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- di Marco Scalas

Il pagellone di Roma-Leicester (1-0)


Mourinho schiera una Roma tatticamente perfetta, vince il duello con Rodgers, e regala all'Olimpico una serata di festa.


ROMA

Rui Patricio 6: Trascorre 80 minuti di assoluta tranquillità, poi il Leicester si ricorda della sua presenza e prova a trafiggerlo. Le conclusioni di Tielemans e Iheanacho, però, sono poca roba e il numero uno portoghese blocca senza patemi, mettendo in cassaforte il risultato;

Mancini 6.5: Rischia nel primo tempo su una mischia in area in cui abbraccia l'avversario. Acquisisce sicurezza col passare dei minuti e si mette in mostra con due chiusure ottime: una su Barnes e una proprio allo scadere, su Vardy, in una situazione che rischiava di diventare molto pericolosa per la Roma;

Smalling 7: Giganteggia su Vardy e sforna una prestazione da vero leader. Gli attacchi degli inglesi sbattono quasi sempre sul granitico numero 6 giallorosso. Sul gioco aereo è praticamente insuperabile e fa valere la sua stazza anche nei corner a favore;

Ibanez 6.5: Rischia di combinare la frittata dopo soli 5 minuti, ma da lì in poi non sbaglia praticamente più nulla. Nel secondo tempo si ritrova a fronteggiare un dinamico Iheanacho e non sfigura affatto, rendendosi protagonista anche di alcune belle chiusure in diagonale. Bene anche nelle uscite palla al piede con cui apre il campo ai giallorossi;

Karsdorp 6.5: Una presenza costante sulla fascia destra, anche se non si spinge più di tanto in avanti, vista la presenza dei pericolosi Justin e Barnes su quel lato. Cresce nel secondo tempo, arrivando in anticipo su ogni pallone e mostrando una condizione fisica ottimale;

Cristante 6: Parte un po' compassato, risultando impreciso in fase di impostazione. Il suo lavoro, però, è prezioso come al solito e in mezzo al campo domina sui centrali del Leicester. La sua mole lo aiuta parecchio nei duelli fisici e anche sui palloni aerei è sempre il primo ad arrivare;

Sergio Oliveira 6: Poco lucido nel primo tempo, dove risulta spaesato e quasi fuori dal contesto di gioco. Cresce nettamente nella seconda frazione di gioco, quando si rende utile in alcuni momenti chiave del match. Sfiora il gol del 2-0 quasi allo scadere, con una gran conclusione balistica che per poco non beffa Schmeichel;

Zalewski 7: il migliore in campo insieme ad Abraham. Fa venire il mal di testa a Pereira e, specie nel primo tempo, gli avversari non hanno la minima idea di come arginarlo. Serve due ottimi palloni a Pellegrini e fa sempre la cosa giusta anche in copertura. È il più giovane in campo ma gioca con la sicurezza e la personalità del veterano;

Pellegrini 6.5: I primi due squilli della partita sono suoi, e creano affanno in Schmeichel. È il giocatore con maggiore qualità tra i 22 in campo e dà sempre la sensazione che dal suo piede possa nascere qualcosa di pericoloso. È dal suo destro, infatti, che parte la splendida palla che permette ad Abraham di siglare il gol vittoria;

Zaniolo 6.5: Praticamente inarrestabile dal punto di vista fisico, con gli avversari che gli rimbalzano addosso, a turno, per tutta la partita. Ha ottimi spunti, ma perde troppo spesso l'attimo per servire i compagni. Nel primo tempo ha una buona occasione, ma non si fida del suo destro e vanifica il tutto;

Abraham 7: Tiene sotto scacco, da solo, tutta la difesa delle Foxes. I centrali inglesi non hanno le armi per contrastarlo e lui, tra sponde e triangolazioni coi compagni, fa ciò che vuole. Mette ancora una volta in mostra tutto il suo cinismo, segnando l'ennesimo gol da vero rapace d'area della sua stagione. Una rete che pesa come un macigno e che spedisce i suoi in finale;

Veretout 6: Entra nella ripresa per mettere in ghiaccio il risultato e lo fa eseguendo alla lettera gli ordini di José Mourinho. Emblematica la scena a pochi secondi dal termine, con lo Special One che entra in campo per caricarlo dopo un fondamentale fallo conquistato;

Vina 6.5: Entra nel momento più complicato del match, col Leicester in forcing per l'assalto finale. Lui non si scompone e mantiene la lucidità, sfornando due ottime chiusure e chiudendo la porta in faccia agli inglesi;

Shomurodov S.V

Mourinho 7: Riporta la Roma ad una finale europea dopo 31 anni e diventa il primo allenatore ad avere la possibilità di vincere tutte e tre le competizioni UEFA. Nei due match contro il Leicester schiera una Roma tatticamente perfetta e colpisce gli inglesi nei loro punti deboli. Lo Special One è già penetrato a fondo nel cuore dei tifosi giallorossi e le sue lacrime a fine partita dimostrano quanto ci tenesse a regalare loro una meritata finale.

Leicester

Schmeichel 5.5: In difficoltà fin dalle battute iniziali sulla insidiosa punizione di Pellegrini. In affanno sulle altre conclusioni dei giallorossi che più di una volta, per poco, non lo beffano. Non la sua serata migliore;

Pereira 5: Passa tutta la partita a cercare di prendere le contromisure a Zalewski, ma il ragazzino di Tivoli gli fa passare una serata da incubo. Decisamente non brillante l'idea di lasciare a lui l'ingrato compito di marcare Abraham su corner: occasione che il numero 9 romanista non si lascia sfuggire. Decisamente meglio quando si spinge in avanti;

Fofana 5.5: Nonostante il fisico da corazziere soffre tantissimo Abraham, che lo anticipa spesso e volentieri e lo costringe ad una serata difficile. A lui l'onere di impostare il gioco dalle retrovie, compito che svolge abbastanza bene;

Evans 6: Come il suo compagno di reparto non riesce a limitare Abraham. Se la cava come può utilizzando tutta l'esperienza a disposizione, non facendosi trovare quasi mai fuori posizione. Il meno peggio del pacchetto arretrato delle Foxes;

Justin 6: La sua presenza preoccupa Karsdorp, che infatti limita le sortite in avanti. Rischia poco dalle sue parti, nonostante qualche duello perso con Zaniolo. Meglio nella ripresa quando saltano gli schemi e Rodgers lo utilizza da ala aggiunta;

Maddison 5.5: Sarebbe il giocatore con maggiore qualità nel Leicester, ma oggi, nonostante la gran mole di palloni toccati, è insolitamente impreciso. Arretra spesso e volentieri per cercare di scardinare l'organizzazione di gioco romanista e si fa pericoloso solo nel finale, quando sfiora l'1-1 con una potente conclusione;

Tielemans 5.5: Soffre la marcatura sistematica dei giocatori della Roma e la gabbia creata attorno a lui. Prova a dettare i tempi in mezzo al campo, ma gli manca decisamente il ritmo. Sua la prima conclusione nello specchio della porta degli inglesi;

Dewsbury-Hall 6: Il più dinamico dei suoi in mezzo al campo, lotta su ogni pallone e in ogni porzione del rettangolo di gioco. Uno dei pochi a tentare la via del gol, anche se alle sue conclusioni dalla distanza mancano precisione e potenza;

Barnes 5: Una prestazione impalpabile quella del classe 1997. Avrebbe le qualità per fare male alla difesa giallorossa, ma si perde in una partita dove non azzecca nulla, dai movimenti ai controlli di palla. Rodgers lo boccia molto presto e lo toglie dal campo dopo soli 45 minuti;

Vardy 5: Smalling, aiutato dai suoi colleghi di reparto, non gli fa vedere mai la palla. Non è sicuramente nelle condizioni fisiche migliori né nella sua stagione più brillante, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più. I compagni non lo servono praticamente mai e l'unica potenziale occasione la ha su corner, quando la sua conclusione viene però murata dal testone di Abraham;

Lookman 5: All'andata aveva creato più di un problema alla squadra di Mourinho, siglando anche il gol del pareggio. La sua serata all'Olimpico è fatta di tanti scatti a vuoto e pochi palloni utili per pungere in velocità. Anche lui viene tolto a inizio ripresa, dopo una prestazione anonima;

Amartey 5.5: Entra nel secondo tempo, quando Rodgers decide di cambiare assetto tattico. Dopo il suo ingresso la squadra soffre meno e alza il baricentro. Si dimostra duttile, andando a posizionarsi da terzino dopo l'uscita di Pereira. Nessun acuto particolare nella sua partita;

Iheanacho 5.5: Gettato nella mischia per dare più fosforo al reparto offensivo, ci mette tanta buona volontà, pur non riuscendo mai a rendersi pericoloso. L'unico suo squillo resta una conclusione velleitaria dai 20 metri che si accomoda docile tra le mani di Rui Patricio;

Castagne 5.5: Rodgers lo inserisce per dare più freschezza alla fascia destra e per creare superiorità numerica in avanti. Obiettivo mancato, con l'ex atalantino che si perde nella mediocre prestazione di squadra e non cambia inerzia al match;

Perez: S.V

Rodgers 5: L'obiettivo era quello di regalare la prima finale europea al Leicester, ma ancora una volta lo scontro diretto col suo mentore Mourinho non gli sorride. I suoi giocano una partita troppo timida, e fanno davvero poco per impensierire i giallorossi. Prova a ridisegnare la sua squadra nella ripresa, ma il risultato cambia di poco.

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Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

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