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, 23 Aprile 2022

Considerazioni sparse post Torino-Spezia (2-1)


Vittoria di giustezza per il Toro, che convince per 94 minuti. Straordinario Lukic, Spezia in partita solo nel secondo tempo.


- Sasa Lukic trascina il Torino alla vittoria in uno dei due anticipi della 34ma giornata di serie A. Partita quasi mai in discussione, eccetto durante i primi 10 minuti della ripresa, quando lo Spezia ha provato a rimettere in piedi il match, grazie ai cambi dell’intervallo. Il primo tempo granata, comunque, è stato di ottima fattura, condito dal primo gol di Lukic e da qualche ottima giocata di Seck, ragazzino lanciato titolare oggi da Juric. Secondo tempo più equilibrato ma ci ha pensato il solito Lukic (che non segnava da settembre) a chiudere il match. Unico neo, il solito gol subito nei minuti di recupero. Ma i tifosi granata ormai devono avere il callo;

- Lo Spezia si presenta allo Stadio Olimpico Grande Torino in versione inedita, con un 3-4-3 che anche in passato non aveva dato grandissime soddisfazioni (eccetto la rocambolesca vittoria di Cagliari a inizio campionato). Probabilmente Motta pensava di poter limitare il tridente granata schierando tre buoni marcatori come Erlic, Nikolau e Hristov (che in due mesi aveva collezionato pochi minuti di campo da gioco). Il risultato è stato a dir poco disastroso, con due dei tre centrali ammoniti nel primo quarto d’ora. Erlic, inoltre, è autore del fallo su Sanabria che ha causato il calcio di rigore poi siglato da Lukic. Nel secondo tempo, con l’ingresso di Antiste ed il passaggio alla difesa a 4, le cose migliorano ma non a sufficienza da poter mettere in discussione la vittoria del Toro;

- La corsia di destra del Torino oggi era devastante. Il rookie Demba Seck (oggi quasi perfetto) e Singo (lui ormai è una garanzia) hanno messo in evidente difficoltà Ferrer e Nikolau, costretti a rincorrere dal primo minuto di gioco. Menzione particolare per il giovane talento senegalese cresciuto in romagna: prestazione ottima la sua, il ragazzo possiede evidenti qualità fisiche e tecniche. Il futuro è dalla sua;

- La difesa a 3 non si può improvvisare. Probabilmente Thiago Motta pensava di poter fare bella figura davanti a Juric, che dello schieramento “corto” dietro è diventato un maestro. I braccetti spezzini non hanno le caratteristiche per sganciarsi dalla linea difensiva e non sono abituati ad un tipo di gioco comunque più dispendioso rispetto alla linea a 4. Nel secondo tempo, con uno schieramento dietro più ordinato, l’atteggiamento dello Spezia è migliorato. Il gol dell’1-2, pur essendo ininfluente, è stato il giusto premio all’atteggiamento;

- Cosa sarebbe stato del campionato del Torino senza gli ormai clamorosi cali di concentrazione? La squadra vista il primo tempo non merita la posizione in classifica senza arte nè parte occupata in questo momento. Le individualità ci sono, l’allenatore con idee interessanti anche. E’ mancata, appunto, la lucidità nel chiudere le partite, testimone l’ennesimo gol subito dopo il novantesimo minuto. La poca lucidità e la scarsa mancanza di gestione sono state sicuramente il cruccio principale di Juric, che è un perfezionista e siamo certi che dall’anno prossimo proverà ad invertire questo pericoloso trend.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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