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Considerazioni sparse post GP Bahrein


Una giornata di festa rossa. La Ferrari è tornata.


- La Formula 1 è uno sport di piloti e questa meravigliosa domenica rossa rimarrà come la domenica di Charles Leclerc. Eppure mai come questa volta la vittoria e il trionfo sembrano appartenere a tutto un universo, a tutto un gruppo di lavoro appassionato, sintetizzato dal sorriso sul podio di Mattia Binotto. La Ferrari coglie finalmente i frutti di anni di lavoro sotterraneo, duro e costante, anni di investimenti enormi e di bocconi amari da ingoiare in silenzio. È stato un percorso lunghissimo e lunghissima è ancora la strada da fare. Questa giornata memorabile peró merita di essere goduta a pieno dai ragazzi di Maranello e merita di essere considerata il punto di arrivo di un viaggio durissimo. Da domani bisogna lavorare per rendere queste giornate ordinarie e non straordinarie;

- La Rossa sbanca il Bahrein mostrandosi globalmente nettamente la vettura più completa tra le dieci in griglia. Solo il talento smisurato di Verstappen ha insidiato il dominio rosso. Leclerc ha dominato tutta la gara, ha saputo gestire quando c’era da gestire e ha saputo attaccare quando c’era da attaccare. Perfetto. Sono stati due anni durissimi per Charles, addirittura finito dietro Sainz lo scorso Mondiale. Anni di azzardi inutili, di errori banali e di profonda frustrazione, mostrando spesso una foga eccessiva che ha fatto chiedere a molti se sarebbe stato davvero pronto a diventare un vincente una volta al volante di una macchina veloce. La strada è lunga, ma oggi Charles lo ha dimostrato. Gara da 30 e lode;

- Meno entusiasmante la gara di Carlos Sainz. Quasi mai lo scorso anno si è trovato così lontano da Leclerc. Prima della safety car finale per il problema tecnico di Gasly, Sainz veleggiava a circa venti secondi di distanza dal monegasco. Troppi. Carlos lo sa e in maniera molto intelligente a fine gara ha mostrato più delusione che eccitazione per un buon secondo posto finale, il migliore della sua carriera in fondo. Sainz ha una macchina da Mondiale per la prima volta nella sua carriera, come Leclerc. Se vuole evitare di rischiare di diventare il suo Barrichello, ha bisogno di grandi prestazioni nei prossimi weekend per mantenere subito aperte le gerarchie, chiarissime in Bahrein;

- La Mercedes non avrebbe mai detto di chiudere il primo weekend dell’anno con 27 punti in classifica costruttori in più della Red Bull. Le frecce d’argento sono arrivate nel deserto mostrando un enorme ritardo prestazionale dalle prime due della classe. Prima del caos finale Hamilton viaggiava quinto a circa quaranta secondi da Leclerc, qualcosa di assolutamente inimmaginabile fino a tre mesi fa. L’harakiri finale della Red Bull porta a sorpresa Re Lewis di nuovo sul podio (che tanto per far capire l’aria ha ovviamente bastonato il pompatissimo Russell al debutto). Disastro assoluto per Chris Horner. Due problemi di affidabilità e zero punti. Fin lì la Red Bull sembrava molto vicina alla Ferrari ma non abbastanza da starle avanti. La differenza la stava facendo il solito manico sublime di Verstappen, autore di un duello meraviglioso, seppur perdente, contro Leclerc. La sfida tra loro due a fare il vuoto rischia di essere un copione che vedremo a lungo quest’anno;

- Qualche annotazione sul resto del gruppo. La Mclaren è scomparsa, e al netto del tifo, è una brutta notizia per la Formula 1. Speriamo di rivederla in alto, anche per nobilitare il grande talento di Lando Norris. La power unit Ferrari va fortissima, lo dimostrano i grandissimi progressi di Haas (Magnussen quinto!) e Alfa Romeo, forse quarta e quinta forza in griglia attualmente. Altro sintomo di un progetto che puó guardare al futuro con entusiasmo.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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