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, 13 Marzo 2022

Considerazioni sparse post Verona-Napoli (1-2)


Il Napoli impara la lezione e riprende la propria corsa dopo lo scivolone casalingo contro il Milan, questa volta con meno stoccate di fioretto e più colpi di sciabola.


- Spalletti alla vigilia era stato chiaro nel chiedere alla propria squadra una prova maggiormente fisica, e la squadra lo segue alla lettera: la scelta di un funzionale Anguissa al posto del poco brillante Zielinski visto nelle ultime esibizioni, ha segnato la direzione che il suo 11 avrebbe intrapreso. E infatti nel primo tempo soprattutto il Napoli ha, cosa inusuale, persino lasciato maggior possesso palla agli scaligeri, difendendosi bene contro il temibile tridente gialloblù;

- Se al centro si è badato principalmente alla sostanza, è sulle fasce che il Napoli ha sfogato le sue folate offensive: in questo senso, sontuose sono state le prestazioni di Mario Rui e Di Lorenzo, chiamati a un lavoro extra sulle fasce svolto però in maniera diligente: le loro sovrapposizioni precise e coordinate con le ali Politano e Lozano, schierate a piede invertito e perciò portate ad accentrarsi per lasciare campo libero davanti a loro, hanno fatto saltare più di una volta le rigide marcature ad uomo impostate da Tudor;

- Il Napoli ha giocato una partita intelligente e studiata nel minimo dettaglio, preparata ben conoscendo le caratteristiche del Verona, con tutti i pregi e i difetti annessi, anzi esaltando i secondi e mascherando i primi. L'emergenza di uomini non ha di certo aiutato Tudor, che non ha saputo trovare le adeguate contromosse per arginare i suoi avversari. Nel complesso però il Verona non gioca neppure male: è mancato però qualcosa davanti, proprio nel formidabile tridente Simeone-Barak-Caprari che tante gioie ha portato al Bentegodi in questa stagione. Proprio quest'ultimo è apparso il più ispirato dei suoi, con uno dei suoi pochi lampi alla base del gol che ha momentaneamente riaperto la gara;

- È stata la partita di Osimhen, alla seconda doppietta stagionale, che quando ben assistito si dimostra essere uno dei migliori attaccanti del nostro campionato (non il migliore, Tudor ha ragione, ma il tempismo svizzero con cui l'attaccante partenopeo ha risposto al tecnico avversario è piuttosto esilarante). Benissimo nel Napoli anche i già citati Anguissa, Di Lorenzo e Mario Rui, vicino a un gol eccezionale. Nel Verona gran prova di Tameze, che si disimpegna piuttosto bene in un ruolo non suo, e Faraoni, che riapre il match ma nel finale si fa prendere dal nervosismo;

- Una vittoria che fa più bene al Napoli, sotto tutti i punti di vista, che male al Verona, ormai ben lontano dalla lotta salvezza: certo il sogno di una qualificazione europea, pur se nella poco nobile Conference League, si fa ora impossibile, ma crediamo che i tifosi scaligeri se ne faranno facilmente una ragione. Gli azzurri invece tornano alle pendici del Vesuvio dopo aver fatto il pieno di autostima e con tre punti che tengono a debita distanza le concorrenti per il posto Champions.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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