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, 2 Aprile 2022

Considerazioni sparse post Lazio-Sassuolo (2-1)


Una Lazio solida ma non cinica supera un Sassuolo stanco di testa.


- Leggendo unicamente il tabellino parrebbe una partita combattuta quando, invece, sarebbe potuta finire con un punteggio tennistico per la mole di occasioni avute dai biancocelesti. Se, però, non sei cinico sotto porta può accadere che nel finale si possano avere tremori. Il Sassuolo è stato letteralmente imbrigliato e stordito e non ha mai avuto tempo per pensare ad una reazione dopo ogni gol;

- Fantasmi di due settimane fa emergono furenti nei primi sessanta secondi. Scamacca in area di rigore e il panico s'impossessa dello stadio. Nulla di fatto. La Lazio si riprende e con l'insolito Lazzari passa in vantaggio. Si susseguono svariate palle gol per i biancocelesti ma la palla non entra. Più per demeriti che per prodigi di Consigli. Fischio dell'ei fu giacchetta nera e the caldo, visto il clima non da Aprile romano;

- Si riapre il sipario e la Lazio continua nel predominio territoriale e di palla. I neroverdi emiliani paiono completamente spaesati. Grandina. Con la stessa intensità arrivano quasi gol, come li avrebbe definiti il buon Carosi. D'un tratto Luis Alberto e Savic incartano il due a zero su calcio piazzato. La partita si trascina con lo stesso canovaccio. Pare ormai terminata quando Acerbi crede che il campo sia 5 metri più lungo e il Sassuolo segna. Brivido finale ma triplice fischio e triplice punto;

- Savic è dominante. Luis Alberto si danna e spera che Savic non abbia toccato il pallone. Immobile appannato. Strakosha attento. Lazzari motorino instancabile. Leiva metronomo. Zaccagni imprescindibile. Sarri rivede la sua Lazio. Il derby solo un'amara parentesi;

- Scamacca, Frattesi e Raspadori decisamente sotto tono. Troppi errori in fase di possesso. Pagano un appannamento mentale più che fisico. L'assenza di Berardi pesa. Dionisi non snatura la sua squadra che gioca ma non può far nulla contro un avversario decisamente in palla.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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