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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Napoli-Udinese (2-1)


Il Napoli affianca Mertens ad Osimhen e fa sua una partita molto difficile contro un'ottima Udinese.


- Spalletti prova a rigiocarsi le stesse carte vincenti di Verona, aspettandosi un'Udinese maggiormente guardinga e più bassa nei pressi della propria area di rigore. Cioffi invece sorprende il più esperto collega proponendo una squadra che, per un tempo e anche qualcosa in più, gioca un calcio propositivo e lo fa molto bene, sfondando sugli esterni con Molina e Udogie, costringendo spesso gli avversari all'errore;

- Fortunatamente (ma non per caso) il Napoli ha una rosa tale da permettergli di cambiare approccio alla gara anche in corso d'opera con una certa semplicità, per cui nella seconda frazione Spalletti si gioca la carta della qualità, rinunciando a uno spento Fabian Ruiz per un ispiratissimo Dries Mertens. L'ingresso del belga ha nei fatti cambiato la partita, rendendo quasi incolmabile il gap fra le due contendenti;

- Spesso, nelle analisi delle ultime gare del Napoli, ci siamo soffermati sulla solitudine in cui versava Osimhen in campo, contribuendo alla frustrazione e alle difficoltà realizzative del nigeriano, domandandoci come avrebbe giocato con un'altra punta vera al suo fianco. Le risposte emerse oggi sono confortanti per i partenopei: i due attaccanti funzionano bene, si intendono alla perfezione e si cercano costantemente. Che possa rappresentare la soluzione per l'assalto finale?;

- Detto di Mertens e di Osimhen, alla seconda doppietta decisiva in una settimana, buone le prove anche di Politano, al quale il ritorno in nazionale ha fatto bene dal punto di vista mentale, e in mezzo la coppia Anguissa Lobotka ha dato prova ancora una volta di poter dominare in mezzo al campo in qualsiasi condizione. Rivedibili Mario Rui e Fabian, correi in occasione del gol del vantaggio. Fra i bianconeri impressionanti Molina e Udogie, che specialmente nel primo tempo hanno arato con continuità la fascia. Gran giocata di Pereyra in occasione del gol di Deulofeu;

- Una partita importantissima che il Napoli porta a casa: una prova di maturità e personalità che serviva agli azzurri, autori oggi di una delle pochissime rimonte di questa stagione. Gli azzurri sono lì, in attesa che le altre battano un colpo.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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