Inzaghi Inter
, 28 Febbraio 2022

Cosa non va nell'Inter?


Dall'inizio del 2022, dopo aver raggiunto la prima posizione a ridosso delle festività, l'Inter sta attraversando un periodo di difficoltà. In molti avevano ipotizzato dei mesi di gennaio e febbraio difficili, a causa dei tanti scontri diretti e degli ottavi di Champions, ma i problemi dell'Inter non sono unicamente imputabili al calendario e non si limitano ai risultati, ma sono strettamente legati alle prestazioni.


L'Inter non ha nel corso del campionato mutato approccio. Rispetto alla scorsa stagione, e soprattutto alla parte finale durante la quale Conte aveva abbassato molto il baricentro e lasciava maggiormente il possesso agli avversari, l'Inter non ha problemi a controllare il pallone, anche in zone avanzate, come riporta il field tilt (frazione di passaggi nel terzo offensivo realizzati rispetto agli avversari).

Anche osservando i non-penalty xG non sembrano esserci stati stravolgimenti. La squadra crea (e concede) meno rispetto all'inizio della scorsa stagione - quando però la squadra di Conte risultava poco equilibrata - e mantiene un buon differenziale tra occasioni create e concesse. In alcune occasioni la squadra è sembrata penalizzata a livello difensivo da alcune incertezze individuali, con molte critiche mosse ad Handanovic e De Vrij. Al di là di questo i numeri difensivi rimangono comunque buoni, e il fulcro del dibabitto si è spostato sulla fase offensiva.

L'Inter sta segnando oggettivamente meno, e da settimane Lautaro e Dzeko sono finiti sul banco degli imputati. In questo momento Lautaro è tra i due quello che sta maggiormente underperformando nella conversione dei npxG, con un -0.9 tutto sommato non drammatico.

Anche nei primi due mesi di campionato, quando l'Inter era stata a tratti incerta, Dzeko era invece partito bene dal punto di vista realizzativo. Nel focus statistico su Sportellate dopo le prime 7 giornate avevo evidenziato l'eccezionalità della sua overperformance di +2.8 npxG. In assoluto si trattava di una performance difficile da sostenere sul lungo periodo, ed ancora più soprendente per Dzeko. L'attaccante bosniaco è uno dei finalizzatori storicamente meno efficienti della Serie A, e negli ultimi anni non è mai riuscito a pareggiare i npxG, anche con notevoli underperformance. Nonostante il cambio di squadra, avevo sottolineato come sarebbe stato davvero sorprendente se proprio in questa stagione Dzeko fosse riuscito non solo ad andare in pareggio ma addiritttura overperformare.

Dopo circa un girone, Dzeko ha eroso oltre 2/3 dell'overperformance accumulata, e con questo andamento da qui a fine stagione potrebbe regredire fino all'underperformance.

Simone Inzaghi ha ammesso che la squadra sta attraversando un momento difficile, in cui non riesce a segnare, ma di essere tranquillo perchè sta comunque creando molto. Se in assoluto gli xG potrebbero validare questa tesi (anche se contro Milan e Napoli l'Inter ha creato oggettivamente poco), i dati suggeriscono che qualcosa non sta più funzionando bene come prima nel come le occasioni vengono create. L'Inter riesce spesso a controllare il gioco con il pallone e a esercitare un certo dominio territoriale sugli avversari, ma fatica terribilmente a costruire tiri/occasioni pulite. Tira molto, accumula buoni quantitativi di xG, ma la qualità delle occasioni è diminuita. Questo è probabilmente il principale problema dell'Inter in questo momento, al di là della fase contingente di scarsa precisione sotto porta.

La riduzione dell'efficacia e della fluidità della messa in pratica dei princìpi di gioco di Inzaghi sta pesando sulla capacità dell'Inter di arrivare in area avversaria in modo pulito e prendere tiri di buona qualità. Un fattore da non sottovalutare in questo senso è quanto il gioco dell'Inter sia difficile da fare.

Rispetto alla scorsa stagione, in cui l'Inter sfruttava la costruzione bassa per attirare la pressione avversaria e creare spazi per attaccare con transizioni lunghe con giocatori individualmente abili in campo aperto (Lukaku, Hakimi, Perisic), viste le caratteristiche dei giocatori Inzaghi ha dovuto modificare l'approccio. La fluidità posizionale e le rotazioni in fase di costruzione permettono di risalire il campo in maniera progressiva e con meno strappi. L'Inter è la terzultima squadra in Serie A per dribbling tentati, un unicum tra tutte le squadre di vertice dei principali campionati europei: Inzaghi si affida molto poco a situazioni di 1vs1 e giocate individuali, cercando di guadagnare vantaggi posizionali attraverso i movimenti dei suoi giocatori. Questo rende il gioco dell'Inter difficile da mettere in pratica, richiedendo grande lucidità e applicazione a tutti gli interpreti per poter essere efficace.

Indubbiamente migliorando nella conversione delle occasioni e segnando qualche gol in più l'Inter potrebbe migliorare in termini di risultati, ma il problema principale è quello di ritrovare efficacia nello sviluppo del gioco e nella costruzione di occasioni e tiri di buona qualità. Spesso nelle ultime settimane l'Inter si è ritrovata in difficoltà nell'uscita dal pressing, ricorrendo più spesso alla verticalizzazione su Dzeko e affidandosi alla sua capacità di giocare spalle alla porta e assistere i compagni, ritrovandosi però con molto campo da attaccare e pochi uomini in grado di dare profondità e riempire l'area avversaria.

Sicuramente la stanchezza di alcuni giocatori può aver influito, e probabilmente le squadre avversarie hanno iniziato a prendere contromisure più efficaci, ma allontanarsi troppo da quanto fatto potrebbe essere controproducente. Se da un lato è giusto che Inzaghi valuti alcuni correttivi, dall'altro è difficile pensare che l'Inter, viste le caratteristiche dei giocatori in rosa, possa ritrovate efficacia cambiando sensibilmente approccio, come era stato nella seconda parte della scorsa stagione.

Per quanto riguarda il rientro degli infortunati, Correa rappresenta sicuramente un giocatore unico all'interno della rosa, ma anche nel momento di maggior brillantezza dell'Inter, il suo contributo era stato limitato in termni di minutaggio. L'inserimento di Gosens, al di là della sua condizione fisica, potrebbe non rappresentare un upgrade immediato. L'Inter tende a sviluppare maggiormente il gioco sulla sinistra, con il trio Bastoni-Perisic-Calhanoglu, mentre sulla destra Dumfries è molto più pericoloso quando si muove senza palla. Anche Gosens dà il meglio di sè nei movimenti senza il pallone, ed è un giocatore meno autosufficiente di Perisic, soprattutto in termini di conduzioni e dribbling. Per fornire un contributo alla squadra, sarà necessario che, oltre ad aggiungere le sue capacità di attacco dell'area avversaria, entri nei meccanismi della catena sinistra, per non inficiare una delle principali fonti di gioco della squadra.

  • Nato a Forlì nel 1994. Laureato in Ingegneria Informatica e ora ricercatore presso l'Università di Bologna. Amante del calcio, malato di Inter e fantacalcio, tenta ostinatamente di razionalizzare il gioco attraverso numeri e statistiche, ma rimane piacevolmente incantato dalla sua irrazionale imprevedibilità.

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