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, 2 Marzo 2022

Considerazioni sparse post Fiorentina-Juventus (0-1)


L’ennesimo delitto perfetto di Max Allegri.


- Allegri scrive la sceneggiatura della partita dei suoi sogni e fredda Firenze con il suo inconfondibile sorriso sardonico in faccia ai soliti borbottii dei detrattori, pronti a spianare il fucile per uno spettacolo non proprio per puristi del bel gioco. Eppure, anche stavolta a fine partita non si puó fare altro che chiedersi sottovoce “ma come ci riesce ogni volta?”. Sembra facile, ma non lo è. D’altronde anche i suoi haters devono riconoscerlo. Nessuno telecomanda i giocatori e i momenti delle partite come lui, nel bene e nel male. Ricorderemo per sempre partite del genere come ”partite allegriane”, come fosse un brand, un’icona di stile;

- Solo la giornata di grazia di Ikonè ha rischiato seriamente di far saltare il piano allegriano. L’ex Lille ha sgasato in lungo e in largo mandando ai pazzi De Sciglio. Il suo palo scheggiato ad inizio ripresa ha rappresentato la più grande occasione di una Fiorentina bella, frizzante, a tratti divertente ma vuota dentro l’area. Stasera Italiano ha drammaticamente pagato l’assenza di una punta vera, vista la prestazione inquietante di Piatek e le polveri ancora bagnate di Cabral. La punizione dell’autogol sul gong di Venuti è troppo severa, ma negli ultimi minuti la squadra più stanca sembrava effettivamente proprio quella viola, una notizia inattesa considerando le due infermierie e che legittima in parte il risultato finale;

- È una vittoria episodica? Forse si. Eppure la Juventus stasera ha saputo fare le nozze con i fichi. I giocatori di movimento a disposizione erano undici in totale e si è fatto il possibile. Il risultato finale premia un secondo tempo di grande esperienza juventina, mettendo in mostra la crescita di tanti singoli, Rabiot e Arthur su tutti. La Juve sta dando fondo al suo serbatoio. Nove infortuni sono un numero talmente abnorme da poter ammazzare un bue. Non Allegri, che fa Allegri. Limita i danni nel primo tempo e tenta qualche sortita finale, lasciando le carte più tecniche sempre in campo fino alla fine (non è un caso che Cuadrado e Morata siano partiti dalla panchina). Il gol a volte puó arrivare, a volte no. Stavolta è arrivato, con il solito sicario Cuadrado ad eseguire. Un copione che tutti sanno a memoria ma che riesce a sorprendere ogni volta, come un classico del cinema, un po’ invecchiato, ma che ancora si fa apprezzare;

- La Fiorentina è all’inizio di un percorso. Serate come questa fanno male ma non devono condizionare la bontà di un progetto solido che deve guardare ancora in alto. Stasera ha funzionato quasi tutto, dalla prestanza di Igor (ottimo su Vlahovic, oggi frastornato dal clima ma mai domo) alla regia muscolare di Torreira. È mancata la concretezza, e negli ultimi minuti, qualche energia. La Fiorentina si stava accontentando dello 0-0 e lì, nella pigrizia viola, si è incuneata la Juve, cattiva come uno squalo;

- L’autogol di Venuti toglie anche un po’ di imbarazzo alla Lega di Serie A nel dover fronteggiare due partite noiose finite con due 0-0 e con tre squadre che per lunghissimi tratti delle partite hanno pensato più a difendersi che ad altro, ad eccezione curiosamente proprio della Fiorentina sconfitta stasera. Questa Coppa è piena di misteri. Perchè è rimasto il gol in trasferta? Perchè si gioca il ritorno tra un mese? Perchè le semifinali sono andata e ritorno? Soliti goffi difetti strutturali di una competizione brutta, priva di merito e simbolo del tipico classismo italiano, mirato solo a proteggere lo status quo dei più forti in spregio totale dei diritti di tutti.  

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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