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2 min

- di Francesco Grippa

Considerazioni sparse post Atalanta-Salernitana (1-1)


Atalanta e Salernitana si dividono la posta in palio: un punto che smorza le ambizioni europee della Dea ma alimenta il sogno salvezza dei granata.


- Al Gewiss Stadium il posticipo del lunedì sera termina in pareggio. Primo tempo a favore degli ospiti, che trovano il vantaggio con Ederson e potrebbero anche raddoppiare. Secondo appannaggio dei bergamaschi che, grazie all’artiglieria pesante inserita da Gasperini, trovano sul finale il gol del decisivo 1-1. Il pari consente alla Salernitana di prolungare la striscia positiva e alimentare il sogno salvezza; per l’Atalanta una nuova battuta d’arresto casalinga che potrebbe compromettere la rincorsa all’Europa.

- Atalanta a due facce e da qualche mese non è più una novità. I bergamaschi approcciano male la partita sia sotto il profilo tecnico che sotto quello caratteriale, finendo inevitabilmente per pagare il ritmo blando impresso alla manovra dal centrocampo e la poca lucidità in fase di rifinitura. Il copione cambia nella ripresa quando, complici il calo fisico della Salernitana da un lato e gli ingressi di Pašalić e Miranchuk dall’altro, riescono ad alzare il baricentro e a schiacciare gli avversari nella propria tre quarti. Sebbene non siano da registrare particolari occasioni, gli sforzi vengono ripagati da un diagonale di Pašalić all’88’ che salva la serata atalantina;

- La Salernitana di contro conferma gli enormi progressi mostrati nelle ultime uscite. Si può sicuramente affermare che la squadra di Nicola ha finalmente trovato una propria quadratura che ruota attorno un centrocampo straripante e una spina dorsale solida ed esperta. Djuric si conferma dominatore del gioco aereo ed è nuovamente decisivo con l’assist per la rete del vantaggio. L’attaccante bosniaco si sta prendendo una bella rivincita ed è il simbolo/capitano di una squadra mai doma che incarna alla perfezione lo spirito dei propri tifosi;

- A conti fatti sono proprio i granata a collezionare le occasioni migliori, questa volta peccando di poco cinismo e venendo puniti nel finale. Ottime le prove di Bohinen e Ederson: il primo gioca sempre con la testa alta e detta i tempi di gioco, il secondo è sempre perfetto tra le linee e fa della progressione e dell’atletismo le sue doti migliori. Granitici Gyomber e Fazio che comandano la retroguardia fino all’errore di un colpevole Dragusin (appena entrato). Al di là della prestazione dei singoli è impossibile non elogiare il grande spirito di squadra e il sostegno reciproco che si avvertono in campo e che sono per gran parte dovuti al grande lavoro di Davide Nicola;

- Gasperini ha sempre fatto del turnover e dell’alternanza uno dei propri cardini e delle ragioni principali dei recenti successi bergamaschi. L’impressione, però, che ad oggi a questa Atalanta manchi la stessa condizione fisica delle annate scorse e i numerosi stravolgimenti tecnico-tattici finiscano per risultare controproducenti. In un momento di difficoltà sarebbe forse il caso di ripartire da un modulo consolidato e dare ai propri ragazzi maggiore continuità. Alla fine comunque il tecnico può vedere il bicchiere mezzo pieno: un punto guadagnato a tempo quasi scaduto permette di restare ad appena 3 lunghezza dalle romane.


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Classe ‘97, genuinamente salernitano. Sta per completare il proprio percorso di studi e cerca di conciliare la passione per la fisica con quella per lo sport. Prestato prima al basket e poi al calcio, ma da sempre innamorato del tennis. Adora la musica rap, il cinema thriller e soprattutto leggere e raccontare.

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