrante di Dybala, ma è la cosa meno grave. (dal 63' Dumfries 6: pensare che entrasse facendo serpentine sugli avversari è perfino ingeneroso. Copre tutto il campo in entrambe le fasi, dando finalmente a Inzaghi un quinto che si faccia sentire anche a destra.)

Barella 7: segna un gol splendido all'avvio indirizzando all'apparenza il match. Non sarà proprio così, ma offre per 120 minuti una gara di qualità con rari momenti di affanno, cosa che quest'anno non gli è capitata con la dovuta continuità.

Brozovic 6.5: troppo facile per lui gestire il pallone così, senza un vero incaricato a dargli fastidio e senza che l'avversario si impegni troppo a tagliarli le linee di passaggio. Che rischio con certi interventi.

Calhanoglu 6.5: primo tempo balneare, con tante imprecisioni anche scolastiche. Sale nella ripresa, facendo culminare la sua gara nella realizzazione del pesantissimo rigore del pari. (dal 91' Vidal 6: entra per fare la guerra, il 2-3 in avvio di supplementari gli spiana la strada in questo senso.)

Perisic 8: le reti nell'extratime sono pesanti, decisive nonché magnifiche per tecnica ed esecuzione, rigore compreso. Ma finire sul tabellino è anche il giusto riconoscimento a una gara dominante, senza interruzioni, dove ara la fascia sinistra. Tiene l'Inter per mano mentre barcolla e la trascina alla vittoria. Allucinante che i nerazzurri rischino di perderlo a parametro zero.

Dzeko 5: Molto coinvolto nelle fasi di sviluppo e rifinitura del gioco, però quando prova a non venire dentro il campo e a fare il centravanti Chiellini non gliela fa vedere mai. (dal 63' Correa 5.5: entra in campo versione diesel. Fa qualcosina, aggiunge qualche strappo proprio mentre la Juventus si abbassa drammaticamente. Però sembra sempre indeciso sul da farsi.)

Lautaro 5.5: una delle poche volte in cui si fa sentire in area rimedia un rigore. Ma è l'unica cosa veramente da ricordare della sua gara. (dal 91' Sanchez 6: voto politico giusto perché alla fine entra sul pari e chiude sul 2-4 per l'Inter. Fa quello che deve, giostrando ripartenze a vantaggio acquisito.)

Inzaghi 6.5: i suoi ragazzi fanno la loro solita partita elegante, naif, a tratti svagata e che alla fine dev'essere persino rimontata di fatica. Ma la vincono. La sua Inter è dittatoriale nell'avvio di gara, poi si perde tra il barocco del suo possesso e la poca incisività di certi interpreti. Alcune scelte discutibili nell'undici di partenza, e per Inzaghi rimane insoluto il problema di come riempire l'area di rigore avversaria. Ma è più bravo del collega a leggere la gara, nei cambi e non solo. Merito anche suo se l'Inter non crolla dopo la rimonta, merito anche suo il rendimento di Perisic è giunto a questo livello. Mette in bacheca il secondo trofeo stagionale, sempre contro la Juve, nonché la sua terza personale Coppa Italia. Chissà se basterà tutto questo fra due domeniche.

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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