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3 min

- di Diego Canneta

Considerazioni sparse sul debutto di Rossi in GT


Un'analisi di come si è comportato il nove volte campione del mondo alla prima gara in Fanatec GT.


- È partita la stagione del campionato Fanatec GT, un campionato articolato su 10 appuntamenti che tocca anche piste importanti già solcate dalla Formula 1. La prima gara svolta sul circuito Enzo e Dino Ferrari, ha visto il debutto, annunciato e sponsorizzato in grande stile, di Valentino Rossi. È così iniziata anche la nuova vita agonistica del pilota di Tavullia. La scelta è ricaduta sul campionato a quattro ruote GT, ex Blancpain Series, con una Audi R8 del team belga WRT in equipaggio con altri 2 piloti - Vervish e Muller - come previsto dal regolamento. 52 macchine al via, per una gara durata tre ore;

- Rossi non è nuovo a questa tipologia di vetture, avendo già avuto diverse esperienze di collaudi e gare con Ferrari 488 GT alla 12 ore del Golfo, test con Mercedes in DTM, spaziando inoltre al rally e prove con la Ferrari di Formula 1. L’approccio alle GT era la scelta più logica per l’inizio della carriera a quattro ruote di Rossi, avendo più possibilità di campionati da affrontare, un approccio più ampio a varie tipologie di vetture oltre a poter contare sul sostegno da parte di piloti esperti come compagni di squadra. Tutto quello che serve per affrontare al meglio una nuova era agonistica, oltre ad una pianificata programmazione di test in pista;

- La gara ha sostanzialmente rispecchiato i valori e le aspettative iniziali sul nuovo protagonista della serie. Distacchi medi sui 7/8 decimi di secondo al giro, a parità di mezzo sono tutto sommato in linea con gli obiettivi iniziali, ovvero fare quanta più esperienza possibile in situazione gara, cambio pilota in corsa e automatismi vari in situazioni di Safety Car. Proprio questa variante ha propiziato il caos che ha indotto Rossi a commettere un clamoroso errore di valutazione al rientro box per il fine turno di guida, mancando la piazzola di arresto per una svista, costringendolo al rientro in tracciato, costatogli almeno una decina di posizioni. Il risultato finale della tre giorni imolese è la 17a posizione. E' bene precisare che la macchina non è stata guidata solo da Rossi ma anche da altri 2 piloti categoria Pro;

- La vittoria finale, per dovere di cronaca, è andata all’Audi R8 dello stesso team preparatore di quella del pesarese, pilotata dal trio Vanthoor-Van der Linde-Weerts. Gli italiani non hanno sfigurato, con Raffaele Marciello secondo su Mercedes e la coppia Drudi/Ghiotto su Audi al quarto posto. Buona anche la prestazione del team cesenate Iron Lonx, che ha piazzato le proprie Ferrari 488 gt al settimo e ottavo posto, sempre partendo dal presupposto della grande abbondanza di team e macchine partecipanti. Il week end ha visto anche la prima manche del Super trofeo Lamborghini, dove un altro partente di eccezione ha fatto il suo debutto ufficiale, ovvero Dani Pedrosa, giunto diciannovesimo in coppia con lo svizzero Borga. Per lui invece, è prevista solo questa partecipazione, riservandosi più avanti la decisione sulla partecipazione agli altri appuntamenti in calendario;

- Sicuramente la partecipazione di Rossi al Fanatec non potrà che dare un enorme impatto mediatico sulla serie, sia a livello di presenze in circuito sia per quanto riguarda la copertura televisiva della competizione, alla quale non si era certo abituati fino ad oggi. Tante le persone presenti e assiepate dalla zona prato del tracciato, prevalentemente (ed inevitabilmente) con gadget firmati VR46. La categoria deve cavalcare il più possibile l’onda del momento, perché è ciò che la presenza del plurititolato di moto può e deve dare. Inutile e quanto mai irrealistico pretendere risultati al Dottore, a maggior ragione se nell’immediato. L'obiettivo di Rossi deve rimanere quello di focalizzarsi sulla sua crescita e sulla curiosità che ogni nuova gara, con le proprie sfaccettature, lo metterà in condizioni o meno di saper gestire. È un dato di fatto che l’interesse creatosi attorno a questo evento è nato esclusivamente dalla sua presenza, cosi come un eventuale uscita di scena, parallelamente, porterà ad uno spegnimento del clamore e dell’attenzione su questo palcoscenico. Per i puristi questa partecipazione è vista come una presenza ambigua ma sicuramente farà bene all’ambiente del motorsport, che, come nella maggior parte delle sue facce, ha bisogno di personaggi trainanti per farsi conoscere.

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Nato il 3 agosto 1982 in un luogo sperduto ma bellissimo dell'Appennino Tosco Emiliano, Camugnano. Mi appassiono a 9 anni di quelle auto particolari chiamate Formula, guidate da quei caschi coloratissimi che mi folgorano l'esistenza. Imola e il suo Autodromo diventano la mia Mecca e le testate settimanali da corsa la mia Bibbia. Ogni veicolo da gara con 4 ruote mi contagia di interesse e mi cattura lo sguardo con il desiderio perpetuo di poterlo vedere dal vivo, ascoltare il suo urlo lacerante. Metto finalmente al servizio comune la mia passione.

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