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2 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Fiorentina-Udinese (0-4)


Sette giorni da incubo per la Fiorentina, che dopo Juventus in Coppa Italia e Salernitana, viene travolta anche dall'Udinese tra le mura amiche.


- Vincenzo Italiano che al 92esimo si rimette la giacca è l'immagine tangibile della resa della Fiorentina, crollata malamente nel recupero della gara contro l'Udinese. L'allenatore di Karlsruhe, il cui gesto di togliersi progressivamente ogni soprabito anche con temperature artiche è diventato emblematico del suo vivere la partita, mestamente vede sbriciolarsi la sua squadra, che spreca un altro set-ball nella corsa all'Europa;

- Vuoi l'impegno ravvicinato, vuoi la necessità di cambiare le carte dopo la sconfitta di Salerno, Italiano piazza un pesante turnover, tra i rientri di Bonaventura, Torreira e Odriozola e le panchine di Igor, Cabral e Ikoné. L'avvio di gara è anche positivo per i viola (subito Piatek impegna Silvestri), ma l'Udinese si porta avanti con la prima rete in Serie A per Pablo Marì segnando l'inerzia della gara. Gol che già racchiude quello che sarà lo stato mentale dei viola per tutta la gara, mai veramente cattivi al momento decisivo. Marì segna su palla liberata mollemente, seguita da un duello perso dai viola, calciando liberamente senza esser affrontato e piegando le mani al portiere. Prodromi di una disfatta;

- Rimane forse semplicistico andare a ricercare nelle vaste turnazioni le cause della sconfitta. O nei cambi radicali effettuati a gara in corso, con Piatek, Milenkovic e Bonaventura fuori già all'intervallo e con Sottil (tra i più vivaci dei gigliati) e Duncan richiamati al 70esimo per Callejon e Ikoné, con quest'ultimo di nuovo schierato da mezzala (e con mediocri risultati). Certo, le perdite di automatismi con giocatori ormai non più rodati o non al meglio della condizione non ha aiutato i viola, ma la mancanza della Fiorentina sembra esser più che altro di natura mentale, visto come tanto Salerno quanto questa gara siano state caratterizzate da approcci negativi, con tempi lunghi per rientrare nel flusso della partita fino al crollo finale;

- L'Udinese del fiorentino Cioffi, ormai senza preoccupazioni di classifica, una volta trovatasi in vantaggio un po' per caso gioca una partita con la giusta leggerezza, ma senza perdere la concentrazione. I friulani rendono spesso complicato l'avvio di azione della Fiorentina, stando sempre attenti a non slegarsi tra reparti e portando con sistematicità raddoppi sul portatore di palla. E quando recuperano il pallone, sono ripetutamente pericolosi in contropiede, nel complesso persino di più di quanto riesca ad esserlo la Fiorentina (tra le altre, anche una traversa a referto per l'Udinese). Infatti, nonostante un finale di primo tempo e una prima metà di ripresa dove i viola piazzano le tende ai limiti dell'area di rigore bianconera, è tremenda la fatica che fa la Fiorentina nel concludere pericolosamente, trovando oltretutto un Silvestri sempre attento;

- Per l'Udinese meritano una menzione le prestazioni di Udogie (premiata dal quarto gol nel finale), Makengo e Deulofeu, prossimi protagonisti di incubi per tifosi e giocatori gigliati. La Fiorentina da par suo esce da questi sette giorni tremendamente ridimensionata. I viola arrivavano da tre vittorie consecutive, con una sola sconfitta da febbraio e sembravano lanciati verso un piazzamento nelle coppe, ormai padroni del loro destino. Invece ora, con tante certezze minate, la prossima gara contro il Milan e lo scontro diretto con la Roma appaiono scogli difficilmente superabili sulla rotta per l'Europa.

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