Logo sportellate
, 9 Aprile 2022

Considerazioni sparse su Inter-Hellas Verona (2-0)


Sulle ali della vittoria di Torino, l’Inter azzanna il Verona e mette pressione a Napoli e Milan.


- A San Siro si trovano l'Inter di Inzaghi per dare seguito alla preziosa vittoria di Torino mettendo contestualmente pressione a Napoli e Milan e l'Hellas Verona di Tudor, scheggia impazzita del campionato e realtà sempre difficile da affrontare. Esce una partita sostanzialmente lineare che l'Inter vince con la voglia e la maggiore esperienza nella gestione complessiva della gara. I nerazzurri sembrano tornati benché la condizione atletica di alcuni elementi non sia più quella straripante evidenziata nei mesi invernali;

- Inter che concede al Verona le primissime battute dal match, impostando una gara di ordinato contenimento e forsennate ripartenze. In questo senso notevole la prova di Dimarco. Molto bene anche Brozovic che nonostante la condizione deficitaria ordina e dirige la manovra di squadra. Una solo insufficienza tra i neroazzurri ed è Correa, troppo leggero e svogliato per incidere in qualche modo;

- Skriniar è in uno stato di condizione inumano, alcuni giurano di averlo visto fermare anche Inzaghi in uno dei suoi proverbiali scatti d'ira. Molto buona anche la prova di Handanovic. Staripante Perisic. Dzeko è sempre meraviglioso da vedere giocare a pallone. Cahalnoglu mette voglia, dinamismo e tiro. Dumfries ha una gamba invidiabile ma difetta spesso in lucidità. Barella prezioso;

- Hellas che scende in campo con lo spartito tattico più sbagliato, aggredendo l'Inter e lasciando ai milanesi tanto campo da attaccare. Dopo una certa autorevolezza nelle battute iniziali, gli uomini di Tudor evaporano velocemente, trotterellando poi nella ripresa ma senza mai dare l'idea di crederci per davvero. Un passo indietro per i Veronesi che comunque rimangono un'ottima squadra per quanto, oggi, abbiano esibito solamente Tameze e il bravissimo Montipò;

- La sensazione complessiva è che la vittoria di Torino abbia ricaricato le batterie degli uomini di Inzaghi, più quelle mentali che quelle atletiche ma tutto, a questo punto del campionato, serve a far brodo. Il non ingresso di Sanchez lancia qualche ombra su possibili litigi ma complessivamente l'Inter si dimostra squadra solita e unita e pronta a battagliare fino all'ultimo.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

pencilcrossmenu