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4 min

- di Simone Renza

Cosa succede in città


La Serie C la definì involontariamente Calvino, con quel: "la sua immagine prende forma dal deserto a cui si oppone".


Godendo sul divano della lucida follia zemaniana fatta di difesa altissima, pressing esasperato e punteggio tennistico contro un Catanzaro ben organizzato e dalle ottime individualità, l'occhio e l'orecchio mi è caduto su due momenti ben distinti. Che hanno lasciato il segno. Nelle interviste tra il primo ed il secondo tempo, rispettivamente ai dirigenti di Catanzaro e Foggia, la domanda centrale verteva sulla decisione, di qualche giorno fa, di escludere il Catania dal campionato di Serie C. Entrambi hanno risposto con un certo imbarazzo per questa decisione, folle, cercando di commentare in maniera quanto più diplomatica possibile, palesando però tutto lo stupore e l'indignazione.

Il secondo è stato il parapiglia al rigore di Iemmello. Dalla Curva Nord dello Zaccheria un ragazzo è sceso intenzionalmente per colpire il giocatore. Il gioco sospeso per dodici minuti.

Iemmello sostituito e rigore calciato da un suo compagno. Per chi non lo sapesse, la punta catanzarese è grande ex della partita. A Foggia ha lasciato un segno, calcistico, ed un altro umano. Il secondo, però ha decisamente surclassato il primo. Parrebbe, volendo dar credito ai rumors che girano in città, che fosse dedito alle scommesse e che abbia intenzionalmente puntato proprio contro i rossoneri decidendone le amari sorti.

La connessione dei due episodi è legata all'impatto emotivo che lasciano. Se da un lato l'invasione ha suscitato indignazione e solito sgomento un tanto al kilo dei commentatori, scatenando il solito stucchevole dibattito circa lo stato di salute del calcio italiano ("sono scene che non fanno bene al nostro sistema calcio" e altre banali amenità), dall'altro la decisione del Tribunale di Catania circa «la cessazione dell’esercizio provvisorio del ramo caratteristico di azienda calcistica», prevista originariamente per il 19 Aprile prossimo, non ha mosso i sentimenti di molti.

L'FC Catania 1946 S.r.l. era già stato dichiarato fallito nel Dicembre 2021, ma i giudici avevano disposto l’esercizio provvisorio così da poter permettere sia la vendita della società, sia la prosecuzione e la regolarità del campionato di Serie C. I primi due bandi, l’11 febbraio e il 4 marzo, deserti. Chi conosce i meccanismi fallimentari non si stupirà: è un meccanismo per far abbassare, ulteriormente, il prezzo d'acquisto. L’unica offerta d’acquisto faceva capo a Benedetto Mancini che depositò in Cancelleria 125mila sui 500mila euro richiesti. Motivo, questo, che ha permesso la prosecuzione dell'esercizio. 

Successivamente, lo stesso Mancini ha depositato un ulteriore assegno di 200mila euro. Ciò, però, senza arrivare all’importo minimo fissato dal Tribunale.  

I curatori fallimentari, coloro che nominati dal Tribunale sono preposti a vigilare sulla par condicio creditorum e sulla regolare prosecuzione del fallimento, avevano chiesto l'intervento della Lega Pro, arrivando a valutare un contributo economico della stessa così che si potesse chiuedere regolarmente il campionato. Richiesta caduta nel vuoto pneumatico. Ghirelli, presidente Lega Pro, ha risposto che non era possibile fare quanto chiesto perchè "ogni intervento finanziario straordinario da parte della Lega Pro potrebbe essere disposto solo in 'parità sistema' e quindi a beneficio di ogni singolo club associato".

Lo stridore di queste dichiarazioni, la loro incongruenza, è talmente forte da essere assordante. Davvero un'intervento della Lega avrebbe creato disparità? Di contro, l'esclusione, a tre giornate dal termine, con i verdetti per i playoff e palyout ancora in da emettere, rivoluzionando la classifica, non hanno o non incideranno? Probabilmente ci attenderà un'altra estate di ricorsi e di TAR.

Inutile, a questo punto, ricordare di come la Premier stanziò nel 2020, in piena pandemia, 280 milioni di sterline per supportare le serie minori inglesi ("Il nostro impegno è che nessun club della Football League inglese debba cessare l'attività a causa del Covid-19", così l'amministratore delegato della Premier League Richard Masters). Superfluo ricorda di come anche lo stesso Foggia Calcio, nel 2019, fallì e dovette ripartire dalla Serie D, per poi risalire, nonostante il secondo posto, a causa della combine tra AZ Picerno e Bitonto. Ridondante ricordare che il 5 Agosto il Livorno è stato escluso dalla Serie D poichè non in grado di assolvere ai propri obblighi finanziari. Farà forse riflettere la tabella qui sotto riportata (Fonte: Calcio e Finanza) che indica come dal 2011 ad oggi sono state 76 le società fallite e/o che non si sono iscritte al campionato.

STAGIONECLUB FALLITI/NON ISCRITTIPENALIZZATIPUNTI PENALITA’
2011/12*1427105
2012/13*111126
2013/14*1025
2014/1521644
2015/1671664
2016/1741226
2017/1861168
2018/19512101
2019/205410
2020/215311
2021/22735
TOTALE76117465

Durante questi anni, sempre stando a Calcio e Finanza, sono stati "465 i punti di penalizzazione assegnati a 117 squadre complessivamente per inadempienze [...] Dal 2014/15 i club falliti o non iscritti al campionato sono stati 41 e i punti di penalizzazione 329".

Risibile, infine, il motto scelto dalla Serie C "Il Calcio che fa bene al Paese".

Dire, ormai, che il Calcio deve essere della gente, che l'incompetenza delle Leghe e della FIGC si è mostrata solo come apice nella sciagurata uscita di scena dagli spareggi mondiali o che Gravina passa più il tempo a studiare di come far annaspare Lotito o di come apporre macchinose regole quali il noto indice di liquidità, senza notare come moltissime società di Serie A abbiano bilanci pesantemente rossi, è del tutto desueto e stancante.

Unico svago sarà vedere il sistema calcio italiano collassare definitivamente quanto prima così, forse, da poter azzerare e ripartire secondo un'idea di calcio diversa e sostenibile per tutti.

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Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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