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- di Marco Scalas

Il pagellone di Inter-Roma (3-1)


Inzaghi ha nuovamente la meglio su Mourinho e vola grazie agli ispiratissimi Brozovic e Calhanoglu.


INTER

Handanovic 6: Non viene chiamato quasi mai in causa, se non per partecipare attivamente alla costruzione della manovra. Non può assolutamente nulla sul gol della bandiera di Mkhitaryan che gli nega il clean sheet;

Skriniar 6.5: La solita diga difensiva sul centro destra: dalle sue parti non si passa. Annichilisce Abraham ogni volta che l'inglese riceve spalle alla porta. Non va meglio ad El Shaarawy, costretto ad una prestazione anonima;

de Vrij 6: Rischia in apertura di match perdendosi Mancini su calcio piazzato, col difensore giallorosso che di testa sfiora la rete. Non è di certo la sua stagione migliore e anche contro la Roma non appare particolarmente sicuro. Tuttavia, anestetizza Abraham e non corre grossi pericoli nell'arco dei novanta minuti;

Dimarco 6.5: Schierato nei tre dietro aumenta ancor più la qualità della manovra della squadra. Si sgancia spesso e volentieri in avanti e, insieme a Perisic, rende la catena di sinistra nerazzurra praticamente letale. Suo il lancio che avvia l'azione del 2-0. Attento e puntuale anche in fase difensiva;

Dumfries 7: Praticamente incontenibile sulla fascia destra. Irride il povero Zalewski grazie ad un mismatch fisico quasi imbarazzante. Il gol è da centravanti navigato, e per poco non sfiora la doppietta con un colpo di testa. Unico neo: non riesce a contenere Shomurodov in occasione del gol della Roma;

Barella 6: Ha perso lo smalto da qualche tempo, ma rispetto a qualche settimana fa appare in discreta crescita. Meno preciso e qualitativo del solito, gioca una partita di grande corsa e di grande sacrificio. È comunque l'ultimo a tirare indietro la gamba e Inzaghi lo tiene in campo per tutta la partita;

Brozovic 7: Sempre più indispensabile per questa Inter. Non si muove foglia che lui non voglia e, dopo un avvio complicato, prende per mano la squadra e la trascina alla vittoria in totale serenità. Il gol, poi, è un vero gioiello. Una rete che fa il paio con quella della settimana scorsa contro lo Spezia;

Calhanoglu 7.5: Il migliore in campo. Si intuisce subito che è in serata quando, in apertura di partita, scalda i guantoni di Rui Patricio con una sassata da fuori. Col numero 20 in stato di forma le trame dell'Inter sono decisamente più pericolose e più veloci. Lo testimonia lo splendido filtrante di prima con cui manda in porta Dumfries. Suo anche l'assist per il gol di Lautaro Martinez;

Perisic 6.5: Padrone assoluto della fascia sinistra del San Siro. Stravince il duello con Karsdorp e mette a disposizione della sua squadra la solita corsa e la solita qualità. Il gol di Brozovic nasce da una sua idea, anche se il grosso del lavoro lo fa il numero 77;

Lautaro Martinez 6.5: Il Toro è tornato e i numeri parlano chiaro. Gol e assist contro lo Spezia, doppietta nel derby di Coppa Italia e gol della sicurezza oggi. Non ha altre occasioni particolarmente pericolose oltre a quella del gol, ma la sua prestazione e la sua presenza fissa nello sviluppo del gioco aiutano parecchio la squadra;

Dzeko 6: Il bosniaco, che nei due precedenti contro giallorossi aveva regolarmente timbrato il cartellino, stavolta non fa valere la legge dell'ex. Non in grande vena, ma sempre prezioso per i compagni, soprattutto in fase di appoggio e sulle palle aeree;

Bastoni 6: Entra nella ripresa al posto di Dimarco. Sull'azione del gol della Roma non è sicuramente impeccabile, ma il velo di Karsdorp lo inganna e gli fa perdere il tempo. Prezioso nell'azione successiva con la chiusura su Carles Perez;

Gosens 6: Ancora una partenza dalla panchina per l'ex esterno atalantino. Non è facile scalzare un Perisic in tale condizione di forma, ma ogni volta che entra in campo lo fa con la giusta intensità e la giusta concentrazione;

Gagliardini 6: Entra in campo nei venti minuti finali, col risultato già in ghiaccio, per contenere le flebili fiammate dell'avversario. Gioca con la tranquillità di chi sa che la vittoria è ormai assicurata;

Correa 6: Subentra nella ripresa, dimostrando subito di avere una gran voglia di fare gol. Perfettamente a suo agio tra gli spazi, non riesce ad approfittare del clamoroso regalo di Karsdorp nel finale che poteva valergli la gioia personale;

Inzaghi 7: Per la terza volta in stagione si sbarazza della Roma di Mourinho con disarmante facilità. Questa volta, però, vale doppio: sia per il momento, sia perché i giallorossi erano probabilmente la squadra più in forma del campionato. La sua Inter è tornata a macinare gioco e si candida di prepotenza come favorita allo scudetto.

ROMA

Rui Patricio 5.5: Fa venire i brividi ai tifosi dopo un quarto d'ora, intervenendo in maniera un po' goffa sul siluro di Calhanoglu. Non ha grosse responsabilità sulle tre reti nerazzurre e, anzi, deve guardarsi dal fuoco amico quando Karsdorp apparecchia la tavola per Correa all'interno dell'area piccola;

Mancini 5: Sbanda di continuo e dal suo lato gli avversari si fanno costantemente pericolosi. Non riesce a contenere Brozovic sul gol del 2-0, abboccando alla finta del croato. Sfiora il gol di testa, ma la sua partita è una continua sofferenza. Da segnalare l'ennesimo giallo preso inutilmente, causa proteste contro l'arbitro;

Smalling 5.5: Lotta come può, affidandosi a tutta la sua esperienza per non soccombere alle verticalizzazioni continue dei giocatori dell'Inter. Sul gol di Brozovic è lui a tenere in gioco il centrocampista croato;

Ibanez 5.5: Come i suoi colleghi di reparto lotta come può, ma la qualità degli avversari è nettamente superiore per uscire indenni dalla serata. Prova a scuotere la squadra con qualche sgroppata palla al piede, ed è uno degli ultimi a gettare la spugna;

Karsdorp 5: Perde nettamente il duello con Perisic e, quando sulla sinistra si aggiunge Dimarco in proiezione offensiva, smarrisce completamente la bussola. Nella ripresa rischia la frittata con un retropassaggio killer in area di rigore, ma si rifà poco dopo col bel velo per Mkhitaryan che vale il gol della bandiera;

Sergio Oliveira 5: Prova a mettere ordine in mezzo al campo, ma viene presto sovrastato dai più dinamici e più fisici centrocampisti avversari. Cala col passare dei minuti, non riuscendo a garantire la giusta qualità nei passaggi e finendo per sfornare una prestazione decisamente sottotono;

Mkhitaryan 6.5: Tocca ancora all'armeno tirare la carretta. Non gioca la sua miglior partita, ma dà la sensazione di essere l'unico a sapere cosa fare con la palla tra i piedi, nonché l'unico a poter fare male ad Handanovic. È lui, infatti, a siglare il gol romanista che rende meno pesante il passivo;

Zalewski 5: Quella che, in queste settimane, si era rivelata la carta vincente di Mourinho, si trasforma oggi nell'anello debole della squadra. Dumfries banchetta spesso e volentieri sulla sua fascia e, sull'azione del gol dell'olandese, sbaglia completamente i tempi. Nella ripresa va meno in sofferenza, ma non riesce a incidere in nessun modo;

Pellegrini 5.5: Si sacrifica tanto in copertura, cercando di togliere i tempi a Brozovic. Più tardi decide di sganciarsi con maggior costanza, ma non riesce a incidere come suo solito. Suo l'ottimo cross sul quale per poco Mancini, di testa, non sblocca il match;

El Shaarawy 5: Inizia a sinistra, ma un grande Skriniar non gli lascia nessuno spazio per rendersi pericoloso. Mourinho lo dirotta sulla destra nella ripresa, ma i risultati non cambiano. Una partita quasi confusionaria, fatta di tante corse a vuoto e poca sostanza;

Abraham 5: Costretto a giocare per tutta la partita spalle alla porta, con de Vrij e Skriniar che puntualmente lo beffano in anticipo. Completamente isolato, senza l'aiuto dei compagni riesce a combinare poco e ben presto si perde anche lui nella sbiadita prestazione di squadra;

Vina 6: Subentra con il giusto atteggiamento e si propone entrando anche nell'azione del gol. Oggi, probabilmente, le sue caratteristiche sarebbero servite maggiormente rispetto a quelle di Zalewski contro un avversario come Dumfries.

Veretout 6: Entra quando la sconfitta è un qualcosa di assodato. Prova a dare una ventata d'aria fresca al centrocampo romanista, ma la squadra ha issato bandiera bianca già da tempo. L'ennesima panchina - pur con Cristante ai box -certifica l'ormai quasi certo addio a fine stagione;

Shmourodov 6.5: Entra col giusto piglio e, nonostante il risultato ormai andato, non si perde d'animo e prova a creare qualcosa. È proprio da una sua bella iniziativa che nasce il gol di Mkhitaryan, bravo a scaraventare in rete il bel traversone dell'uzbeko;

Carles Perez 5.5: Buttato nella mischia nel finale, avrebbe la palla giusta per siglare il 3-2, ma perde l'attimo e spreca tutto facendosi anticipare da Bastoni;

Mourinho 5: Lo Special One incassa la terza lezione consecutiva da Inzaghi. La squadra è arrivata leggermente scarica dopo un estenuante tour de force e con la semifinale di Conference League col Leicester alle porte, ma lo score contro la sua ex squadra è impietoso: tre sconfitte, otto gol subiti e uno solo fatto. Roma che interrompe, così, la sua striscia positiva in campionato che durava da 12 partite.

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Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

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