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2 min

- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Cagliari-Milan (0-1)


Troppi errori davanti, ma ci pensa Bennacer a sbrogliare la matassa rossoblù.


- Nella prima ora di gioco fa tutto, letteralmente, Theo Hernandez. É lui a dare il via alle azioni che avrebbero potuto portare i rossoneri in vantaggio, sciupate malamente da Giroud, prima e Diaz, poi. É sempre lui, nel finale della prima frazione, a provarci da solo con una conclusione dalla distanza che non trova la porta, mentre ad inizio ripresa è Cragno a negargli una meritatissima rete. Nel mezzo, tanti errori dei suoi compagni di squadra, poca qualità in fase offensiva e molta legna fatta dal Cagliari per tenere in equilibrio il risultato, con qualche timida sortita in avanti;

- La squadra di Mazzarri è ben messa in campo e questo è tutto il merito di un allenatore che, quando si tratta di cavare il sangue dalle rape, resta ancora uno dei più affidabili del nostro campionato. La rosa del Cagliari, nel complesso e con poche eccezioni, è di scarsissimo livello, ma gioca con personalità e convinzione, compensando almeno parzialmente i propri limiti. Limiti che si vedono soprattutto nella parte centrale del campo, dove soffre tremendamente nonostante la superiorità numerica;

- In una serata che non sembrava delle più fortunate, a togliere le castagne dal fuoco a Pioli è stato Ismael Bennacer. Il motorino del centrocampo rossonero ci ha messo parecchio tempo per tornare in forma, dopo una serie d'infortuni che ne avevano condizionato la stagione precedente e il Covid estivo che ne aveva ritardato la crescita, ma ora pare tornato quello di un tempo. Con lui e Tonali, che questa sera ha rifiatato in panchina, i tifosi rossoneri possono dormire sonni tranquilli e non pensare troppo all'addio di Kessie;

- Bellanova, giocatore nato e cresciuto (fin da piccolissimo) proprio nelle giovanili rossonere, è una delle eccezioni positive di cui si parlava prima riguardo il Cagliari. Arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Bordeaux, l'esterno sta disputando la sua prima stagione da titolare in Serie A, palesando una grande crescita e mettendo in mostra le doti che gli hanno permesso di far parte di tutte le rappresentative azzurre fino all'Under-21. Abile in fase difensiva, ha contenuto senza problemi Leao e più volte ha provato ad affacciarsi nella metà campo avversaria, sfruttando la sua velocità. L'età è dalla sua e non ci stupiremmo di vederlo approdare in futuro in qualche realtà dalle ambizioni più elevate;

- Le tre vittorie consecutive per uno a zero potrebbero far pensare ad un Milan super-concreto, ma questa sera non è andata proprio così: le troppe occasioni mancate avrebbero potuto trasformare una vittoria meritata (perché di tale si tratta) in un pareggio pieno di rimpianti, se per una volta la fortuna non avesse girato dalla parte dei rossoneri facendo spegnere sulla traversa il colpo di testa di Pavoletti. Bene quindi risultato e difesa, ma per mantenere il primo posto in una lotta scudetto serrata come non si ricordava da anni, sarà necessario avere più "killer instinct" anche in zona-goal.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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