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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Sampdoria-Roma (0-1)


La Roma sembra aver trovato la sua dimensione.


- Nelle pieghe di un match equilibrato arriva una vittoria non scintillante ma di grande solidità per la Roma, che conferma il buon momento raggiungendo il decimo risultato utile consecutivo in A;

- La Roma ripropone l’11 che ha dominato il derby, la Samp prosegue con il doppio trequarti Sensi-Sabiri, cambiando solo regista - causa KO di Ekdal - rispetto a Venezia. Nella prima frazione, buon ritmo e tanta densità nelle zone centrali del campo. Il gol al 27’ di Mikitharyan corona una brillante azione manovrata fatta da 20 tocchi - sulla carta più da squadra di Guardiola che di Mourinho - e inclina decisamente il piano verso la Roma, brava poi a gestire nella ripresa;

- Finalmente vediamo la Roma fare un ottimo lavoro in fase di possesso palla, aiutata dalla qualità del suo quadrilatero di centrocampo: il numero di lanci lunghi alla cieca diminuisce drasticamente rispetto al passato, e consente ai giallorossi di esercitare un dominio sui tempi e i ritmi del match. Con una squadra messa in campo in maniera tatticamente funzionale, ricalcando molto quella della precedente gestione, iniziano a emergere anche i frutti del lavoro di Mourinho sull’organizzazione difensiva (brillante nelle ultime uscite) e nella capacità intangibile di incidere sul carattere dei propri giocatori, apparsi decisamente determinati a portare a casa il bottino pieno. Al fondamentale match con il Bodo - che sa di rivincita - la Roma arriva con una classifica più “rilassante” e qualche convinzione in più;

- La Samp non demerita affatto e a intermittenza riesce a esprimere un calcio molto piacevole. Le combinazioni strette tra Sabiri e Caputo creano più di un affanno alla retroguardia giallorossa, ma a mancare oggi è stato Sensi, nonostante inizialmente godesse di una certe libertà negli half-spaces tra difesa e centrocampo. L’ingresso di Quagliarella aumenta la pericolosità, anche se non arrivano occasioni clamorose: contro la Roma ben chiusa dietro e reattiva in fase di pressing, forse avrebbe fatto comodo un centravanti di maggiore fisicità (che la Samp non ha). La posizione ibrida tra mezzala e esterno, di Candreva è interessante, ma va spesso a sbattere sull’attento Zalewski;

- Bravissimo Colley a cancellare uno spento Abraham, mentre Rincon ogni qual volta ha la palla tra i piedi fa sentire maledettamente l’assenza delle geometrie di Ekdal, fondamentale in una squadra che prova sempre a giocare come la Samp. Nella Roma non brilla nemmeno Pellegrini, mentre Mikitharyan è decisivo non solo per il gol ma per la sua intelligenza calcistica che sprigiona in ogni posizionamento e in ogni giocata. Conferme positive per Zalewski e Smalling, Ibanez regge ma -come al solito- dà sempre l’impressione di giocare sul filo a causa della sua irruenza.

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Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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