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3 min

- di Danilo Budite

Considerazioni sparse su "Sirio" di Lazza


Anche Sirio di Lazza si unisce al coro dei grandi album rap che stanno segnando questo spettacolare inizio di 2022 per i fan del genere.


- Non era facile replicare il successo di un album come Re Mida, che è riuscito a restare per tantissimo tempo in cima alle classifiche. Lazza però ce l’ha fatta, compiendo anche un piccolo salto di qualità. Sirio è infatti un album che si apre a un pubblico più ampio, è maggiormente inclusivo senza però sconfessare le radici rap dell’artista. Le melodie smorzate, qualche suono elettronico in più, ritornelli più accattivanti completano l’anima fortemente rap dell’album, confezionando un disco che riesce a uscire fuori dai confini del genere, riuscendo potenzialmente a raggiungere un pubblico ancora più ampio, e quindi ancora più successo;

- Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera, ma quando piazzi un brano come Ouv3rture all’inizio di un album, potresti anche chiuderla lì e quell’opera sarebbe comunque grandiosa. Il pezzo è uno dei singoli che hanno anticipato Sirio e ne costituisce la perla assoluta. Posizionata in testa all’album, suona come una dichiarazione d’intenti, come il manifesto di tutta la poetica e la ritmica che compongono Sirio. Inoltre, inserire Chopin all’inizio di un CD rap è una grandissima affermazione per un genere che viene ancora comunemente considerato underground e alternativo, e che invece, almeno in Italia, si sta facendo sempre più dominante e soprattutto qualitativamente eccezionale;

- Sirio è un CD quindi capace di mescolare stili musicali diversi e di variare molto, ma c’è da dire che il miglior Lazza rimane quello dei pezzi più puramente rap. In tracce come Alibi, Sogni d’oro o Uscito di galera il rapper milanese è maggiormente a suo agio, com’è anche giusto che sia. Il grande pregio di Lazza è quello di riuscire a sperimentare senza tradirsi, di contaminarsi, ma rimanendo sempre sé stesso. Il rap è un genere che ha dovuto fare i conti col grande mercato, fondendosi spesso con sonorità più pop e mainstream. Lazza non è esente da questo meccanismo, ma riesce a muoversi mantenendo sempre fissa la propria rotta;

- Proprio quelle canzoni maggiormente pop sono forse il punto debole dell’album, quantomeno in confronto ad altri lavori. Le leggi di mercato impongono ormai brani più radiofonici e mainstream e tutti i grandi album rap non possono ormai farne a meno. Per citare alcuni esempi basti pensare a Propagando in Caos di Fabri Fibra o a Crazy Love in Noi, loro, gli altri di Marracash o ancora a Kumite in Flop di Salmo. Insomma, ogni album rap ha le sue “hit” e Sirio non fa eccezione, ma questi pezzi non raggiungono la potenza degli esempi sopracitati, o di tanti altri che se ne possono fare. Molotov è una canzone carina, ma sicuramente non dominerà le scene, Panico gode della preziosa produzione di Takagi e Ketra, ma risulta anche questa un filo debole per concorrere con le grandi hit. Molto deludente il featuring con Sfera Ebbasta con Piove: ci si aspettava una hit, è arrivata una canzone a malapena sufficiente. 

- Insomma, Sirio non avrà la potenza mediatica di tanti altri album del genere, ma a livello qualitativo non ha niente da invidiare. Quest’album segna la consacrazione di Lazza, che con Re Mida era entrato nel mondo dei grandi, ora sta dimostrando di poterci stare alla grande e anzi, di puntare il più presto possibile alle vette. La certezza è quella ribadita spesso negli ultimi tempi: che bel periodo per essere fan del rap.

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Romano, vivo di calcio e di citazioni pop. Musica, cinema, arte e letteratura, ancora meglio se tutto insieme. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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