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- di Stefano De Caro

Il pagellone di Real Madrid-Manchester City (3-1 d.t.s.)


Rodrygo si prende la scena, ma se il Real rimane in vita lo deve ai miracoli di Courtois. Carvajal è quello delle sere migliori. Nel City non basta la prestazione dominante di Bernardo.


Real Madrid:

Courtois: 8 - La parata di piede sul tiro di Grealish vale almeno quanto i due gol di Rodrigo. Poi, nel supplementare, aggiunge un altro capolavoro su colpo di testa di Foden. Serata fantastica, stagione da primi 10 nella classifica del Pallone d'Oro. Almeno.

Carvajal: 8 - Prestazione leggendaria. Fisicamente non è più quello delle tre Champions dell'era Zidane, ma in serate del genere fa ancora la differenza. Non ha la classe e il "fascino" di tanti altri pari-ruolo, ma se parliamo di personalità e determinazione è ancora una spanna sopra tutti. In mezzo a tantissime altre cose importanti, mette Benzema prima e Vinicius poi davanti alla porta con due suoi cross. Immortale.

Mendy: 6 - Stesso copione dell’andata. Troppo timido in fase propositiva e poco preciso in fase di possesso. Ma il salvataggio finale su Grealish, con Real ancora in svantaggio, vale quasi una stagione.

Nacho: 7 - Ad un certo punto nell'extra-Time tutto lo stadio si alza per cantare il suo nome, dopo un recupero su Sterling con successivo fallo subito. Buono per tutte le stagioni e per tutti i ruoli, a Parigi farà parte di un ristretto numero di compagni che si giocherà la 5ª Champions in maglia blanca.

Militao: 5 - La troppa fiducia nei suoi mezzi fisici lo porta a commettere tanti errori. Spesso in ritardo e fuori posizione, da brividi poi in certe scelte con la palla al piede.

Casemiro: 6 - È al 50% della condizione fisica e si vede. A differenza delle sue versioni più scintillanti, infatti, riduce al minimo le sortite offensive, limitandosi al solito prezioso lavoro in fase di non possesso. Nel primo tempo soffre un po' il grande movimento delle mezze ali avversarie, rischiando anche l'ammonizione in almeno due occasioni. Ma, sarà un caso, nel Real che all'andata ne prese 4 lui non c'era. Asensio: 5,5 - Non incide particolarmente nei 45' minuti totali in cui sta in campo.

Kroos: 5 - Spiace dirlo, ma quando entra Camavinga è tutto un altro Real. Rodrygo: 8 - L'uomo del destino segna due gol che entrano di diritto nella storia del club madrileno. Due gol bellissimi, da attaccante vero. Ha solo 20 anni ma è ancora una volta glaciale nei momenti decisivi, come contro il Chelsea nei Quarti.

Modric: 5,5 - Stavolta dai suoi piedi non nasce nessuna situazione pericolosa. Meglio in altre serate, anche se non fa mai mancare il suo apporto in fase difensiva. Sostituito nel finale non è parte attiva della grande rmonta. Camavinga: 7,5 - Che energia! Cambia il volto alla squadra con una personalità inspiegabile per un ragazzo alla prima semifinale europea della carriera. Nel supplementare è letteralmente dominante. Da una sua corsa palla al piede di 30 metri nasce l'azione che porta al rigore decisivo.

Valverde: 6,5 - Al 115' lo si trova ancora pressare tutto e tutti nella metà campo avversaria. Poco appariscente, ma sempre utilissimo. I suoi movimenti verso l'interno del campo creano problemi alla difesa City e lasciano spazio per le discese di Carvajal.

Benzema: 6,5 - Nel primo tempo sbaglia un paio di conclusioni non da lui. Lo si vede poco anche nella ripresa, poi all'89' sfodera l'assist per il primo gol di Rodrigo e nel supplementare si conquista e segna il rigore decisivo per il passaggio del turno. 10 gol nei turni ad eliminazione diretta, raggiunto Ronaldo. Nel finale in panchina ha il volto lacerato dalla tensione, segnale che quest'anno più che mai sente la responsabilità di questo gruppo, dopo gli addii di Ronaldo, Ramos e Zidane. Uomo in missione.

Vinicius: 6 - Impossibile non dargli la sufficienza perché il suo apporto di energia e personalità non mancano mai. Meno preciso di altre volte, ma stavolta aveva anche un avversario tosto di fronte.

Ancelotti: 7 - Tutta la squadra, anche chi gioca poco (vedi Marcelo), lo ama e lo supporta nelle scelte nelle fasi decisive del supplementare. Ha creato un gruppo straordinario e dopo la Liga ha riportato le Merengues in finale di Champions. Decisivi i suoi cambi a metà secondo tempo. Il destino è con lui.


Manchester City:

Ederson: 6 - Non è serata da grandi ricami o da rischi inutili, così lo vediamo cercare più spesso del solito il lancio lungo. Impressionante la forza che riesce a dare al pallone anche da fermo. Sul primo gol forse poteva fare qualcosa in più.

Walker: 6,5 - Assolve alla grande il compito primario, cioè limitare le discese di Vinicius. Non ha la forza poi per proporsi anche in avanti come fa di solito, ma c'è da capirlo. Già in precarie condizioni fisiche, deve abbandonare il campo per infortunio poco prima della disfatta. E il primo gol Real arriverà proprio dalla parte in cui doveva esserci lui. Zinchenko: S.V.

Cancelo: 5,5 - Parte bene, accompagnando l'azione con la solita qualità e soffrendo poco o niente in fase difensiva. Poi, nei momenti in cui il Real si riappropria della partita, sembra impaurito e a tratti spaesato. Quando farà anche questo step caratteriale, diventerà davvero un top player.

Ruben Dias: 5,5 - Il fallo su Benzema che genera il rigore pesa come un macigno sulla sua prestazione, che fino a quell'istante era stata sicura e attenta, come sempre. Una stagione fenomenale macchiata da un intervento in ritardo. Crudeltà infinita.

Laporte: 4 - Pronti via tira un pugno in pancia e uno schiaffo in faccia a Modric, per poi cadere simulando un colpo subito. Riesce a farla franca, ma il destino gli si ritorcerà contro. Perde Rodrygo sul colpo di testa che porta al pareggio. Quando la partita entra nei momenti decisivi lui è in preda al panico, e lo si capisce per come gestisce alcuni palloni che gli capitano tra i piedi. Inadeguato per questo livello.

Rodri: 5,5 - Visibilmente stanco e meno lucido rispetto al solito. Tiene comunque con classe ed esperienza fino al 90', poi nel supplementare Camavinga gli scappa via dando il via all'azione che porta al rigore. Sterling: 5 - Si prende la responsabilità di provare a saltare l'uomo e creare qualcosa di buono, ma non gli riesce niente.

De Bruyne: 6 - Impreciso tecnicamente nel primo tempo, ed è una notizia. Gioca dalla parte di Mahrez ma la connection funziona poco, e i due si mandano anche a quel paese dopo un tentativo di scambio finito male. Nonostante ciò, mette davanti alla porta Bernardo con un tocco delizioso e si rende pericoloso al tiro in un paio d'occasioni. Gundogan: 6,5 - Al primo pallone toccato libera Bernardo con un passaggio geniale e il City va in vantaggio.

Bernardo: 7,5 - La giocata che porta al gol di Mahrez è la ciliegina di una prestazione fin lì strepitosa. È ovunque, ancora più coinvolto del solito in fase di costruzione e sempre pronto a correre all'indietro quando c'è bisogno. A tratti dominante, gestisce con personalità anche le situazioni più difficili e fornisce sempre l'appoggio al compagno pressato. Meno efficace nel supplementare, forse comprensibilmente stanco.

Mahrez: 6 - Segna ancora in una semifinale di Champions. Per il resto, combina troppo poco e si becca i rimproveri di Pep che lo vorrebbe più coinvolto. Fernandinho: 6 - Uno degli ultimi ad arrendersi.

Gabriel Jesus: 6 - Ormai insostituibile, sfodera un'altra prestazione seria tenendo in costante apprensione la difesa avversaria coi suoi movimenti, spendendosi anche molto in fase di pressing. Però non arriva mai al tiro, e per una punta non è una nota positiva. Grealish: 6 - Entra bene, con intraprendenza e con più qualità del solito. Sfortunato nel finale, quando il miracolo di Courtois gli nega il gol che avrebbe chiuso la partita.

Foden: 6,5 - Qualità, quantità e personalità. Il City si aggrappa a lui nei momenti di difficoltà e lui risponde sempre presente. Bel tiro di destro al volo parato da Courtois nel primo tempo.

Guardiola: 6,5 - A due minuti dalla seconda finale consecutiva. Il suo City è un capolavoro e meriterebbe di più. Perfetto nel timing e nella scelta della sostituzione che porta Gungogan ad essere decisivo. Ma il destino quest'anno ha altri piani.

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Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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