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, 27 Marzo 2022

Cinque cose da seguire nella Formula 1 2022


Pronti per il Gp di Arabia Saudita?

1- Le prove del venerdì

Mai come nella Formula 1 2022 le macchine saranno ininterrottamente composte e ricomposte alla ricerca della soluzione. perfetta Nonostante il limite del budget cup e i motori congelati fino al 2025 sono tante le modifiche possibili sulle componenti tecniche (pensiamo alle ali, alle pance o al fondo); con i test ormai da anni limitatissimi su pista, il venerdì verrà spesso utilizzato come un vero e proprio collaudo dei ritocchi tecnici. Se si vuole scoprire in che direzione andrà la stagione, seguire le prove libere del venerdì non è mai stato imprescindibile per un appassionato quanto quest'anno.

2- George Russell

Il tirocinio di Russell in Williams è finalmente finito. Dopo tre anni passati, in maniera un po' ingenerosa, a lamentarsi continuamente di essere sì in fondo, ma pur sempre tra i venti piloti più fortunati del mondo, Russell è alla guida della macchina che sognava tutte le notti, anche se proprio nella stagione in cui il progetto tecnico sembra più in difficoltà. Aver ripetutamente battuto Latifi non è un cv sufficiente per giustificare l'hype enorme sulle spalle di questo ragazzo che al primo weekend in Bahrein ha preso una sostanziosa e prevedibile paga da Sir Lewis Hamilton. C'è però tutto il tempo per capire a quale dei due generi umani che si avvicinano a Lewis appartiene George. Russell sarà un Rosberg o un Bottas? Vedremo.

3- La Alpine

Negli scorsi mesi sui social Alonso e la Alpine hanno molto scherzato sul “plan”, ovvero il piano di tornare in Formula 1 con una macchina mediamente competitiva nel 2021, per poi aspettare il cambio regolamentare del 2022 e tornare ai vertici del motorsport. Il 2022 alla fine è arrivato e il “plan” si è immediatamente trasformato nel “pain”, ovvero nel dolore nel vedere Alonso ancora imbottigliato a centro gruppo con una macchina prestazionalmente identitica rispetto al 2021, come se nel frattempo non si fosse verificato alcun epocale cambio regolamentare. Un disastro per un produttore dall'enorme potenza di fuoco economica ma costretto ad arrancare da ormai quasi due decenni contro scuderie infinitamente più piccole quali McLaren o Alpha Tauri. L'opportunità sembra sprecata e i limiti allo sviluppo presenti nel regolamento portano più pessimismo che ottimismo, ma i tentativi per crescere dovranno inevitabilmente essere incessanti.

4- Le nuove regole della sprint race

Senza girarci troppo intorno, le sprint race sembravano davvero una pessima idea. Perchè allungare una gara di venti giri, senza punti in palio, senza necessità per i piloti di prendere rischi? Invece per un motivo o per l'altro i weekend del 2021 con le sprint race hanno regalato alcune delle gare più eccitanti della stagione, tra i pasticci di Silverstone e Monza, e il capolavoro indimenticabile di Hamilton a Interlagos. Nel 2022 rivedremo di nuovo le sprint race in tre gran premi (Imola, Spielberg e di nuovo Brasile), con qualche interessante e positivo aggiustamento. La pole position ai fini statistici rimane quella del venerdì (la classica qualifica) e la sprint race del sabato serve solo per determinare la griglia della domenica, con punti assegnati non solo ai primi tre come lo scorso anno, ma ai primi otto con conseguente bagarre estesa a praticamente metà griglia. Ci piace.

5- Charles Leclerc

Fin qui si è rimasti un po' sul vago, ma non possiamo ignorare che nel primo weekend la Ferrari ha all'incirca spazzato via tutta la concorrenza, con una supremazia che non si vedeva da almeno un decennio. Leclerc in questo 2022 è chiamato a dimostrare tutto il suo talento, senza margine di errore. La macchina che aspettava è arrivata. Se è vero che vale Verstappen, questo è l'anno per dimostrarlo, senza le ansie e gli inutili azzardi della passata stagione, tali da costargli il quinto posto finale a danno del solido Sainz, pilota non dotato dei picchi di Charles ma neppure dei suoi bassi, un pericoloso rivale per il monegasco. L'antipasto in Bahrein ci ha fatto vedere un Leclerc intelligente, sereno, pieno di fiducia nei propri mezzi e nei mezzi della macchina e perfettamente in grado di incanalre al meglio il suo talento indiscutibile. Lo vogliamo vedere così per altre 22 gare.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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