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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post GP Imola


La Ferrari esce ridimensionata più nei piloti che nella prestazione.


- La Ferrari prende una sberla a mano aperta in pieno volto e si scopre più fragile di quanto non avrebbe mai immaginato due settimane fa. Davanti il meraviglioso pubblico di Imola, la Rossa offre una buona prestazione da podio, ma fallisce nei due piloti. È il momento di un sacrosanto bagno di umilità; la strada è lunghissima e la Red Bull cresce;

- Leclerc è un grandissimo pilota, ma non è ancora al livello di Verstappen. Mettiamo in chiaro questo aspetto. L’olandese lotta ormai da stagioni ai vertici, ha limato le sue esuberanze iniziali e pur essendo quasi coetaneo del ferrarista, ha molta più esperienza ai piani alti. Questo è il primo Mondiale in cui Leclerc puó giocarsi le sue carte e qualche errore è da mettere in preventivo. Quello di oggi (unito ad una brutta partenza) è molto, molto pesante, più nel modo che nei punti persi, in fondo solo sette. Non era il momento di spingere: Perez ne aveva di più, poteva rischiare senza paura e tra secondo e terzo posto ballano solo tre punti. Non serviva a nulla azzardare. Nell’errore, la fortuna di non rompere la macchina e ripartire portando a casa qualche punto prezioso. L’incapacitá cronica di accontentarsi di Leclerc oggi è costata cara;

- Non bene nemmeno Sainz. È vero oggi c’era di mezzo la sfortuna. Il contatto con Ricciardo lo mette fuori gioco dopo una curva e di sue responsabilità ce ne sono poche. È stato peró un altro weekend non buono per lo spagnolo. L’errore di venerdì, sebbene rimediato nella sprint race di sabato, si somma alle tante sbavature di un inizio di stagione complessivamente non buono, lontano anche dal rendimento di Checo Perez; il messicano è in grande condizione quest’anno e oggi è stato perfetto nel suo ruolo di scudiero di capitan Verstappen, autore di un weekend maestoso, da cannibale puro. Al netto dei problemi tecnici della Red Bull, i due piloti della lattina ad oggi stanno facendo meglio dei due ferraristi. Il Mondiale è a quattro;

- In un team radio a fine gara Toto Wolff ha chiesto scusa a Lewis Hamilton, costretto a guidare una macchina “inguidabile”. Il sette volte campione del Mondo si è trovato piantato dietro l’Alpha Tauri di Gasly per tre quarti di gara senza mai riuscire a trovare il sorpasso e ha chiuso alla fine tredicesimo, ricercato continuamente dalla regia con fare quasi umiliante. È vero, la macchina sarà anche inguidabile ma Russell è arrivato quarto completando una serie di sorpassi eccezionali. Non funziona niente per Lewis. Nuvole nere su un campione leggendario, alle prese con i guai del passaggio generazionale.

- È una Formula 1 non ancora del tutto decifrabile e non ancora in grado di far capire in quale contesto la Ferrari (che non porta sviluppi dalla prima gara) possa essere superiore alla Red Bull e viceversa. La dominanza rossa sui curvoni veloci australiani è stata sostituita da una Red Bull oggi evidentemente più completa nel cruciverba di Imola, sebbene con differenza minima. Non se lo aspettava nessuno. La bontà del progetto Ferrari è indiscutibile, dimostrata dal grande ritmo dell’Alfa Romeo, quinta con Bottas, con vantaggio siderale su Hamilton. Godimento massimo.

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È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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