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3 min

- di Matteo Orlandi

Cinque giocatori con una stagione da salvare


In sole tre partite.


1. JOAQUIN CORREA
Brother, where art thou? Si chiedevano i fratelli Coen in un bellissimo film del 2000, un Odissea omerica nell’America della Grande Depressione. Fratello, dove sei? si chiede invece oggi Simone Inzaghi guardando il viso smunto del suo fido Tucu Correa. Voluto, desiderato, coccolato, difeso. Il Tucumano non ha risposto bene al passaggio in maglia nerazzurra e l’amore di Inzaghi è finito tutto su Dzeko. 

Una doppietta fulminante al Bentegodi dopo due giornate, poi il nulla o quasi in termini realizzativi. Ha tre giornate più la finale di Coppa Italia per provare a dare un senso al suo acquisto. Faccia da uomo Scudetto a sorpresa?

2. ANTE REBIC
Il momento clou della balorda stagione di Rebic rimane il suo tentativo di bottle flip sotto gli occhi severi di Ibrahimovic, seduto in panchina come gli è quasi sempre capitato in stagione, quando non era infortunato. 

Ridimensionato dall’esplosione di Leao, Rebic non è riuscito a dare il suo contributo in stagione, nemmeno da febbraio in poi come gli capitava sempre negli anni passati. Il Milan si gioca tutto in tre partite e il suo apporto dalla panchina come dodicesimo uomo deve essere importante. A Roma contro la Lazio lo ha dimostrato, recuperando la palla scaraventata in mezzo e poi buttata dentro da Tonali. C’è ancora tempo. Faccia da uomo Scudetto a sorpresa?

3. KEITA BALDE
Ora ce lo siamo scordati, ma qualche anno fa Keita era considerato un gran bel prospetto. Poi, come succede a tanti giocatori che lasciano la Lazio, un lento abisso tra le sabbie mobile della Ligue1 e l’apatia della Serie A di mezza classifica. 

Per il Cagliari sembrava un nome in grado di garantire una salvezza tranquilla, partner ideale di Joao Pedro. Invece solo 3 gol, tanta panchina a Pavoletti e scarsissimo feeling con Mazzarri che continua a sostenere sia appena tornato dalla Coppa d’Africa, finita però a febbraio. Con Salernitana e Genoa che bussano tumultuose alle spalle dei sardi, Keita ha ormai poche partite per trovare il gol in grado di salvare il Cagliari e la sua stagione.

4. FABIO QUAGLIARELLA
Quagliarella è il quattordicesimo miglior marcatore della storia del nostro campionato. Ma allora in fondo cosa deve dimostrare o salvare un giocatore che ha fatto oltre 240 gol in carriera? Assolutamente niente.

Al tramonto di una carriera meno celebrata di quanto avrebbe meritato, Quagliarella ha tre partite per cercare il jolly vincente in grado di fare uscire dal pantano la fragile Samp di Giampaolo, in una stagione dove è finito dietro nelle gerarchie e ha visto la porta meno del solito, segnando solo tre volte in Serie A. D’altronde a gennaio ha spento 39 candeline, un’età in cui la maggior parte dei suoi coetanei è a Coverciano a prendere appunti o al massimo su Dazn a dire banalità (scusami Alessandro Matri, ce l’ho proprio con te). Eppure la campanella per Quagliarella non è ancora suonata.

5. MOISE KEAN
Kean in questo momento è uno stagista con un contratto a tempo determinato. L’indeterminato è un miraggio, ma d’altronde perché non crederci? Kean ha quattro partite per convincere Allegri di essere l’uomo giusto e per portare la Juve a trattare con l’Everton. Un compito difficilissimo considerando che il suo rivale è Alvaro Morata, un uomo che Allegri darebbe volentieri come sposo alla sua primogenita, se solo potesse. 

Il gol al Sassuolo, bello quanto pesante, ha aperto però uno squarcio, dentro una stagione a tratti inquietante per Kean, cosplayer muscoloso dell’attaccante agile e felino che era appena arrivato sul palcoscenico qualche anno fa. L’unica nota positiva di questa stagione è che non è ancora finita. Altre tre possibilità (più la finale di Coppa Italia) per regalarsi il sogno dell’indeterminato.


Questo articolo è uscito in anteprima su Catenaccio, la newsletter di Sportellate.it.

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È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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