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2 min

- di Lorenzo Lari

Considerazioni sparse post Juventus-Venezia (2-1)


La Juventus conquista tre punti al termine di una prestazione straziante.


- Al termine di una partita che altro non è stata che l’ennesima dimostrazione di quanto la Juventus debba praticamente migliorare e crescere in tutte le fasi di gioco, le note positive per Max Allegri sono essenzialmente due: i tre punti conquistati - capaci di avvicinare come non mai la Juve verso la conquista del quarto posto - e Fabio Miretti;

- Fabio Miretti sì, perché i suoi 79 minuti in campo rappresentano un bel biglietto da visita delle sue qualità. Il centrocampista classe 2003 gioca sempre con disinvoltura, eleganza e qualità. Il ragazzo capisce il gioco e lo dimostra smarcandosi e facendosi trovare libero con continuità nell’arco di tutto il match, o trovando a sua volta lui con grande facilità il compagno libero tra le linee avversarie. A differenza di praticamente tutti gli altri centrocampisti della rosa bianconera poi, il suo primo input è la giocata in avanti e calcia divinamente i piazzati. Esordio dal primo minuto con la E maiuscola. Detto questo, guai a dare giudizi definitivi ad un ragazzo di 18 anni e per una partita;

- Se in casa Juve le note positive finiscono praticamente qui, in casa Venezia l’elenco non inizia neppure. È vero, la squadra di Soncin gioca una partita ordinata e di grande orgoglio e nella ripresa trova un pareggio meritatissimo prima di soccombere al secondo gol di Bonucci, ma la situazione di classifica è sempre più disperata e le partite a disposizione sempre meno. Ad oggi, per salvarsi, ci vuole veramente un miracolo;

- Miretti a parte, tra le fila bianconere non brilla praticamente nessuno ad eccezione di Bonucci, la cui doppietta pesa tonnellate, e Rabiot, vero uomo ovunque sul prato dello Stadium. Bene Pellegrini e sicuro Szcezny quando chiamato in causa. Disastrose invece le prove di Vlahovic, Morata e Bernardeschi, mai veramente connessi e giustamente sostituiti. Zakaria come interno di un centrocampo a 2, ci sembra fare tanta (ma tanta) fatica;

- Nel Venezia il migliore in campo è Aramu, che prima di siglare il momentaneo pareggio con un gran tiro dalla distanza, sfiora altre due volte il gol. Crnigoj ha una forza nelle gambe paurosa ed Henry merita la massima serie. Per il resto, per la regina dell’Adriatico inizia ad essere notte fondissima. 

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Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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