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, 23 Aprile 2022

Considerazioni sparse post Hellas Verona-Sampdoria (1-1)


Pareggio senza feriti tra Hellas Verona e Sampdoria.


- Sotto la pioggia battente del Bentegodi, Hellas e Samp si affrontano con obiettivi diametralmente opposti: padroni di casa a caccia del record di punti in serie A, traguardo che dista solo 6 punti dagli attuali 48; ospiti con il disperato bisogno di allontanarsi dalle zone bollenti della classifica, conseguenza delle 8 sconfitte in 11 partite da quando il Maestro Giampaolo è tornato sulla panchina doriana;

- Primo tempo tanto combattuto quanto noioso, ravvivato solo nel finale dal calcio di rigore assegnato ai blucerchiati per il pestone di Günter su Caputo: dal dischetto lo stesso Caputo si fa ipnotizzare da Montipò, che respinge però il pallone nuovamente sui piedi dell'attaccante pugliese, fortunato a poter ribadire in rete a porta sguarnita. Per il resto, prima frazione povera di guizzi;

- La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo, senza occasioni nè sussulti. Ci pensa Caprari a mettere un po' di pepe sul finale del match, depositando in rete dopo aver messo a sedere Audero e portando il parziale sull'1 a 1. Partita che scorre via senza ulteriori emozioni fino alla fine e risultato che accontenta entrambe le squadre;

- Nelle fila gialloblù solita buona prova di Lazovic e Caprari (la corsia sinistra funziona a meraviglia), vere spine nel fianco per la difesa doriana, mentre sul lato opposto Barak e Faraoni non brillano. In generale, Hellas meno brillante rispetto alle ultime uscite. Ectoplasmica la prova di Simeone;

- La Sampdoria di Giampaolo è, ad oggi, una squadra senza nè capo nè coda, con una fase difensiva scricchiolante e una proposta offensiva pressoché inesistente: le punte vengono servite poco e male, il centrocampo tutto muscoli non funziona e i migliori giocatori non riescono ad esprimersi al meglio (cos'è successo a Candreva?). Fortuna che quelle dietro non corrono…

  • Fausto Nardone, nato a Verona nel ’93, anno in cui il suo idolo Pinturicchio rinunciò alla tavolozza dei colori per iniziare a dipingere solo in bianco e nero. Tifoso juventino e avellinese grazie (o a causa) di suo padre, adora l’estetica concreta di Guardiola, la variante Ascari di Monza e il rovescio a una mano di Federer. Si guadagna la pagnotta occupandosi di comunicazione e marketing ed extra-sportivamente ama cucinare, viaggiare per ostelli, guardare Cinepanettoni e ascoltare i Red Hot Chili Peppers. Il suo ricordo sportivo più bello? Stagione 2002/2003, campionato di Serie C1, Stadio Partenio-Lombardi: Avellino 3 - Benevento 1.

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