, 27 Aprile 2022

Considerazioni sparse post Liverpool-Villareal (2-0)


La marea rossa del Liverpool devasta il Submarino amarillo, più di quanto reciti lo scarto finale.


- Anfield, semifinale di andata di Champions League. Un'atmosfera magica, un palcoscenico stellare e il Liverpool di Klopp sciorina una prestazione enciclopedica, avvolgendo le barricate stoiche del Villareal e stritolando gli spagnoli nel giro di due minuti, con due ganci cielo degni del miglior Foreman. Anche se il margine accumulato è stretto rispetto a quanto osservato stasera. La differenza di valori pare abissale, ricordando che i Reds sono prepotentemente in corsa per il Grande Slam, ossia la conquista di quattro trofei;

- Dal minuto uno il Liverpool è un'autentica furia, attacca a folate supersoniche, i terzini sono sulla linea degli attaccanti e colleziona diverse occasioni potenziali. Ma alcune sono ghiotte possibilità che non vengono capitalizzate, in particolare capitano sui piedi di Mané. Da aggiungere all'album delle opportunità mancate una saetta di Thiago incagliatasi sul palo esterno;

- Memo sottolineato con l'evidenziatore: per sbloccare l'incantesimo e affossare per la prima volta il Submarino amarillo, i Reds hanno bisogno di una deviazione maligna di Estupinan dentro la propria porta su un traversone di Henderson. La fortuna aiuta gli audaci, si dice, e la divinità Eupalla strizza l'occhio agli inglesi, lodevoli di andare con la testa avanti. Passano due giri di lancette e Salah e Mané confezionano un gioiello pregno di tecnica, velocità e freddezza sottoporta, per il raddoppio del senegalese;

- Due gol sopra, si potrebbe amministrare il tesoretto procacciato. Non per la corazzata di Klopp, non con uno stadio di casa che ti spinge all'unisono. Allora il Liverpool continua a viaggiare a ritmi infernali, quando ti azzanna ti scuoia vivo, però il terzo gol non si materializza. La forza degli inglesi si fonda su una mediana gigantesca: Henderson è uno dei più sottovalutati interni al mondo, Fabinho un equilibratore che chiude tutti gli spazi, costruisce la prima giocata e recupera le seconde palle. Infine Thiago, interprete elitario del ruolo, dotato di una classe superiore e il suo piede destro è da clonare;

- Sponda Villareal, c'è da dire che Emery l'ha impostata cercando di asserragliare tutti i buchi difensivi con un ferreo 4-4-2. Mancava Gerard Moreno, assenza dal peso di un macigno, tuttavia servirà un miracolo per ribaltare un esito già scritto. Al Madrigal tornerà l'attaccante spagnolo e si prospetta un inferno degno di una Santa Barbara. Con una freccia in più all'arco Emery dovrà scrivere un altro capitolo delle sue gesta eroiche, ma possiamo già affermare che è un lavoro straordinario aver portato il Villareal a giocarsi la finale di Champions.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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