
Barras bravas, Messico e morte
La violenza, in Messico, è ormai una non-notizia.
Basti solo ricordare quanto avvenne quasi un anno fa all'atto dell'arresto, da parte dell'esercito regolare, nel Sinaloa del figlio del Chapo Guzman: scene che oggi stiamo tristemente vedendo nelle città ucraine. Con l'unica eccezione che, in quel caso, era proprio l'esercito regolare ad aver perso il controllo della città a favore di quello paramilitare narcos.
Nonostante ciò, nonostante le continue sparatorie e gli atti di violenza che affliggono il paese di Emiliano Zapata, Pancho Villa, Frida Kahlo, Chavela Vargas etc, allo stadio de "La Corregidora" è andata in scena un qualcosa che noi europei eravamo abituati a vedere negli anni '80-90 e che Nick Hornby, in Fever Pitch, raccontò a proposito della tragedia di Hillsborough: "Quando siamo tornati a casa, era chiaro che questo non era stato un altro incidente calcistico che si verifica ogni pochi anni, in quel muoiono due o tre sfortunati, e che sono considerati dalle autorità competenti come uno dei rischi che generalmente comporta il nostro divertimento. Il numero dei morti aumentava di minuto in minuto: sette, venti, cinquanta e qualcosa, infine novantacinque; Con un po' di buon senso, chiunque potrebbe rendersi conto che le cose non sarebbero mai più state le stesse".

Durante Querétaro-Atlas, della Liga MX (la locale Serie A, per intenderci) la barra dei "Gallos Blancos", soprannome della squadra di casa, ha letteralmente scatenato una caccia all'uomo verso i rivali. Chi conosce il meccanismo degli scontri tra ultras sa perfettamente che queste sono spesso premeditate. Organizzate. Studiate. Ma tra ultras. Senza coinvolgimento del restante pubblico: è una sorta di codice. In questo caso, però, a differenza degli scontri che sono già accaduti nel paese centroamericano, no. Tutti contro tutti. Ha permesso anche ciò la collusione di un gruppo di sicurezza privata presente allo stadio. È stata una carneficina programmata: sono state usate armi bianche, sedie e altri oggetti molti dei quali, tecnicamente, sarebbero dovuti essere stati sequestrati all'ingresso (chi frequenta gli stadi sa come vengono anche tolti i tappi alle bottiglie d'acqua...). La partita, va ulteriormente sottolineato, era segnalata come estremamente pericolosa. Per tutto quanto accaduto, quindi, le responsabilità sono enormi e ricadono su ogni organismo che vi avrebbe dovuto vigilare.

Senza dover dare una giustificazione, questa "royal rumble" non è qualcosa che nasce dal nulla. Le sue radici affondano nel 2007 quando quel match sancì la retrocessione del Queretaro: i rojinegros del Atlas, infatti, sconfissero 2-0 i Gallos Blancos, condannandoli al campionato di promozione.
2013. I Gallos Blancos giocarono (di nuovo) per non retrocedere contro l'Atlas in una partita di stagione regolare. Finì in parità (0-0). Tuttavia il risultato diede un punto prezioso alle 'Volpi' dell'Atlante che si sono piazzate sopra i Galli. Ciò scatenò la Resistencia, la barra dei Galli, che attaccò la “Barra 51" dell'Atlas con bottiglie, lattine e sassi. Alla fine è intervenuta la polizia di Jalisco provocando danni e incendi all'esterno dello stadio.
Un dato suppletivo va, però, aggiunto ed analizzato: la resa dei conti non è avvenuta spogliando le barra avversaria di drappelli o pezze per poi farne sfoggio sui social. La Resistencia AlbiAzul ha fatto vanto dei corpi avversari. Non codice ultras ma codice narcos che usa proprio i corpi come portatori di messaggi per i propri rivali. Cosa che è avvenuta il 5 Marzo scorso.
Dopo gli eventi, il presidente della Federcalcio messicana, Yon de Luisa, ha confermato il daspo alla 'barra' dei Gallos per tre anni dallo stadio, così come per quelli avversari dell'Atlante. Stadio chiuso per un periodo di tempo uguale (3 anni). Squalifica della dirigenze e relativa interdizione per 5 anni. Si era ventilata persino l'ipotesi di esclusione dal campionato del Querétaro. Circostanza, però, ancora non verificatasi. Nelle ultime ore, 10 persone sono state arrestate a Querétaro per la loro presunta partecipazione ad atti di violenza ed è credibile che seguiranno ulteriori arresti. Il presidente della Mx League, Mikel Arriola, ha sottolineato che chiunque venga ritenuto colpevole di aver partecipato ad atti di violenza sarà bandito a vita nel calcio messicano.
In una recente intervista ad Ole, Faitelson, noto giornalista messicano, ha detto: "Las Barras hanno preso il potere a poco a poco. Hanno avuto il sostegno del club, per i biglietti e le trasferte, sono gruppi potenti. C'è di tutto: alcol in eccesso, droghe, ci sono i criminali. Sono stati scoperti nelle barras membri narcos che vi partecipano" e prosegue "Abbiamo copiato molto nel desiderio di fare festa sugli spalti. L'abbiamo tropicalizzata. Con la violenza in Messico, il traffico di droga e l'insicurezza, è normale: il calcio è un riflesso della società, oggi guardiamo ovunque per vedere quando ci toccherà". "Nella barra del Querétaro si è scoperto che c'erano membri del cartello Jalisco. È una zona del Paese completamente incendiata dai trafficanti di droga. Ci sono massacri ogni giorno e quei criminali si sono rifugiati nel calcio. Sono un cancro, sono radicati. Abbiamo leader delle barras con chiare intenzioni politiche", sottolinea. "Non sanno chi gioca, né i nomi dei giocatori. Sono spinti dall'idea di andare in guerra e picchiarsi a vicenda. È quello che faranno: trasformarli in stadi di guerra". E chiude con un dato emblematico: "Abbiamo la violenza nelle strade: negli ultimi giorni ci sono stati più morti per traffico di droga in Messico che in Ucraina per la guerra".
Queste due barras, però, erano già ampiamente note e non solo per l'idemoniato tifo che scatenano. Si è forse sottovalutato l'impatto di quell'odio che covava oppure non si è ancora capito il "salto di qualità" che le barras hanno avuto?
Resistencia AlbiAzul - Gallos Blancos - Querétaro
Il gruppo era già considerato uno dei più violenti del calcio messicano. Lo stadio Corregidora è uno dei più ostili del calcio messicano per i visitatori. Dislocati all'estremità settentrionale dello stadio, ne fanno parte circa 3.000 persone. Le loro principali rivalità sono con San Luis, Puebla e ora, con Atlas. Non sono, però, gli unici ad essere ostili. È noto, infatti, che anche dalle zone "neutre" e dai box vengano spesso letteralmente assaltati i tifosi avversari.

Alcuni precedenti noti.
2017 Le squadre sono scese in campo con una maglia per combattere la violenza negli stadi, tuttavia i tifosi dei Gallos Blancos sono tornati a finire a fine partita su Bernardo Quintana Avenue, dove cinque della Barra di Queretaro picchiano (e lascia privo di sensi) un seguace degli UNAM Pumas.
2019 Nella giornata 14 dell'Apertura 2019, i Gallos erano in vatanggio per 2-0 sull'Atletico de San Luis all'Alfonso Lastras, quando l'arbitro ha dovuto sospendere il match dopo gli scontri avvenuti in tribuna, con bastoni, sassi e bottiglie, costringendo i tifosi avversari a rifugiarsi in campo.
Il leader è Amilcar Rafael, una persona che è nell'occhio del ciclone già da tempo per il modo in cui gestisce la barra. Poco più di due anni fa, infatti, l'Atlético de San Luis ha affrontato Querétaro sul campo dello Stadio Alfonso Lastras e sugli spalti dello stadio è scoppiata una rissa, in cui Amílcar Rafael è stato identificato tra gli aggressori. E' altresì noto che lo stesso Rafael ha ricevuto un sostegno finanziario dalla squadra del Querétaro, come risultante dai registri finanziari, pari a 15mila pesos.

Rafael, inotre, è stato anche accusato di avere stretti legami con la società di sicurezza che opera nello stadio "La Corregidora" e, secondo diverse fonti, è stato grazie a questo rapporto che è stato in grado di controllare i filtri di sicurezza in modo che fossero più rigorosi con gli animatori dello stadio Atlas, mentre con i tifosi locali erano più permissivi e per questo si potevano vedere coltelli, tubi e ogni tipo di oggetto che serviva come armi nelle risse.
Per capire il soggetto, si pensi che non si sa esattamente cosa faccia fuori dagli stadi, tuttavia, varie testimonianze assicurano che sia incaricato di riscuotere e gestire le quote dei membri de "La Resistencia" in modo che, oltre a pagare le spese de la barra, puoi coprire le tue spese personali.
Un'altra delle accuse è che avrebbe creato una falsa associazione civile per ottenere risorse governative, tuttavia questa informazione non è stata corroborata dalle autorità statali, inoltre è anche noto che con la sua associazione organizza feste con giocatori veterani di Querétaro per generare risorse che servono la causa de "La Resistencia".
Dopo essere stato identificato come la ment dietro le violenze allo stadio "La Corregidora", Amilcar Rafael ha deciso di cancellare tutti i suoi account sui social network e fino ad ora non si sa quale sia la sua posizione in questa situazione o se sia già stato convocato da autorità statali o il club a testimoniare su quanto accaduto allo stadio Querétaro.
La Barra 51 - Atlas - Jalisco
Nel 1998, nel bel mezzo di una dura siccità di titoli che stava attraversando Atlas, nasce 'La Barra 51', composta da meno di 10 persone. La passione rossonera è stata più forte del brutto momento del club e, da allora, si è formato un gruppo di incoraggiamento abbastanza importante per la squadra.
Il nome ha a che fare con il glorioso anno 1951, quando le "volpi" vinsero il loro primo titolo nazionale in Messico. In effetti, era l'unico che la squadra aveva quando è stata fondata "La Barra 51". Già di recente, nel 2021, la sua serie negativa si è conclusa vincendo il Torneo Apertura e aggiungendo il secondo trofeo al suo record.
Questa barra è cresciuta nel tempo. Cominciò ad essere così importante che gli altri gruppi di supporto dei "Rojinegros" si unirono all'unisono per supportare allo stadio Jalisco. Se prima erano solo 10, ora ci sono migliaia di membri. Ma non tutto è positivo.
Ma 'La Barra 51' non è solo questo.
Nel novembre 2010, ad esempio, questo gruppo ha avuto una battaglia campale con la polizia e i tifosi del Tigres dopo una partitaallo stadio Jalisco, che si è conclusa con diversi feriti e arresti.
Nel novembre 2014, dopo che l'Atlas è stato eliminato nei quarti di finale del torneo di Apertura per mano del Monterrey, diversi tifosi dei rojinegros sono andati a cercare i tifosi dei "Rayados". Bilancio di 20 feriti.
2015. Quasi un anno dopo, alcuni membri de 'La Barra 51' furono squalificati perchè entrarono in campo allo Stadio Jalisco per "rimproverare" i giocatori e l'allenatore dopo una sonora sconfitta (4-1) nel Clásico Tapatío contro il Chivas nei quarti di finale del Torneo Clausura. La polizia è intervenuta ed è scoppiata una nuova battaglia che ha provocato 10 arresti e nove feriti.
2020, i tifosi dell'Atlas hanno inscenato una nuova lotta con i tifosi del Chivas sugli spalti dello stadio Jalisco dopo il fischio finale della partita, terminata 2-1 a favore dei "Rayados". La polizia ha fatto una barricata ed è riuscita a fermare gli atti violenti.
Emerge chiaro come quanto accaduto qualche giorno fa era praticamente scritto. L'odio aveva già scavato radici profonde. Solamente che questa volta si è assistito ad un qualcosa di differente. Non solo, come si diceva, uno scontro tra barras (come se ne vedono tante nel continente Latino Americano), ma una caccia all'uomo arricchita dallo sfoggio social nel pieno stile dei cartelli quando si fronteggiano per un territorio conteso. Questo fa evidentemente emergere come quel modus operandi ha completamente permeato la società messicana, oltre che lo stato (ormai definito da molti NarcoStato).
Vero che le armi convenzionali non sono state usate, per adesso, ma quanto manca verso quel passo? Ed in tal senso le parole di Faitelson sono emblematiche di come, in effetti, non manca poi molto.
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