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Considerazioni sparse post Chelsea-Real Madrid (1-3)


Benzema segna una tripletta da leggenda e il Real si aggiudica la gara d'andata dei quarti di finale. Il Chelsea, nonostante una buona reazione nella ripresa, è la brutta copia della squadra che l'anno scorso si aggiudicò il trofeo e tra una settimana dovrà compiere una vera e propria impresa per continuare la sua corsa verso il bis europeo.


- Sotto il diluvio londinese, il Real passa 1-3 in casa dei campioni d'Europa grazie ad un'altra prestazione da libri di storia di Karim Benzema. Il francese, a segno tre volte, porta il suo bottino in Champions a quota 82 reti, di cui solo una segnata su rigore. Numeri da capogiro, che però da soli non bastano per raccontare un giocatore che in questo momento della carriera ha raggiunto una fiducia e una consapevolezza tecnica che lo eleggono già adesso come uno dei più grandi attaccanti della storia di questo sport. Il Chelsea, autore di una prima parte di gara davvero sottotono, sembra in preda ai fantasmi (societari?) e denota una preoccupante mancanza di ritmo, qualità e fiducia. Il gol di Havertz - il solito gol di Havertz nelle sere che europee che contano - lascia comunque ancora aperto il discorso qualificazione. I Blues al Bernabeu dovranno ripartire da quanto mostrato nella ripresa, e anche Tuchel dovrà rivedere in fretta i suoi piani, soprattutto difensivi, per poter provare a ribaltare la situazione;

- Il Real si schiera senza particolari novità di formazione. Ancelotti, raggiunta la squadra in extremis dopo il tampone negativo di stamattina, sceglie Valverde e non Asensio per completare il trio d'attacco. Tuchel invece schiera Azpilicueta per il ruolo di "quinto" sinistro del suo 3-5-2, e Jorginho-Kantè come coppia di centrocampisti centrali, nonostante alla vigilia un posto per Kovacic in formazione fosse considerato quasi certo. Davanti, il trio che sembra aver scalato le gerarchie ormai definitivamente: Mount e Pulisic operano alle spalle di Havertz, con l'ennesima panchina di Lukaku che non fa più quasi neanche notizia;

- Sono proprio le scelte dell'allenatore tedesco a lasciare un po' perplessi. Sulla fascia dove opera Vinicius, la coppia formata da James (in ritardo di condizione evidente) e soprattutto Christensen sembra troppo leggera per contenere le sgroppate del giovane brasiliano. Non è un caso che proprio da quel lato nasca la fantastica combinazione Vinicius-Benzema che porta al primo gol blancos, ma più in generale per tutta la partita il Real dominerà su quel lato grazie anche alle frequenti discese di Mendy. Christensen, promesso sposo del Barca di Xavi dalla prossima stagione, dovrà prendere in fretta provvedimenti alle giocate del numero 20 blanco, in previsione del ritorno ma anche dei prossimi Clasicos. Anche la scelta di schierare Azpilicueta sull'altra fascia, poi, si rivela essere più dannosa che utile: da quella parte la potenza e l'intraprendenza di Valverde torturano il seppur sempre generoso difensore spagnolo, che inoltre in fase offensiva mette in luce tutti i suoi limiti e non risulta mai un problema per la difesa avversaria;

- Il primo tempo si è svolto con un canovaccio tattico piuttosto chiaro. Il Chelsea a fare la partita, seppur su ritmi blandi, e il Real a provare a ripartire, con un baricentro però più alto rispetto a quello mostrato nell'andata degli ottavi contro il PSG (non che ci volesse molto). La classe di Benzema e la vivacità di Vinicius, con la collaborazione del piede destro sublime di Modric, hanno portato la squadra di Ancelotti in vantaggio di due reti alla mezz'ora. Il francese segna due gol uno più bello dell'altro, e in particolare il secondo, in contro tempo di testa sul secondo palo, ci lascia una sensazione di bellezza abbacinante. Il Chelsea, più di orgoglio che altro, si butta generosamente in avanti e trova il gol dell'1-2 grazie all'ennesimo gol europeo di Kay Havertz, che misteriosamente e naturalmente ormai si muove come un attaccante fatto e finito e insacca alla perfezione di testa un cross preciso di Jorginho;

- Il terzo gol Real, nato da un incredibile errore sull'asse Mendy-Rudiger, è il simbolo della serata storta della squadra londinese, che però da quel momento, grazie anche ad alcuni cambi (Pulisic e Kantè male stasera), crea alcune occasioni per raddrizzare la gara senza comunque riuscire nella finalizzazione. Lukaku in particolare, entrato al 70' al posto di Pulisic, ha sulla testa due buone chance per sbloccarsi e per accorciare le distanze, ma le sue conclusioni troppo frettolose denotano una mancanza di fiducia preoccupante anche in relazione alle prossime sfide decisive della stagione dei blues. Se poi facciamo il confronto col suo pari ruolo avversario, beh il paragone appare davvero impietoso. Benzema di fiducia ne ha mostrata tanta, e grazie al cielo non solo quella.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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