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3 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post sorteggio dei gironi dei Mondiali 2022


La vita va avanti nonostante l'Italia non si sia qualificata nuovamente alla prossima Coppa del Mondo, e se il mondiale scandisce ogni quattro anni i ritmi della nostra vita, eccoci puntuali a commentare il classico appuntamento della composizione dei gironi.


- Ci abbiamo sperato fino all'ultimo nella magia del pesce d'Aprile, ma purtroppo è tutto vero: il nome dell'Italia non è uscito da quelle beffarde urne, che hanno sancito il destino delle 32 partecipanti alla prossima edizione della Coppa del Mondo. Un'edizione strana, tanto attesa e tanto contestata (a giusta ragione), al punto da invocarne il boicottaggio. Essere fuori dalla festa ancora una volta però fa male, inutile girarci intorno o provare a nascondercelo, e il mio compito - quello di far salire l'acquolina in bocca in vista del prossimo novembre - è estremamente gravoso;

- Meccanismo classico che non lascia spazio a sorprese: prima fascia composta dal Paese ospitante insieme alle migliori sette nel ranking FIFA (fra cui l'Italia, se solo si fosse qualificata... ok basta, ora la smetto), e via via tutte le altre con limitazioni di carattere "geografico" a indirizzare la composizione dei raggruppamenti: non possono essere sorteggiate nello stesso gruppo due selezioni appartenenti alla stessa confederazione, fatta eccezione per le squadre europee che potranno essere al massimo due in ogni girone. Vittima illustre di questo sistema è la Germania, probabilmente la selezione più forte fra quelle in seconda fascia, che pesca subito la Spagna, in una sfida accesissima fra due delle squadre più attese in Qatar;

- A proposito di Qatar, è doveroso parlare della selezione di casa, che ovviamente punta a far bella figura: per arrivare pronta a questo mondiale, oltre a una lunga serie di amichevoli con selezioni europee, la federazione qatariota ha applicato un'importante politica di naturalizzazioni che hanno portato la selezione del golfo a una rapida crescita, certificata dal trionfo nell'ultima Coppa d'Asia. Come vuole la tradizione, l'urna è stata particolarmente benevola con i padroni di casa, estraendo Paesi Bassi, Senegal ed Ecuador come avversari: un raggruppamento di certo non facile, ma neppure impossibile, nel quale i qatarioti possono provare a dire la loro e, con un po' di fortuna, uscirne qualificati agli ottavi di finale;

- Per la serie amarcord, l'urna di Doha si è divertita a proporre diversi deja-vu: ai gironi ci saranno almeno quattro replay di partite già svoltesi in Russia. Sto parlando ovviamente del trio Brasile-Svizzera-Serbia, che componevano il gruppo E in Russia e si ritrovano tutte insieme appassionatamente nel gruppo G, e di Francia-Danimarca, ancora insieme oggi nel gruppo D come quattro anni fa, in attesa che una fra Australia e Peru, salvo un exploit da parte degli Emirati Arabi Uniti che avrebbe davvero del clamoroso, possa unirsi alla rimpatriata dell'ex gruppo C russo. Il più interessante fra i replay però sarà quello proposto dal gruppo H, dove il Portogallo potrà vendicarsi dell'Uruguay, suo giustiziere nel 2018. E noi goderci quello che sarà l'ultimo incrocio fra tre attaccanti come Cristiano Ronaldo, Suarez e Cavani, che hanno segnato in maniera indelebile l'ultimo decennio di grande calcio;

- Che dire infine, dopo tante chiacchiere e curiosità? A parere di chi scrive non c'è un vero e proprio girone di ferro (poteva esserlo il gruppo E, ma a Spagna e Germania sono state aggiunte Giappone e la vincente del play-off tra Costa Rica e Nuova Zelanda che, almeno sulla carta, non dovrebbero rappresentare uno spauracchio per le due big); tuttavia ci sono diversi gironi interessanti: nel gruppo B occhio al possibile derby britannico fra Inghilterra e una fra Galles e Scozia (Ucraina permettendo, con tutti i "se" che ne conseguono), con gli interessantissimi USA di Pulisic a dire prepotentemente la loro; nel gruppo C probabilmente sarà bagarre fra Polonia e Messico per un posto al sole alle spalle dell'Argentina. Occhio al gruppo F dove, oltre a sfidarsi due dei migliori centrocampisti del mondo che rispondono ai nomi di Kevin De Bruyne e Luka Modric, sarà interessantissimo seguire due progetti promettenti e orientati sui giovani come quelli portati avanti dal Marocco e dal Canada, al ritorno in una fase finale di Coppa del mondo dopo 36 lunghissimi anni di assenza.
Salito un po' d'hype vero? No? Vabbè, ci ho provato....

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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