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2 min

- di Francesco Grippa

Considerazioni sparse post Salernitana-Venezia (2-1)


La Salernitana è un treno in corsa e condanna il Venezia.


- Nelle ultime 5 partite nessuna squadra in serie A ha ottenuto più punti della Salernitana. Basterebbe questo dato per testimoniare il vero e proprio miracolo sportivo che i granata stanno costruendo passo dopo passo. Questa volta è una Salernitana visibilmente più tesa e stanca, complice i numerosi impegni ravvicinati, ma ugualmente vincente ed emozionante. Per la prima volta dall’inizio del campionato si trova fuori dalla zona salvezza e domenica ospiterà il Cagliari per un nuovo (e forse questa volta davvero decisivo) episodio di quest’incredibile avventura;

- L’Arechi è la solita bolgia, Nicola il solito trascinatore e non a caso la squadra risponde nuovamente presente. A Salerno sembra essersi creata un’atmosfera mistica che unisce giocatori, tifosi e allenatore che insieme si trovano a lottare per un obiettivo comune. Anche oggi la partita è tutt’altro che agevole: l’inizio è arrembante, ma col passare del tempo le gambe diventano pesanti e il Venezia cresce in fiducia e possesso palla, trovando il pareggio con Henry. Ma, come già successo con la Fiorentina, nel momento di maggiore difficoltà i campani rialzano orgogliosamente la testa e col redivivo Verdi trovano la rete che garantisce i tre punti;

- Il Venezia fallisce, al contrario, l’ultima occasione per continuare a sperare. I lagunari rimangono inizialmente tramortiti, ma va sicuramente elogiata la caparbietà con cui rientrano in partita e provano il tutto per tutto nella seconda metà della ripresa. Purtroppo gli evidenti limiti tecnici condanno nuovamente una squadra che pure aveva approcciato bene la prima parte di stagione, ma che ora è in caduta libera e colleziona la 10a sconfitta consecutiva;

- È la Salernitana delle rivincite: quella di Sabatini che in pochi giorni, e col sostegno economico di Iervolino, è riuscito ad allestire una squadra tecnicamente valida e caratterialmente risoluta, due aspetti non banali da coniugare in così poco tempo e in una situazione che a gennaio sembrava obiettivamente già compromessa. Quella dei vari Fazio, Verdi e Sepe, dati prematuramente per “bolliti” e che al contrario oggi (e non solo) sono i migliori in campo;

- Epilogo, seppure non ancora matematico, triste per il Venezia che dopo aver ritrovato la massima serie dovrà abbandonarla dopo un solo anno. Gli scalpi di inizio campionato di Fiorentina e Roma sembravano poter ispirare fiducia e convinzione, le quali sono invece andate scemando col trascorrere delle giornate. Non tutto però è da buttare: con l’estro di Aramu e la fisicità di Henry (anche oggi gli ultimi a mollare) ci sono le basi per una prossima annata da protagonisti.


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Classe ‘97, genuinamente salernitano. Sta per completare il proprio percorso di studi e cerca di conciliare la passione per la fisica con quella per lo sport. Prestato prima al basket e poi al calcio, ma da sempre innamorato del tennis. Adora la musica rap, il cinema thriller e soprattutto leggere e raccontare.

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