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, 27 Aprile 2022

Considerazioni sparse post Atalanta-Torino (4-4)


Gasp e Juric si sfidano a tutto campo, ne fanno 8 e dimostrano che si può anche vedere una partita di Serie A senza addormentarsi.


- Doveva essere una gara senza esclusione di colpi tra l’allievo Juric ed il maestro Gasperini, ma Torino ed Atalanta hanno dato vita a ben di più: un match tra i più spettacolari per intensità, condito da 8 gol, 4 rigori, una rara intensità e la perenne sensazione che qualcosa potesse accadere. Se per forza di cose non è manco paragonabile per qualità tecnica a City-Real, Atalanta e Torino hanno però dimostrato che un calcio appassionante e non soporifero può esser fatto anche Italia, con fame, idee e giocando sempre a viso aperto. Il 4-4 finale dona un punto a testa, ma quanto ci siamo divertiti…;

- Il copione delle due squadre era simile: appena difettava pulizia tecnica, tutti saltavano addosso a tutti, nel pieno stile dei propri allenatori. Le due squadre si sono rincorse non solo sul campo ma anche nel punteggio, e dei 4 rigori assegnati solo due convincono appieno, mentre gli altri due sembrano decisamente generosi (per fortuna di Abisso, uno a testa in entrambe le categorie). Paradossalmente la squadra che sembrava stesse meglio subiva sempre il gol, ma alla fine a recriminare è più il Torino, che a 15’ minuti dalla fine era avanti di due gol: tanto per cambiare, non ha saputo mantenere il vantaggio;

- In questa lotta famelica uomo su uomo, episodi e sprazzi fanno la differenza, ed anche in una partita così fisica è stata la qualità tecnica a fare la differenza. Praet ricorda al Torino quanto mancavano i suoi piedi buoni, ed è un Sasa Lukic freddissimo a siglare la seconda doppietta consecutiva. Nell’Atalanta, come spesso accade, quando si accende Luis Muriel comincia un’altra danza: il colombiano nell’ultimo quarto d’ora confeziona un assist delizioso per Pasalic e segna il rigore del pareggio (mettendo a referto una doppietta). Certo, tutto questo non sarebbe possibile senza il lavoro di gregari come De Roon (oggi anche nel tabellino marcatori), Zappacosta, Singo e Pobega, ma al di là dei singoli, le due squadre hanno dimostrato come “oltre alle gambe c’è di più”;

- L’Atalanta in casa ha un ruolino di marcia a dir poco deludente: 4 vittorie in 16 partite. Con questo pareggio gli orobici confermano la loro allergia al campo casalingo, che invece che esser un fortino inespugnabile è stato spesso un problema. Se la squadra di Gasperini non è ancora sicura di esser in Europa, deve versare le lacrime proprio negli spogliatoi del Gewiss Stadium, dove ha lasciato un bottino importante. La classifica dice che la lotta è apertissima e indubbiamente le qualità per riconquistare le coppe ci sono: nel rush finale il fattore campo potrà finalmente diventare determinante in positivo?;

- Il Torino non ha più nulla da chiedere alla classifica, ma avrebbe potuto trovarsi in ben altra posizione se non avesse perso milioni di punti nei finali di gara: per l’ennesima volta i granata vengono puniti allo scadere, e questa difficoltà è costata carissima in classifica, oltre che sul morale. Il lato positivo non manca: il Torino è salvo da giornate, cosa non accaduta nelle ultime stagioni, ma soprattutto il lavoro di Juric sembra aver dato alla squadra la chance di giocarsela con tutti con dignità e autostima. Tirando le somme, ciò che si è costruito è molto di più di ciò che si può recriminare: se queste sono le basi del progetto, sulla sponda granata della Mole ci sono buone ragioni per esser ottimisti.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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