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3 min

- di Alessandro Basile

Considerazioni sparse post Feyenoord-Marsiglia (3-2)


Una divertente serata di calcio a Rotterdam: la spuntano i padroni di casa, con Dessers mattatore (doppietta). A segno anche l'ex giallorosso Gerson, in un ottimo momento di forma.


- Non chiamatela Serie C d'Europa. Al De Kuip di Rotterdam, nella semifinale d'andata della prima edizione della Conference League, si sfidano Feyenoord e Olympique Marsiglia, ovvero la terza forza dell'Eredivisie e la seconda della Ligue 1. Ne esce fuori un'ottima partita di bel calcio europeo, con tutti gli ingredienti giusti al loro posto: cinque gol segnati, gran ritmo (almeno nei primi 45', più lenta la ripresa) e un pubblico a dir poco caloroso che canta a squarciagola all'inizio e alla fine "You'll never walk alone", l'inno reso celebre dai tifosi del Liverpool;

- Non siamo ad Anfield ma la cornice è di quelle importanti. Moduli a specchio: nel 4-3-3 del Feyenoord si rivede a centrocampo Til, assente nell'ultima gara di campionato, vinta in extremis contro l'Utrecht. Tante novità nel Marsiglia, reduce dal successo di misura sul Reims: l'ex romanista Gerson, autore del gol-partita, inizia stavolta da titolare; del tutto inatteso l'attacco, con Payet falso nueve e Bakambu-Dieng ali mentre in difesa c'è spazio al centro per Caleta-Car (una scelta che si rivelerà assolutamente infelice) con Luan Peres spostato a sinistra;

- Il primo tempo si gioca a velocità quasi indiavolata, per merito soprattutto dei padroni di casa. La squadra di Arne Slot, sostenuta in tribuna dal grande Robin van Persie (leggenda vivente del club e attuale collaboratore tecnico del 43enne allenatore) sembra incarnare il meglio della scuola olandese: muove bene la palla e con i continui inserimenti da dietro dei suoi giocatori coglie puntualmente impreparata la lenta retroguardia dell'OM. Dopo 20' il Feyenoord è già avanti 2-0: al 18' la sblocca il solito Dessers, bomber di coppa, su delizioso assist di tacco di Sinisterra; proprio il colombiano, due minuti dopo, siglerà il secondo gol su suggerimento di Nelson, con la complicità di un distratto Rongier, che prima tiene in gioco l'attaccante inglese (in prestito dall'Arsenal) e poi devìa il tiro del giocatore appetito dal Napoli;

- Sembrerebbero esserci tutti i presupposti per un monologo biancorosso e invece la formazione allenata da Jorge Sampaoli, pizzicata nell’orgoglio, riesce - in maniera abbastanza inaspettata - a pareggiare i conti. A riportare in pista il Marsiglia ci pensano il senegalese classe 2000 Bamba Dieng, fulminando sul primo palo Marciano, a conclusione di un'azione quasi da flipper dei suoi, e Gerson, che si avventa come un falco sulla corta respinta del portiere del Feyenoord, a seguito di un cross di Guendouzi;

- Ma "il club del popolo", come viene anche chiamato il team di Rotterdam, non ci sta e dopo appena 11 secondi dal fischio d'inizio della ripresa trova subito il 3-2. A segno ancora lo scatenato Dessers, che raggiunge quota 10 gol in Conference League diventando così il capocannoniere solitario del torneo: staccato Abraham (fermo a 8 reti). L'occasione fa l'uomo ladro: sull'erroraccio in fase di retropassaggio di un Caleta-Car da incubo, il belga naturalizzato nigeriano si impossessa della sfera e ringrazia per il gentile omaggio. Il nazionale croato si iscrive, suo malgrado, alla lista nera dei Meret e dei Radu: gente che, in un momento di blackout improvviso, ha finito per condizionare partita e risultato. Il secondo tempo non sarà divertente come il primo: le varie sostituzioni operate non incideranno più di tanto sul match, che resta apertissimo in ottica ritorno. Premesso che la Roma, unica rappresentante italica nell'Europa pallonara, dovrà sudarsi la finale all'Olimpico, ci si chiede: meglio il Feyenoord o il Marsiglia per gli uomini di Mourinho? Più veloce e spettacolare la compagine olandese, più quadrata quella francese che, prima della trasferta di Rotterdam, veniva da un ruolino di marcia di 10 vittorie nelle ultime 11 gare stagionali. Vada come vada per i giallorossi, ai quali auguriamo per spirito patriottico di volare a Tirana, teatro della finale del 25 maggio, l'eventuale atto conclusivo sarà duro in ogni caso. E ne avremo un'ulteriore dimostrazione giovedì prossimo al Vélodrome.

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Napoletano. Giornalista e copywriter. Calcio e musica nella mente e nel cuore, ma anche tanto altro.

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