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2 min

- di Francesco Grippa

Considerazioni sparse post Salernitana-Torino (0-1)


Il Torino espugna l’Arechi e condanna la Salernitana.


- Niente da fare per la Salernitana, che scende in campo col solito cuore e la solita grinta ma deve nuovamente arrendersi ai limiti tecnici e agli errori individuali. L’undici campano si inchina al Torino, a cui basta un rigore (ripetuto) di Belotti nel primo tempo per portare a casa l’intera posta in palio. La formazione di Juric risponde alle critiche e gestisce la gara dopo il vantaggio; i campani masticano amaro per l’ennesima occasione sprecata e hanno più di un piede e mezzo in serie B;

- I granata padroni di casa partono col pressing alto e col piglio aggressivo voluto da Nicola, che rispetto alle ultime uscite arretra Radovanovic sulla linea difensiva e opta per un avvolgente 3-4-1-2. Le speranze della Salernitana si infrangono però al 10’ quando Berisha smanaccia sul palo la conclusione volante di Verdi. Dieci minuti dopo Fazio affossa Belotti in area di rigore. Dal dischetto il capitano si fa respingere la conclusione da Sepe, ma Piccinini fa ripetere. Il secondo tentativo è quello buono e, tra alti e bassi, consente al Torino di espugnare Salerno;

- Negli ospiti spiccano le prestazioni di Berisha che si supera su Verdi prima e soprattutto su Ederson nella ripresa e Singo, che si vede annullato il raddoppio per fuorigioco. Un po’ in difficoltà questa volta Bremer che soffre la fisicità di Djuric e il centrocampo, che, complice l’avanzamento di Lukic sulla tre-quarti, fa fatica sia in fase di interdizione che di costruzione. Tanto basta però per muovere la classifica e dare un po’ di verve a questo finale di stagione;

- Nelle fila casalinghe bocciatura pesante per Fazio, che conferma il suo momento negativo con un (altro) errore pacchiano e l’espulsione nel finale. L’ex Roma non ha più la tenuta atletica e mentale per partite così delicate ed è ulteriormente sfavorito dai compiti di “braccetto” che si trova oggi ad assolvere. Insufficienza anche per Verdi, mentre Mazzocchi e Ederson sono gli ultimi a mollare. Nota di demerito anche per Nicola, che, nonostante tutte le attenuanti del caso, non è mai riuscito a dare equilibrio ai suoi. Discutibili anche le scelte individuali (su tutti Bohinen inspiegabilmente accantonato) e l’ostinazione per un sistema di gioco non adatto agli interpreti in rosa;

- Gara ostica sotto tutti i punti di vista: per i calciatori che, come da pronostico, giocano una partita maschia senza risparmiarsi; per l’arbitro, la cui gestione dopo l’episodio del rigore è confusionaria e approssimativa; per il pubblico di casa che, noncurante della posizione in classifica e del clima proibitivo, non smette di far sentire la propria voce per tutti i 90’. Nonostante tutto ne esce una partita piacevole e combattuta in cui vince semplicemente la più forte.


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Classe ‘97, genuinamente salernitano. Sta per completare il proprio percorso di studi e cerca di conciliare la passione per la fisica con quella per lo sport. Prestato prima al basket e poi al calcio, ma da sempre innamorato del tennis. Adora la musica rap, il cinema thriller e soprattutto leggere e raccontare.

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