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2 min

- di Andrea Valentini

Considerazioni sparse post Udinese-Cagliari (5-1)


L’Udinese ipoteca la salvezza passeggiando sulle rovine di un Cagliari sempre più inguaiato.


- Superiorità tecnica e spensieratezza fanno tutta la differenza del mondo per i padroni di casa alla Dacia Arena. I bianconeri sono senz’altro squadra costruita meglio in ogni reparto, in più la classifica non li terrorizza come accade invece ai sardi: l’impressione è che gli uomini di Mazzarri, dopo un approccio più che discreto culminato nel gran gol di João Pedro, abbiano accusato terribilmente la mazzata dell’1-2 friulano prima del riposo;

- Tra andata e ritorno il risultato dice 9-1 per l’Udinese. La gara di andata fu il punto più basso del campionato del Cagliari (seguirono le epurazioni di Caceres e Godìn), almeno fino ad oggi pomeriggio. La fragilità psicologica dei rossoblù è disarmante;

- D’altra parte, l’Udinese ha giocato la sua miglior partita casalinga, tagliando a fette la difesa del Cagliari con le sue ripartenze da vietcong. Se l’esonero di Gotti poteva sembrare una decisione affrettata, è pur vero che il lavoro di Cioffi legittima la sua solida posizione sulla panchina friulana. L’ormai prossima salvezza matematica è più che meritata per una squadra che ha assorbito senza patemi l’addio di Rodrigo De Paul;

- D’accordo, affrontare l’allegra retroguardia del Cagliari era un’occasione troppo ghiotta, ma Beto si porta a casa il pallone ricordandoci come mai tutti i fantallenatori italiani si fossero dati battaglia per accaparrarselo all’asta di riparazione. Strapotere fisico, corsa da bisonte americano, cifra tecnica non certo da buttare: chissà che quest’estate l’asta non avvenga a suon di milioni veri;

- Mazzarri rientra da questa trasferta con in tasca una sola buona notizia, forse due: il rientro in campo di Marko Rog e Sebastian Walukiewicz. Il centrocampista croato è palesemente il miglior elemento del reparto, resta da valutarne la reale condizione fisica. Se il recupero si rivelasse completo, sarebbe ossigeno per un Cagliari alla disperata ricerca di qualità e dinamismo.


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Nasce a Cagliari nel 1991, ovvero mentre al potere c’è El Principe Francescoli. Bartender per professione in omaggio a Fábian O’Neill, malato di fútbol per vocazione. Si sfoga su Ultimo Tango a Cagliari, scrive per Sportellate e Il Calcio Latino.

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