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3 min

- di Damiano Primativo

Considerazioni sparse post Atalanta-Bayer Leverkusen (3-2)


Atalanta e Leverkusen sono due squadre hipster che hanno dato vita ad una partita fresca e divertente.


- Come immaginavamo Atalanta-Leverkusen alla vigilia? Una partita frenetica, che solo a guardarla avrebbe messo la tachicardia, tra due squadre che fanno del calcio aggressivo e intenso il proprio manifesto. Due squadre che provengono da contesti socio-economici anche simili: da una provincia industriale come quelle dipinte da Mario Sironi, luoghi di cui Atalanta e Leverkusen sembrano la perfetta proiezione per il loro stile di gioco meccanico ed eseguito a ritmi martellanti;

- E infatti la partita è veloce e frizzante dal primo minuto. Il pressing dell’Atalanta riesce a mettere costantemente in difficoltà la prima costruzione del Leverkusen, che prova a uscire ordinatamente dalla difesa ma trova i propri giocatori spesso mal posizionati e troppo distanti tra loro. Gasperini ha optato per il classico 3-4-1-2 dopo alcuni esperimenti di difesa a quattro delle scorse settimane. Escluse le assenze di Zapata e Ilicic, è l’Atalanta migliore possibile: con Hateboer e Zappacosta sulle fasce, Koopmeiners dietro a Malinovskyi e Muriel. Il Leverkusen invece ha assenze importanti: nel 4-2-3-1 di Seoane mancano i due mediani titolari – Demirbay squalificato e Andrichs infortunato – sostituiti da Palacios e Aranguiz; manca anche la punta Patrick Schick (autore di 20 gol in 20 partite di Bundesliga quest’anno) sostituito da Alario.

- Rispetto al Leverkusen sporco e fatto di acciaio che ricordavamo dai tempi di Roger Schmidt (o meglio, fatto di caos e gegenpressing) il Leverkusen in questi anni è diventato una squadra più eterea e umorale, zeppa di giocatorini carini ipertecnici e giovanissimi (con 24,8 anni di media, è la 2° squadra più giovane della Bundesliga). Hanno una gestione del possesso razionale ma ambiziosa: il Leverkusen prova ad avanzare palla a terra, superando una linea di pressione alla volta, mandando molti giocatori oltre la linea della palla e cercando di aprirsi gli spazi con le combinazioni veloci dei trequartisti. Nasce così il gol del vantaggio, al 10’ minuto, segnato da Aranguiz con un tiro sul secondo palo dal limite dell’area, arrivato dopo un triangolo costruito nel centrodestra da Wirtz e Palacios. Florian Wirz ha 18 anni e già più di 80 presenze con il Leverkusen. È un regista offensivo con una sensibilità unica negli smarcamenti. La personalità con cui si muove per farsi dare il pallone, con cui conduce palla e modula il ritmo degli attacchi della squadra è da predestinato. Due minuti prima del gol, sempre Aranguiz aveva colpito un palo su punizione dai 20 metri, la prima grande occasione del match;

- L’Atalanta negli ultimi tempi è migliorata nel controllo delle partite, anche se ha perso parte della sua brillantezza offensiva e della sua imprevedibilità. La partita con la Roma di pochi giorni fa era stato il manifesto delle difficoltà dell’Atalanta nell’aprire brecce in difese chiuse, un problema ormai cronico per la Dea da quando ha perso i dribbling del Papu Gomez e di Ilicic. In questo senso il Leverkusen è una squadra opposta alla Roma, e ottima da affrontare per l’Atalanta: il suo stile sempre propositivo e naif li porta a voler coprire porzioni enormi di campo, con e senza palla, lasciando spazi inquietanti tra le linee per le transizioni dell’Atalanta. Al 23’ Malinovskyi su assist di Muriel e al 25’ Muriel su assist di Malinovskyi ribaltano il risultato. I due attaccanti non devono nemmeno inventarsi combinazioni troppo sofisticate: le maglie del Leverkusen sono così sfilacciate che il dominio tecnico del sinistro di Malinovskyi (appena premiato Giocatore di febbraio della Serie A) e la potenza dei tagli di Muriel filtrano da tutte le parti come la pioggia in un tetto fatto di paglia. Al 48’ di nuovo Muriel, sempre servito in verticale da Malinovskyi, porta il risultato sul 3-1. Il secondo tempo era cominciato da tre minuti e il Leverkusen non aveva mai varcato la linea di centrocampo;

- Al 62’ Diaby segna il gol del 3-2 che reggerà fino alla fine. Un risultato che tiene ampiamente aperta la qualificazione, e che oggettivamente sta un po’ stretto all’Atalanta. Dopo le innumerevoli percussioni sulla sinistra di Zappacosta e Muriel, contenuti sempre a fatica da Frimpong e Tah, dopo l’occasione di Muriel salvata dal portiere Hradecky con un mezzo miracolo nel secondo tempo, il risultato poteva essere molto più comodo per l’Atalanta. Non sarà facile per la Dea uscire dalla partita di ritorno con la qualificazione in tasca, contro una squadra sempre pericolosa quando arriva sulla trequarti e che può segnare in qualsiasi momento (e che è terza in Bundesliga). Dopo l’appannamento delle ultime settimane, però, la prestazione di stasera è una boccata d’aria fresca per l’Atalanta.


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Damiano Primativo (1992) è salentino e studente di Architettura. È nato il 23 dicembre come Morgan, Carla Bruni e Vicente Del Bosque.

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