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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Torino-Napoli (0-1)


Una partita di poco conto per la classifica, ma ugualmente interessante per quanto offerto dalle due squadre in campo. La spunta il Napoli, quella che probabilmente ci ha provato di più.


- Partita di fine campionato, e l'atmosfera lo tradisce sin dal primo momento: il bel sole, la tensione praticamente assente, squadre che giocano il loro calcio con calma e senza ansia di dover dimostrare alcunché, anche perché nessuna delle due ha da chiedere nulla al proprio campionato, se non qualche altra piccola soddisfazione;

- Chi aveva una soddisfazione personale da togliersi era di certo Lorenzo Insigne, alle prese con il suo personale count-down prima di recidere il suo cordone ombelicale da mamma Napoli. Il rigore fallito, oltre a rimandare il vantaggio dei suoi, rimanda la gioia del gol numero 122, che lo eleggerebbe secondo cannoniere della storia degli azzurri superando Marek Hamsik. Sarà per la prossima volta, forse;

- Il Torino gioca la sua classica partita, sfoderando un calcio che potremmo definire heavy-metal tanto che è esasperata la pressione a tutto campo dei granata, rendendo la contesa un confronto uno contro uno lungo tutto il rettangolo di gioco. Stavolta però il Toro trova di fronte una squadra, il Napoli, che ha saputo affrontarla con intelligenza, mettendo in mostra un palleggio magari non esasperato, ma intelligente e puntuale che fa correre a lungo a vuoto i granata, trovando spazi interessanti una volta superate le linee di pressione;

- Per far gol però c'è bisogno di tirare in porta: nel primo tempo gli azzurri forse fanno un poco di fatica a concludere, andandoci vicino ma senza mai farlo con la giusta concretezza, tanto che forse la migliore occasione capita sulla testa di Belotti, con Ospina molto reattivo nel neutralizzarla. Meglio nella seconda frazione, quando il Torino paga lo scotto dello sforzo fisico, trovando più spesso lo specchio difeso da Berisha;

- È stata comunque una partita difficile, che solo una scintilla di talento avrebbe potuto sbloccarla: anche per questo fra i migliori finiscono Osimhen e Mertens, che confezionano l'azione che porta al calcio di rigore fallito da Insigne, e Fabian Ruiz, match winner della sfida grazie a una grandissima azione personale, conclusa stranamente nei sedici metri. Nel Torino solita prova generosa di Belotti, che ci prova con tutte le energie che ha in corpo. Gara importante anche da parte di Singo e Izzo, protagonista di un salvataggio eccezionale su Insigne sullo 0-0.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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