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2 min

- di Antonio Mazzolli

Considerazioni sparse post Genoa-Juventus (2-1)


La Juventus tiene in vita il Genoa con una prova che rasenta il minimo indispensabile per un campo da calcio. In un Marassi straordinario per atmosfera, Criscito si prende la sua rivincita dopo una settimana, con un calcio di rigore decisivo nei minuti di recupero. Partita che si accende negli ultimi minuti e mette ancora in discussione il discorso salvezza. Dal canto suo, la Juventus certifica il bisogno di cambiare qualcosa per il futuro. L'ultima spiaggia è mercoledì.


- Non sarebbe potuto esistere un destino diverso per Domenico Criscito questa sera, quando nei minuti di recupero si è preso di nuovo la responsabilità di calciare un altro penalty a distanza di una settimana da quello che poteva definitivamente condannare il Genoa. Il Grifone è ancora vivo, e a non staccare la spina è stata la Juventus, che aveva avuto pochi istanti prima la possibilità di affossarla definitivamente;

- In un Marassi vestito da festa (se il Genoa si salverà lo dovrà almeno in minima parte alla gradinata Nord), va in scena nel primo tempo uno spettacolo poco edificante, con una Juventus in versione balneare e con pochi spunti interessanti da riportare, se non un Dybala che appare quantomeno ispirato, e un Miretti che potrebbe veramente rappresentare la parola 'futuro'. Il Genoa dal canto suo, ci prova con una delle poche armi che ha: l'aggressività (o l'aggressione vera e propria), che però porta in un primo momento a ben pochi risultati;

- Esistono nel calcio delle sliding doors ben definite: una ben visibile in questo match è rappresentata da un Kean che a un minuto dal termine a cinque metri dalla porta sguarnita spara fuori. Poteva essere la condanna definitiva, invece esiste ancora vita per il Genoa. Discorso Juventus: poche luci, tante riflessioni da fare. Molti gli interpreti che stanno dando dimostrazioni visibili di non essere all'altezza. Se occorre affidarsi a un 2003 per vedere qualche sprazzo di gioco tecnico, la situazione non è delle migliori;

- Esiste nella sitcom "How I met your mother", una teoria chiamata "La consapevolezza del diploma": questa regola è costruita sulla sensazione di nostalgia che si prova nei confronti di una persona e/o periodo che si appresta ad allontanarsi. Paulo Dybala con la prova di questa sera vuole provocare lo stesso effetto ai tifosi bianconeri. Una rete, di destro, che serve a raggiungere un altro 10 forse mai pienamente capito a Torino (Roby Baggio) a 115 gol con la maglia bianconera; un palo che serve a poco se non a far crescere altri rimpianti per stasera;

- Nelle ultime due giornate, il Genoa andrà a giocarsi la salvezza prima a Napoli e poi con il Bologna in casa, Salernitana permettendo. Anche se la rincorsa sembra essere ancora difficile, vale sperare nei segnali dell'universo. Il vero obiettivo per la Juventus è mercoledì con la finale di Coppa Italia, ma fa specie vedere come certi difetti stiano continuando a esistere da agosto. Forse era più importante far riposare qualcuno, che prendere uno o tre punti, ma certi errori sono sembrati surreali per essere veri.

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Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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