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2 min

- di Francesco Grippa

Considerazioni sparse post Salernitana-Fiorentina (2-1)


Nella bolgia dell’Arechi la Salernitana batte la Fiorentina e centra la terza vittoria consecutiva in serie A per la prima volta nella propria storia. I granata vivono un pomeriggio magico e diventano i principali contendenti per la salvezza.


- La Salernitana compie un ulteriore, fondamentale balzo in classifica grazie alla vittoria sulla Fiorentina. È questo il responso del pomeriggio dell’Arechi, in cui i padroni di casa mettono in campo tutto quello che hanno per portare a casa l’intera posta. È la sesta vittoria in campionato, ma addirittura la terza consecutiva (dopo i successi esterni con la Sampdoria e ad Udine) che testimonia il magico stato di forma dei campani. La salvezza ora dista una manciata di punti; quella che una decina di giorni fa sembrava un’utopia sta iniziando a prendere forma concretamente;

- Il centrocampo a 3 della Salernitana è il vero motivo della svolta. Emil Bohinen gioca una partita sontuosa sia in fase di impostazione che di interdizione, confermando i progressi mostrati nelle ultime uscite. Lassana Coulibaly garantisce equilibrio e fisicità, Ederson geometrie e progressione. Da quando Nicola ha modificato il piano tattico, con l’eccezione della rimonta subita dalla Roma nel finale, la Salernitana ha solo vinto, a testimonianza di come siamo di fronte ad una squadra completamente differente da quella del girone d’andata;

- La Fiorentina gioca tutto sommato una partita onesta, in cui manca un po’ di convinzione e si vede solo a sprazzi la consueta qualità nella gestione del pallone. I viola subiscono l’iniziale arrembaggio della Salernitana, ma successivamente sono bravi a spegnere un po’ l’entusiasmo e prendere il controllo del gioco. Il pareggio è meritato e proprio quando l’inerzia della gara sembra pendere dal loro lato pagano a caro prezzo lo sciagurato errore di Igor. La corsa per l’Europa subisce una brusca battuta d’arresto ed obbliga Italiano a lavorare prima di tutto sull’aspetto mentale per questo rush finale;

- Nelle file viola ottimi gli innesti di Odriozola e Saponara che collezionano il gol del momentaneo pareggio; spuntati invece Cabral e Piatek. Anche il centrocampo è troppo sterile, mancando l’apporto offensivo di Torreira e Castrovilli. Nei campani Djuric si conferma perno dell’attacco e domina nuovamente il gioco aereo. Bonazzoli e Ribery dalla panchina è un lusso che finalmente Nicola può concedersi. Anche il pacchetto difensivo tiene complessivamente bene e la sicurezza di Sepe è sicuramente un valore aggiunto di questo girone di ritorno;

- Impossibile non citare il binomio indissolubile tra la Salernitana e l’Arechi. Se c’è qualcosa che non è mai mancato ai campani durante tutto il campionato è il sostegno della propria tifoseria. E in quella che è probabilmente la partita più importante dell’anno, gli oltre 20.000 presenti si esibiscono in uno straordinario spettacolo di coriandoli e sciarpe granata. Con un tifo così, sognare è molto più che lecito.


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Classe ‘97, genuinamente salernitano. Sta per completare il proprio percorso di studi e cerca di conciliare la passione per la fisica con quella per lo sport. Prestato prima al basket e poi al calcio, ma da sempre innamorato del tennis. Adora la musica rap, il cinema thriller e soprattutto leggere e raccontare.

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