, , 10 Marzo 2022

Il pagellone di Real Madrid-PSG (3-1)


Benzema e Modric esseri superiori, Ancelotti azzecca tutti i cambi. Nel PSG il tridente domina per 50 minuti, ma poi si spegne la luce. Salvate il soldato Verratti.


REAL MADRID

Courtois 5,5: sul gol di Mbappé non è esente da colpe, posizionandosi forse in modo errato;

Carvajal 5,5: bullizzato da Mbappé come fosse un terzino alle prime armi.. Quel cambio tanto criticato all’andata, stasera dà ragione ad Ancelotti. (dal 66’ Vasquez 6,5: si prende la sua rivincita dopo le critiche dell’andata. La sua spinta è decisiva per ribaltare il risultato);

Militao 5,5: quasi sempre in difficoltà contro un indemoniato Mbappé e nervoso su Neymar. Poi anche per lui cambia tutto. Ma non era un bidone due anni fa (Piccinini docet) e non sarà un campione adesso;

Alaba 6: fa quel che può con quei tre davanti, impossibile contenere Mbappé questa sera. L’ultima mezz’ora poi cambia tutti i giudizi;

Nacho 5,5: affidarsi a lui quando si è in difficoltà potrebbe essere un mantra, sa cosa vuol dire giocare in uno stadio così. Però arranca e soffre per tutto il match;

Valverde 6: lavoro oscuro, non come Casemiro, ma prezioso. Il centrocampo del PSG è stato comunque superiore. In termini di palleggio conoscenza reciproca ancora non è al livello dei titolarissimi;

Kroos 6: non è al meglio e si vede. Detta i ritmi per come può, ma forse stasera in mezzo al campo serviva un uomo più dinamico e meno palleggiatore. (dal 57’ Camavinga 6,5: cambia tutto posizionandosi in mediana. Grande gamba, appoggio alla manovra. Che bel giocatore);

Modric 7,5: la vera mossa tattica del match è il suo spostamento sulla trequarti offensiva. La fuga sulla seconda rete fa venire brividi e comprendere perché sia stato un vincente a così alti livelli per tutti questi anni. La sua è una di quelle prove che definire commovente è riduttivo;

Asensio 5: il peggiore dei suoi, non è mai pericoloso e non contiene neanche Nuno Mendes. Ancelotti se ne accorge e dopo la sua uscita cambia il match. (dal 57’ Rodrygo 6,5: impatto molto positivo sulla partita, costringe la difesa del PSG a stare più bassa. Può crescere molto);

Benzema 9: se Lewandowski ieri sera aveva chiamato, lui stasera ha risposto. La sua prestazione assume i contorni dell’irreale: una tripletta da sogno, in cui ha segnato in tutti i modi in cui è capace. Si è caricato la squadra in spalla e si è preso la scena (pure zoppicando) in un Bernabeu tornato a far paura;

Vinicius 7,5: nel primo tempo ingabbiato, non trova la giocata. Poi si accende e scalda la nottata madrilena, facendo lui il Mbappé, quando quello parigino quasi scompare dalla partita. E’ lui il vero fattore, facendo girare la testa ad Hakimi e mettendo lo zampino su tutti e tre le reti. Dimostra che a questi livelli, se vuole, può starci quanto vuole, soprattutto in mano ad Ancelotti;

All. Ancelotti 7: Carletto imposta anche bene il match, parte forte con un pressing asfissiante. La differenza sembrava stare tutta nei tridenti: quello francese a mille, il suo incapace di rendersi pericoloso. Poi fa valere la sua moneta: cambia tutto con Camavinga e Rodrygo dentro, azzeccando ogni scelta. E permettendosi il lusso di riproporre Vazquez terzino. Ha il tocco magico, come nelle notti di un tempo.

PSG

Donnarumma 4,5: non dà segni di cedimento fino alla castroneria che rimette in carreggiata il Real. Dispiace sia così tanto colpevole, ma forse l’errore sul primo gol spiega perché ancora non è il titolare fisso della compagine parigina. Nel primo tempo compie un intervento non banale, ma quando un portiere sbaglia come ha fatto lui stasera si nota più del dovuto.

Hakimi 5: non è un fattore davanti e soffre la velocità di Vinicius. E’ anche triste vederlo giocare così basso. (dall’88’ Draxler sv);

Marquinhos 4,5: sbaglia in due reti su tre, nonostante fino a quel momento fosse stato overconfident, anche con un tacco nella propria area di rigore. Non riesce a tenere in piedi la baracca;

Kimpembe 5: non regge alla tempesta perfetta, alla prova dei fatti. E se il centravanti della squadra avversaria fa una tripletta davanti ai tuoi occhi, non puoi non avere colpe, anche se si tratta di Benzema;

Nuno Mendes 6: può essere veramente il prossimo wannabe in quel ruolo, considerando che è poco più di un teenager. Una grande gamba e una notevole capacità di fare sempre la scelta giusta. Complice l’ingresso di Rodrygo va abbastanza in difficoltà, ma il futuro è dalla sua;

Verratti 7: preghiamo Dio che ce lo conservi integro per gli spareggi di marzo con l’Italia. Vederlo dominare in entrambe le fasi, sbagliando forse il primo passaggio a inizio ripresa, è una roba da stropicciarsi gli occhi. E’ forse l’ultimo dei colpevoli per la disfatta di questa sera;

Paredes 6: è un grande spalla per Verratti nel palleggio, ma con la sua consueta garra prende un giallo ingenuo dopo pochi minuti. Quando però serviva tirare qualche calcione in più e portare a casa il risultato, manca anche lui (dal 69’ Gueye sv);

Danilo 5: è evidentemente un oggetto estraneo, ma i suoi polmoni sono ciò che servono per mantenere un tridente del genere. Cala anche lui alla distanza. (dall’81’ Di Maria sv);

Messi 5,5: fa specie vederlo così lontano dalla porta, a volte più vicino alla sua area che a quella avversaria. Può fare anche questo. Quando si accende sulla trequarti come nel primo tempo fa ancora tutta la differenza del mondo. E’ però un’anima estranea a questa squadra, ma stasera è insofferente nel momento del bisogno. Difficile dare una valutazione quando scocca la mezzanotte in un attimo si trasforma da Cenerentola a zucca, ma non era stato tra i peggiori fino alla tempesta perfetta madrilena;

Neymar 6: se ci fosse da valutare la sua prova fino al 60’ sarebbe da ampia sufficienza. Il pallone da calcio bailado che propone a Mbappé sull’1-0 è da lacrime agli occhi. Poi decide di scomparire anche lui, nonostante le premesse fino a quel punto fossero state buone. La verità è che un campione come il brasiliano avrebbe dovuto dare un segnale di vita, ma la musica a Parigi da anni è sempre la solita;

Mbappé 7,5: la scelta degli sceicchi di rifiutare tutti i soldi per lui in estate proprio dal Real Madrid sembrava essere stata la decisione più giusta del mondo. Con gli altri due là davanti fa il bello e il cattivo tempo, è la vera star. Poi tutto si spegne. Lui non si discute, ma il vero passo da fare adesso è decidere di prendersi in mano una squadra quando questa è in difficoltà. O forse andare direttamente in una squadra che abbia nel dna la vittoria, non in questo Psg che nei momenti decisivi si squaglia come neve al sole;

All.Pochettino 4: verrebbe da dire che con tutta quella tecnica messa in campo, il passaggio del turno doveva essere quasi cosa scontata. Poi però si scende in campo e c’è da resistere al ruggito del Bernabeu che fa sempre paura. I suoi giocano una partita seria per la prima ora, disinnescando tutte le armi dei Blancos e facendo quello che sanno fare meglio: inventare. Poi manca quello che deve mancare tutti gli anni: il passo in avanti, il salto nel vuoto, la volontà di scagliare la palla in tribuna se e quando serve, e non piacersi e basta. E di questo lui è il vero responsabile. Incapace di prendere le contromisure giuste quando la squadra sembrava ormai rilassata e sicura. Ma se danni subentra questa fragilità mentale al primo errore in un match quasi perfetto, ci saranno anche altre motivazioni più profonde?

  • Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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