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3 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Juventus-Villarreal (0-3)


La Juve riesce ad uscire dalla Champions in modi sempre più spettacolari.


-In quanti modi si puó uscire dalla Champions? La Juve sembra conoscerli tutti e ogni anno riesce a trovare il più spettacolare, il più doloroso, il più umiliante. Stasera contro un Villarreal perfido ai limiti del sadismo la Juve esplode all’improvviso, proseguendo la sua walk of shame nei bassifondi dell’Europa che conta. Ajax, Lione, Porto, Villarreal, un piccolo bignami in grado di ricordarci quanto è misero il nostro campionato;

-“Innanzitutto dobbiamo fare una buona prestazione così al di là del risultato il pubblico ci applaudirà”. In conferenza pre match Allegri ha provato a stemperare e a prendere in giro i suoi detrattori, utilizzando parole che ora suonano peró funeste. La Juve strappa effettivamente sinceri applausi per un tempo, giocando al massimo delle proprie (limitate) potenzialità offensive. Accetta con finta passività il calcio camminato del Villarreal, ma riesce poi a gestire con grandissima attenzione le situazioni di possesso in attacco, creando almeno quattro occasioni pulite per sbloccare il match. Il gol peró non arriva, tra sfortuna ed errori tecnici. La Juve rimane allora negli spogliatoi;

-Probabilmente la partita nella testa di Max prevedeva un primo tempo di attacco e una ripresa di gestione. Il mancato vantaggio a fine primo parziale ha rotto lo spartito bianconero. Non era previsto un piano b. La Juventus si è a poco a poco adagiata sulla ninna nanna del Villarreal, smettendo completamente di giocare a calcio. Il demonico Emery ha incartato Allegri nella sua ragnatela, giocando una partita più allegriana di Allegri stesso. Mentre la paura sembrava sovrana, il Villarreal preparava in realtá sornione l’assalto finale. La carta dell’ingresso di Moreno (che attaccante sensazionale) sposta definitivamente gli equilibri tecnici della partita, ben più di quanto non faccia l’ingresso di Dybala. Il Villarreal trova l’episodio atteso, la Juve si paralizza e negli ultimi dieci minuti offre uno spettacolo che nessun tifoso bianconero avrebbe francamente meritato di vedere;

-Nella presentazione della partita su Prime Video (a proposito, che bruttezza, perchè dobbiamo sopportare di vedere partite in bassa qualità video nel 2022?), Piccinini ha parlato di “gap tecnico” in favore della Juventus. È una valutazione sbagliata e fatta erroneamente propria da molti media italiani, figlia della presunzione di far parte di un campionato di alto livello. Non è così. Il livello dei due undici scesi in campo stasera era più o meno alla pari. Checchè ne dica Transfermarkt, Rabiot, Locatelli, Morata, De Sciglio o Arthur non sono giocatori superiori a Lo Celso, Parejo, Capoue, Estupinan o Danjuma, per tacere dell’evidente mismatch a livello di qualità complessiva dei centrali, pagato dalla follia di Rugani, un bravissimo ragazzo che dovrebbe peró guardare certe partite solo dal divano, e non lo sappiamo certo da stasera;

-Tuttavia, non esistono giustificazioni per il secondo tempo juventino, triste e abulico come non se ne vedevano da tempo, decisamente non adeguato al livello della competizione. Delle ultime quattro tragiche eliminazioni europee bianconere questa è in fondo la più netta e meritata. Sono chiare anche le colpe di Allegri, tardivo nelle sostituzioni e gravemente inerme davanti alla paralisi della sua squadra. La Juve continua allora il suo incubo infinito europeo, dove niente funziona e tutti gli episodi le voltano le spalle. Dietro l’eliminazione, la solita beffa di perdere contro una squadra non big, senza chanche alcuna di vincere la competizione. Mai come quest’anno avrebbe paradossalmente fatto bene alla Juventus incontrare subito una big per togliere il dente e liberarsi dalle ansie di quattro eliminazioni uscite da una fotocopiatrice maligna, con i stessi giocatori sempre in campo a vedere i soliti fantasmi. Nessuno chiedeva a questa squadra di vincere questa coppa e nessuno in fondo poteva nemmeno obbligatoriamente pretendere di eliminare a tutti i costi la squadra vincitrice dell’ultima Europa League. La proporzione della caduta è peró così gigantesca da non poter non lasciare scorie. Un disastro.

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È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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