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3 min

- di Danilo Budite

Considerazioni sparse post "Morbius"


Morbius sembra un cinecomic proveniente dal passato, un film fermo a venti anni fa che aumenta le perplessità intorno allo Spider-verse della Sony.


- Se uno spettatore vedesse Morbius senza sapere di che film si tratta e quando è stato realizzato, potrebbe sbilanciarsi affermando che si tratta di un cinecomic risalente ai primi anni Duemila. E non potremmo dargli torto. La pellicola col vampiresco Jared Leto ha un sapore molto, ma molto vecchio. La costruzione della trama e dei personaggi riportano a un archetipo di cinecomic molto in voga nei primi 2000, a film come Hulk, Lanterna Verde o il primissimo Spider-Man di Sam Raimi, senza però l’enorme carica emotiva. È un film in netto ritardo sui tempi e se lo confrontiamo alle pellicole della Marvel, ma anche a quelle della DC, ne esce un paragone impietoso. Il film scorre per stereotipi: c’è il protagonista dannato, c’è un cattivo che è tale solo perché deve esserlo, c’è una donna da salvare che funge solo da scintilla per far vincere il protagonista. Insomma, ci sono tutti i classici elementi del cinecomic che si mescolano noncuranti di un'evoluzione di circa 15 anni del genere;

- È proprio la superficialità che dà fastidio in Morbius. I personaggi non hanno un minimo di spessore, sono estremamente piatti e si muovono secondo convenzioni del genere, non per spiegate ragioni psicologiche. A un certo punto viene da chiedersi perché il cattivo sia cattivo, come ci è diventato. Perché Michael e il suo amico Milo stanno combattendo. Tutto si muove senza una spiegazione plausibile, se non quella della cornice del cinecomic che pretende che ci sia un protagonista, un antagonista da sconfiggere, una damigella da salvare. Insomma tutti i personaggi aderiscono a uno standard, ma non sanno nemmeno loro perché;

- La trama è costruita male soprattutto nella seconda parte, quando succede tutto con una velocità estrema che toglie ogni minimo di pathos a uno scontro finale abbastanza piatto. [DA QUI IN AVANTI SPOILER] Il momento emotivo della “morte” di Martine si appiattisce nella frenesia con cui accade, così come la sconfitta di Milo e la dolorosa scelta di Michael nel somministrargli il veleno. Ma soprattutto: perché Morbius, pienamente convinto di uccidersi prima dello scontro, decide non solo di rimanere in vita (iniziando dunque a bere sangue umano), ma anche di varcare la linea della moralità intraprendendo la carriera da super-cattivo? Non c’è una spiegazione plausibile perché non c’è un minimo di delineamento psicologico del personaggio, che quindi non può che compiere scelte meccaniche;

- Eppure, la prima parte del film prometteva bene. L’inizio sembra costruito sapientemente, inizia a delinearsi il dramma di Morbius, la sua difficile condizione medica, la ricerca estrema di una cura e il suo rapporto fraterno con Milo. Empatizziamo col dottore, iniziamo a capirlo, anche il suo primo contatto col vampirismo è interessante, ci fa riflette insieme a lui sulla sua condizione. Poi a un certo punto tutto precipita. La trama inizia a scorrere a velocità pazzesca, le cose succedono senza un perché e tutto ciò che di buono era stato posto nella prima parte viene spazzato via. Peccato, anche perché viene sprecata l’occasione di delineare con cura un personaggio interessantissimo come Morbius. Un dannato, la cui dannazione meritava di essere approfondita invece che fungere da mero pretesto per rimpolpare le fila di un futuro esercito da opporre a Spiderman;

- L’arrivo nel finale dell’avvoltoio di Michael Keaton, direttamente dall’MCU, non fa che continuare a preparare il terreno all’arrivo dell’uomo ragno nell’universo Sony (che sia Tom Holland o un redivivo Andrew Garfield? Non c’è dato saperlo). Comunque Spidey arriverà e quello sarà il culmine del grande progetto dello spider-verse firmato Sony. Progetto che però lascia qualche perplessità, perché Morbius, dopo il terribile secondo capitolo di Venom, non fa che aumentare i sentimenti negativi intorno alle capacità della Sony di reggere un progetto così grande. Chissà se basterà l’arrivo di Spiderman a salvare la baracca, ma al momento il futuro sembra davvero buio.

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Romano, vivo di calcio e di citazioni pop. Musica, cinema, arte e letteratura, ancora meglio se tutto insieme. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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