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world padel tour miami
, 1 Marzo 2022

Considerazioni sparse World Padel Tour Miami 2022


Solo chi ama il padel e possiede un cervello come quello di Fernando Belasteguin, può trovare la forza di giocare un torneo del genere alla soglia dei 43 anni.


- Mr. Padel: Fernando Belasteguin – Mi-ami! Col punto esclamativo che si prende il posto di quello interrogativo, è ciò che oggi il padel urla con fermezza a Bela. Solo chi ama questo sport come lo ama lui può trovare la forza di giocare un torneo così a 42 anni, quasi 43. Inizia la stagione e ancora una volta – nonostante i problemi fisici dell’anno scorso e la rottura prematura con Sanyo - non puoi escluderlo dalla lista dei favoriti. Il primo torneo lo vince Bela, chiudendo l’ultimo punto della partita alla Bela, usando il cervello al posto del braccio, la conoscenza al posto della potenza. L’ultima firma sulla finale è un autografo su questo sport, a ribadire che magari potranno essere più brillanti di lui, più tecnici di lui, più potenti di lui, ma non saranno mai lui. Mr. Padel Fernando Belasteguin. Bilancio 2022: un torneo, una vittoria;

- 24 anni più giù c’è Arturito Coello da Valladolid, la prima cosa che Bela vede girandosi alla sua destra da qualche mese a questa parte. Vincendo a Miami al fianco del maestro è diventato il più giovane vincitore di un torneo nella storia del World Padel Tour. Nell’intervista post partita, la prima cosa che gli è venuta in mente, è stata ringraziare Gianluca Vacchi (pronunciato Vacci, alla spagnola) per “tutto ciò che ha fatto per me” .Vacchi, grande amico di Bela, è stato uno dei primi a credere in questa “pareja”, li ha ospitati a casa sua, li ha supportati prima lontano e poi a due passi dal campo. Nella stessa intervista dopo la finale Arturito ha ringraziato anche mamma e papà, tenera contrapposizione ai frigoriferi che tira quando smasha. Ha tutto per diventare il più forte di tutti: è mancino, è potente, è veloce, è aggressivo e sta andando a scuola dal miglior giocatore di ogni tempo. Ed oltre a tutto questo talento è talmente un bravo ragazzo che è capace di farti dimenticare l’Arturito viscido e spietato de “La Casa de Papel”. Meglio Arturito Coello, de la Casa de Padel;

- Una brutta figura: tecnica, organizzativa, ambientale, personale. La vicenda Lebron-Galan vs World Padel Tour è stata una brutta figura per tutti. Riassunto delle puntate precedenti: nel terzo set della loro prima partita dell’anno i numeri 1 del mondo – sotto nel punteggio e a serio rischio eliminazione agli ottavi – hanno perso la testa. In particolare Lebron, noto per le antipatie del pubblico del padel e le conseguenti sbroccate, ad un certo punto della partita contro Garrido e Campagnolo è uscito dal campo. Non sopportava più le continue provocazioni (sfociate in insulti) di una parte del pubblico. Il classico “io non gioco più”, terminato con un ritorno stizzito in campo e conseguente sconfitta in 3 set. Da lì sono partiti una serie di messaggi di critica all’organizzazione via social da parte della coppia più forte del padel. Dai tifosi ubriachi sugli spalti agli insulti ricevuti, dal clima da stadio agli spogliatoi simili a container, dalla scarsa protezione del WPT verso i giocatori, alle velate minacce. Adesso: che a Miami si sia visto il pubblico più maleducato di sempre, non c’è neanche un dubbio. Gli americani vivono lo sport come show, hanno associato il padel molto più ad un evento da stadio che al tennis e si sono comportati di conseguenza. Detto questo, i grandi sportivi insegnano che i numeri 1 devono comportarsi da numeri 1. Nell’uscita di scena polemica di Galan e Lebron sono invece emerse chiaramente due cose: il non saper perdere e l’interesse ad andare contro all’organizzazione. Come sappiamo da mesi nascerà un nuovo circuito, molto più conveniente per i giocatori. Come sappiamo da anni Lebron ha seri problemi ad affrontare le sconfitte e le antipatie del pubblico (stavolta ha addirittura attaccato su Instagram Garrido salvo poi cancellare il post). La somma delle due componenti ha portato al titolo di questa considerazione: una brutta figura, per tutti;

- Triazar: Triay-Salazar hanno dominato senza alcuna discussione il tabellone femminile, confermandosi le giocatrici più forti in circolazione, le numero 1 del mondo. Ciò che impressiona però è la facilità con cui hanno vinto la finale, 6-2 6-2 contro Sanchez-Josemaria, teoricamente la seconda coppia in circolazione, praticamente annientate. Sembra onestamente difficile trovare delle avversarie alla loro altezza, la Triazar (si fanno chiamare così) è una coppia perfetta: la miglior giocatrice di destra del mondo che si somma alla miglior giocatrice di sinistra che ci sia. Se questa rischia di essere una cattiva notizia per lo spettacolo, però, ne abbiamo anche una buona: a Miami per la prima volta nella storia del World Padel Tour c’erano in tabellone cinque giocatrici italiane, un record per il nostro padel. Orsi, Pappacena, Marchetti, Sussarello e Roberta Vinci, la sfida più intrigante, colei che può seguire le orme di Marta Marrero, già passata con successo dal tennis al padel. Insomma, l’Italia sta arrivando.

- Altro che moda. La crescita del Padel non ha più limiti e il torneo di Miami ha segnato una tappa fondamentale in questo percorso. Aprire in modo così glamour, a Island Gardens, con la città del divertimento sullo sfondo, Gianluca Vacchi in consolle al dj set e stelle come Jimmy Butler degli Heat a bordocampo, è un segnale immenso. Questo sport è destinato ad allargarsi sempre di più e Sky Sport ci sarà. Miami è stata la prima di 24 tappe del World Padel Tour che trasmetteremo in diretta su Sky, alle quali potrebbero aggiungersene altre. Per il terzo anno di fila insomma, Sky è la casa del padel, cercando di creare un linguaggio adatto a uno sport che fino a questo momento era fuori dai radar televisivi. Da telecronista è una sfida esaltante, provare a trovare un equilibrio giusto tra spiegare le regole a chi non le conosce e raccontare con competenza a chi è già un esperto. A scoprire e portare agli appassionati le storie dei giocatori, il loro passato, le loro caratteristiche, i loro soprannomi (vere e proprie chicche di questo mondo). Insomma, è giusto che il padel sia di tutti perché è nel suo dna. Prendere una “pala” e divertirsi, anche senza aver mai messo piede in campo prima. E’ la forza di questo sport, ciò che lo ha reso unico. Da giocare e da guardare.

Per gli amanti del genere, vi saluto con una lista dei soprannomi più belli dei giocatori. Per le spiegazioni su come nascono, ci vediamo su Sky Sport.

Juan Lebron: El Lobo

Agustin Tapia: El Mozart de Catamarca

Martin Di Nenno: El Rengo

Paquito Navarro: El Huracan de Sevilla

Gemma Triay: Gemmagnifica

Alejandra Salazar: Bandejandra

Juan Tello e Fede Chingotto: El Gato y El Raton

Maxi Sanchez: El Tiburon

Sanyo Gutierrez: El Mago

Gemelle Alayeto: Las Gemelas Atomikas

Pablo Lima: El Canon de Porto Alegre

(a cura di Gianluigi Bagnulo di Sky Sport)

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