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, 7 Marzo 2022

Considerazioni sparse post Tottenham-Everton (5-0)


Vittoria netta e importantissima per la squadra di Conte, che chiude la pratica già nel primo tempo e continua cosi la rincorsa al quarto posto. L'Everton, molle e senza idee, adesso rischia davvero grosso e dovrà lottare fino alla fine della stagione per rimanere nella massima serie.


- In un periodo normale, alla vigilia di questo match il focus sarebbe sicuramente stato sul confronto tra due manager che, da giocatori, sono stati due centrocampisti leggendari, con caratteristiche anche simili e curiosamente con lo stesso numero di maglie sulle spalle, l'8. Ma questo è tutto fuorché un periodo normale, per entrambe le squadre. Gli Spurs hanno vinto solo 2 delle ultime 6, sono usciti anche dalla FACup e sono distanti 6 punti da quel quarto posto che solo un mese fa sembrava ampiamente alla portata. I Toffes addirittura ne hanno vinte appena 4 delle ultime 21, occupano il quartultimo posto e rischiano seriamente una retrocessione che sarebbe una macchia nerissima nella gloriosa storia del club.

- Tottenham che all'inizio conferma la difesa a 3 con Dier perno centrale e Romero e Davies braccini laterali, Bentancur ad affiancare Hojbjerg in mezzo e Kulusevski titolare nei tre davanti, avendo ormai relegato stabilmente Lucas Moura in panchina. Everton che riabbraccia Calvert-Lewin, al rientro da un lungo infortunio, schierato come sempre punta centrale e affiancato da Richarlison e Gordon, e con Van de Beek mezzala in un centrocampo completato da Allan e Doucourè. Dele Alli, grande ex della partita, parte invece dalla panchina. Gray, forse il migliore in questa stagione, ancora alle prese con un infortunio e neanche convocato cosi come il centrale difensivo titolare Yerry Mina;

- Nonostante la delicatezza del match, la partita dura nemmeno un tempo. Gli Spurs vanno al riposo sul 3-0 grazie all'autogol di Keane (disastroso anche stasera dopo il goffo errore della scorsa settimane contro il City) e ai soliti gol dei marziani Kane e Son. Nella ripresa chiudono il conto Reguillon e ancora Kane, per il 5-0 finale. Da segnalare la prestazione di Kulusevski, autore di 2 assist, e la crescita di Doherty, che qui avevamo già previsto e che continua costante grazie al lavoro che storicamente Conte fa coi suoi esterni. Serata perfetta quella del tecnico italiano, che oltre ai 3 punti importantissimi, regala una prestazione spettacolare ai tifosi che lo adorano (ogni quarto d'ora parte il coro a lui dedicato) e riesce anche a concedere un po' di riposo nel finale a Son e Romero;

- L'Everton è un disastro, per atteggiamento, organizzazione difensiva e pochezza offensiva. Le praterie lasciate agli avversari nel primo tempo non sono degne neanche di una squadra della nostra Prima Categoria. Lasciare quegli spazi ad una squadra normale sarebbe già da pazzi, farlo contro una squadra che schiera Son e Kane è da manicomio. Stasera male anche Pickford, di solito solido e sicuro, ma che sul secondo gol ha grosse responsabilità. Richarlison poi continua nella sua versione horror, in quella che doveva essere la stagione della sua completa consacrazione;

- Gli Spurs ora sono a -3 dall'Arsenal quarto, ma con una partita in più. I punti lasciati nell'ultimo mese contro Burnley, Wolverhampton e Southampton sono tanto inspiegabili quanto tremendamente pericolosi per le speranze Champions della squadra di Conte. A 10 giornate dalla fine, e con anche un calendario abbastanza tosto, l'impresa non sarà facile, ma la squadra vista stasera può giocarsela contro tutti. I Toffes sono invece avanti di 1 punto e 1 partita dal Burnley, che oggi sarebbe l'ultima squadra a retrocedere. Lampard, arrivato a fine Gennaio, finora non è riuscito a migliorare una squadra che era uscita con le ossa rotte dalla gestione Benitez. Il calendario dà una mano: quattro delle prossime sei partite saranno tra le mure amiche e le speranze di restare nel campionato più bello del mondo passeranno proprio da queste sfide.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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