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2 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post Spezia-Inter (1-3)


L’Inter ritrova la vetta del campionato grazie ad una vittoria convincente contro uno Spezia tignoso. Brozovic è dominante, Maggiore trova un gol gioiello.


- A Marcelo Brozovic mancava solo il gol. Il giocatore più decisivo dell’Inter, forse dell’intero campionato, è finalmente riuscito a timbrare dopo ben 11 mesi, addirittura dopo 3 anni e mezzo in trasferta. Il suo gol è un gioiello oppure, andando sul gastronomico, la ciliegina sulla torta della solita partita maestosa. Pur essendo difficilmente sotto i riflettori, il lavoro del croato è sempre linfa vitale per Inzaghi, la cui priorità per la prossima stagione è già diventata trovargli un’alternativa per non farlo arrivare a fine stagione spremuto;

- Il gol dell’iniziale vantaggio interista porta, appunto, la firma di Marcelo Brozovic. A servire l’assist, dal centro dell’area, Danilo D’Ambrosio, goleador e adesso anche centravanti part time. Al di là dei meriti del singolo, comunque bravissimo, a riemergere sono chiaramente i dettami tattici di Inzaghi, maestro nel valorizzare i braccetti. Normalmente è Bastoni l’incursore, oggi, viste le difficoltà dell’azzurro mancino, è toccato al 33. Che, come sempre, ha risposto presente;

- Lo Spezia lascia comunque il campo senza demeritare. Motta è stato bravo a preparare la partita provando a sfruttare le caratteristiche dei suoi, ovvero la corsa in contropiede. L’uomo in più sembrava poter essere Reca, la sfortuna ha voluto che il polacco abbia dovuto abbandonare il campo dopo appena un quarto d’ora. Con Agudelo e Verde ha provato a dare una scossa nel secondo tempo, con il risultato ancora in bilico e la partita aperta. Non ci è riuscito ma avrà poco da rimproverare ai suoi. Se dovesse arrivare, magari con qualche giornata di anticipo, Motta e lo Spezia avrebbero meritato la conferma in massima serie;

- Delle tre contendenti, l’Inter ci sembra attualmente la squadra più in salute. Il passo falso era dietro l’angolo, la squadra di Motta al Picco è un fortino quasi inespugnabile ma gli uomini di Inzaghi, con pazienza, hanno vinto meritatamente. I nerazzurri sono in salute e sembrano aver trovato anche una panchina capace di far rifiatare chi parte dall’inizio. Non a caso 2 dei 3 gol vengono dai piedi di due attaccanti subentrati, Lautaro e Sanchez. Unico campanello d’allarme sono stati gli ultimi 10 minuti di partita, quando Handanovic è stato costretto a raccogliere dalla porta il pallone del provvisorio 1-2 (gran gol di Maggiore);

- Dopo il clamoroso episodio dell’orecchino, Mbala Nzola si merita di diritto la nostra considerazione... ed il nostro parziale disprezzo. Dalle parti di Spezia sono numerosi le voci che descrivono l’angolano come professionista poco serio, propenso più alla bella vita che alla costanza durante gli allenamenti settimanali. Al netto di un contagio da Covid19 ad inizio stagione, quasi nessuno si spiegava come mai il trascinatore della salvezza dello scorso anno non riuscisse a trovare spazio in un attacco sterile come quello dello Spezia. Stasera ci ha fatto capire il motivo: galeotto è stato il piercing. Sostituito dopo 5 minuti da Motta, difficilmente rivedrà il campo quest’anno. Caro Mbala, a mai più rivederci.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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