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5 min

- di Lorenzo Tognacci

Da 10 a 1: diamo i voti al GP di Miami


Non capiamo bene se dobbiamo muoverci in barca, mettere il casco da Football o fermarci a prendere il sole, ma anche questo weekend a Miami è passato: ecco il nostro pagellone.


Voto 10: l'inviolabile solidità dell'esperienza

Max e Charles sono nati entrambi nel '97, hanno entrambi 24 anni, ma Max ha qualche anno in più di esperienza in testa al podio. Su una pista indicata come favorevole per la Red Bull, questa lotta a base di un quantitativo incommensurabile di talento ha messo bene in mostra le due identità dei piloti: Charles lotta col volante, a denti stretti, insegue; Max governa nella perfetta coesistenza con la sua macchina la sua guida e la sua gara, dove manca la pole per una virgola fuori posto ma già dalla prima curva dimostra totale controllo.

È la naturale evoluzione di un pilota che abbiamo conosciuto come irruento e rabbioso ma che con il Mondiale ha finito di plasmare il suo talento. Uno dei compiti di Charles sarà anche quello di scalfire la solidità mentale di Max.

Voto 9: l'Esteban volante di Francia

Da una botta brutta nelle prove - brutta ecco, non bruttissima - che arriva addirittura a rovinargli componenti come il telaio e il sedile (?!), che lo relega all'ultima posizione e all'impossibilità di disputare le qualifiche, Ocon monta il sorriso spassionato che lo contraddistingue e sfila tutta la griglia fino a chiudere in ottava posizione.

L'Alpine è cresciuta molto bene, Fernando corre e le prestazioni iniziano a esserci, ma Esteban dimostra sempre più spesso sprazzi di grande capacità. Non che ci stupisca particolarmente, è sempre stato un pilota promettente, ma il futuro della casa francese sembra in buonissime mani.

Voto 8: El Doctor Extraño Sainz

Per come sono fatto io vorrei dargli un voto in meno, perché Carlos può molto di più di quello che vediamo a livello di risultati, e tutti quei secondi di distacco a fine gara non dovrebbero esserci. Ma dopo tante uscite sfortunate oggi corre con passo spedito e quel preciso momento, quella manciata di centesimi che hanno costruito la sua difesa su Perez e il suo terzo posto sul podio, sono un primo sassolino che esce dalla scarpa. L'episodio è un concentrato di astuzia, tecnica, precisione, azzardo e freddezza che ha incanalato tutto lo svantaggio tecnico della gomma verso l'unico scenario possibile per mantenere la posizione. Tutto pensato in millisecondi di tempo, un po' come quando Dr. Strange vaglia tutti i futuri possibili per vincere su Thanos, Sainz ha fatto un magheggio per togliere ogni possibilità d'attacco a Perez.

Alé Carlos.

Voto 7: la Thailandia gommata

Albon ha fatto una signor gara, uscendo vincente su un trenino che lottava per le ultime posizioni da punti nonostante la propria Williams. Magari qualche episodio fortunato c'è stato, ma la fortuna la devi anche cercare e costruire. È stato attento, solido e ha messo il muso quando ha trovato lo spazio aperto.

Per me, personalmente, è sempre un piacere rivedere un pilota come lui dimostrare le sue capacità dopo tutti i travagli Made in Red Bull.

Voto 6: a Mick... d'incoraggiamento.

Il giovane Schumi credo abbia ancora tanto da imparare e sicuramente ha bruciato un po' di tappe grazie al proprio cognome. Però si è sempre sbattuto, ci ha sempre provato, si impegna ogni giorno e lo fa con umiltà. Non credo sia un pilota formidabile ma secondo me può dire la sua.

Oggi finalmente sembrava in palla e in forma per tirare fuori qualcosa ma l'incidente col fratello maggior Seb ha mandato tutto all'aria. Non meriterebbe la sufficienza perché servono i fatti, ma voglio essere positivo per una volta e cercare la via della motivazione invece che quella della punizione.

Voto 5: purtroppo, l'Alpha Tauri

Non ci siamo, il weekend della casa di Faenza è completamente anonimo e disorientato, tanto che sembra nessuno abbia il controllo di quello che succede in pista. È un weekend negativo e può succedere, ma adesso c'è da rialzarsi in fretta e ricominciare a correre sugli avversari, perché i margini di crescita e di risultato ci sono. Quantomeno, ci devono essere.

Voto 4: Ricciardo.

Non è che se ti do dei voti di merda da 2 mesi a un certo punto devo smettere perché tanto diventa l'abitudine. Daniel è completamente avulso dalla propria monoposto, non dimostra assolutamente niente di positivo e allo stato attuale non si vede nemmeno l'ombra di un margine di crescita.

La volta scorsa ti avevo detto che dovevi darti una mossa o avresti perso il treno, adesso mi sembra che non lo stai nemmeno aspettando il treno.

Voto 3: Aston Fartin'

Mmm... tutto il casino della benzina, che porta alla partenza dalla pit-lane e sacrificare il decimo posto di Stroll, e poi il nulla più totale. Diciamo che fare male quanto la Williams è difficile, ma voi weekend dopo weekend non ci state e ogni volta mettete in discussione tutte le nostre credenze, specialmente se non puntate a fare come la Williams ma a fare addirittura PEGGIO.

Voto 2: 'sta pagliacciata del mare di cartapesta.

Se ci sono delle persone soddisfatte di questo circuito parlino adesso. Se ci sono persone soddisfatte de 'sta pagliacciata americana, parlino adesso. Se ci sono persone che vorrebbero questa F1, parlino adesso. Se ci sono persone che seguono la F1 e nel bel mezzo di un circuito - LETTERALMENTE - invece che guardare la gara e le macchine che ti sfrecciano a 20 metri di distanza ti fai una pennica in piscina, non parlate: sparite. Va bene i soldi, va bene i soldi, va bene i soldi e va bene cercare di fare più soldi. C'è un limite anche all'indecenza però. Oltre a essere la fiera dello smartphone (nemmeno ai concerti ho mai visto una percentuale così alta di persone col telefono in mano H24), oltre a essere la fiera del troll con quel mare vergognoso e che cazzo me ne frega dello sponsor devi avere veramente la passione per il cattivo gusto per proporre una roba del genere, oltre a essere la fiera dell'asfalto farlocco, Miami non delude le aspettative e dai, ci siamo capiti.

La premiazione poi, la parata con il simbolo dell'america (sì, mi riferisco ai lampeggianti della polizia), il podio davanti alla statua di un campione di Football americano e pure a entrare coi caschi di football. Ci sta l'immagine E I SOLDI, però un conto sono i cappelli da cowboy, un conto è inserire i simboli di quello che è diametralmente un altro sport. Boh, a me me sembra na pagliacciata de basso borgo. Ma d'altronde, This is America.

Voto 1: la skin psicopatica di Vettel.

Eh mi sa che basta, siamo arrivati definitivamente alla fine della carriera di Seb. Non sappiamo quando si ritirerà, gli auguro presto così da smettere di rendersi ridicolo, ma l'uscita in mutande per una protesta anche un po' vergognosa è l'ultimo tassello della sua curva discendente verso gli abissi della Formula 1.

Per citare un altro scrittore motoristico di Sportellate da una discussione sui nostri gruppi di invasati, protestare contro l'intimo ignifugo "secondo me è un insulto per chi sulle piste ci è morto o ci ha preso fuoco" (Luca Barbara, dal gruppo "Sportellate Motori", la redazione a benzina di Sportellate). Chiudiamo un mezzo occhio su quella di Lewis su gioielli e orologi, perché è un po' più particolare e meno chiara, su quella di Seb non c'è il minimo appiglio a cui aggrapparsi per difenderlo. Seb, ti stai rendendo ridicolo, inizia a pensare alla pensione.

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Rimini, 23/09/1994. Laureato in Comunicazione Pubblicitaria allo IED di Milano, freelance e multiforme. All’anagrafe porta il nome di Ayrton e la Formula 1 è appuntamento immancabile del weekend, a cui associa un passato da tennista sgangherato e anni di stadio a Cesena. Incallito e vorticoso consumatore di vinili e di cinema.

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