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- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse sui convocati di Mancini per i playoff Mondiali


Scelte del CT all'insegna della continuità, ma non prive di qualche sorpresa.


- Partiamo dai portieri: un ruolo dove c'è un titolare indiscusso, Gigio Donnarumma, che al netto del periodo di forma altalenante non lascia molto spazio alla fantasia. Senza l'infortunato Meret, Mancini ha portato il solito Sirigu per fare gruppo (che in caso di qualificazione potrebbe fare spazio a Buffon?) e ha scelto come secondo e terzo Cragno e Gollini. Il primo non sta disputando la sua stagione migliore, il secondo fa panchina al Tottenham: forse prematuro, ma vista la situazione perché non portarsi dietro la sorpresa Falcone e fargli respirare un po' d'aria di nazionale?;

- Quello che una volta era il reparto principe della nazionale italiana è oggi, paradossalmente, quello che desta più dubbi. La difesa azzurra, infatti, non può contare su un buon stato di forma dei suoi uomini più rappresentativi, Chiellini e Bonucci, motivo per cui il CT potrebbe doversi affidare a Bastoni e Acerbi: due buonissimi giocatori, che però non garantiscono la personalità internazionale dei centrali bianconeri. Se tra i terzini non stupisce nemmeno troppo l'assenza di Calabria, che già pareva invisibile lo scorso anno quando disputò la sua migliore stagione, non si capisce molto la scelta di tirare fuori dalla naftalina Biraghi e non ci sarebbe da stupirsi se alla fine i titolari saranno Di Lorenzo e Florenzi, che in rossonero si è ben comportato anche sulla fascia sinistra;

- Il centrocampo resta, per fortuna, il ruolo dove Mancini può pescare tra i giocatori di maggiore qualità. La buona notizia è la presenza di Verratti, troppe volte assente per infortunio e cuore pulsante del gioco della nazionale insieme al vituperato Jorginho, che dopo i due pesanti rigori falliti dovrà ricordare a tutti perché è stato in lizza per il pallone d'oro. Il resto dei nomi sono tutti di buon livello: dai due "milanesi" Tonali e Barella, fino a Pellegrini, feticcio di Mourinho e il redivivo Sensi, che alla Sampdoria sta trovando continuità. L'imbarazzo della scelta, insomma, è l'unico lato "negativo" imputabile a questo reparto;

- In attacco, alla fine, non ci sarà Balotelli: una convocazione che sarebbe stata dettata più dai giornali, che dalle reali necessità, e che alla fine non è arrivata. Al suo posto c'è Joao Pedro, all'esordio, che arriva paradossalmente in uno dei momenti peggiori della sua esperienza italiana, al contrario del trio nero-verde formato da Raspadori, Scamacca e Berardi, con quest'ultimo che pare impossibile da non considerare titolare. Al suo fianco ci si aspetta di vedere Immobile e Insigne, ma tra i dieci uomini offensivi si rivede anche Belotti e non si può dimenticare che la prima alternativa è in passato sempre stata lui;

- Nel complesso, c'è poco da contestare nelle scelte del CT, che ha convocato 33 giocatori affidandosi per la maggior parte all'usato sicuro, ma ritagliandosi lo spazio per qualche novità, il cui peso specifico è ancora tutto da definire. Una scelta comprensibile, sia per la riconoscenza di chi ha portato a Mancini la gioia dell'Europeo, sia perché in un playoff di due partite secche non si può pensare d'improvvisare nulla e, alla fine, le scelte verranno fatte più che altro in base alla forma dei calciatori. L'imperativo sarà vincere e convincere, nei tempi regolamentari, contro la Macedonia per arrivare al massimo della condizione psico-fisica alla finale, dove presumibilmente ci aspetterà il Portogallo di sua maestà Cristiano Ronaldo.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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